Allo studio norme più severe: aumentano le pene, l'uso del cellulare diventa un'aggravante
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Dopo mesi di latitanza la sicurezza stradale torna sul tavolo delle priorità del governo: il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha convocato un vertice di maggioranza in via Arenula per rendere più efficaci le norme di contrasto alla pirateria stradale. Si punta così a una rivisitazione delle pene per il reato stesso di omicidio stradale che già poco tempo fa aveva incassato l'ok da parte della Corte Costituzionale sulle questioni di legittimità, presentate da diversi Tribunali italiani, con riferimento alla revoca della patente di guida a seguito dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali.
È stato in sostanza ribadito "quel solco giuridico", derivato dalla decisione nr. 88/2019, in cui si ribadisce che la revoca della patente è disposta dal giudice solo in caso di morte e lesioni provocate da conducente ubriaco o drogato. Ed essendo stata dichiarata manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 222, comma 2 del Nuovo codice della strada, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 27 e 117 della Costituzione, il reato di omicido stradale è ancora più rafforzato nella sua legittimità.
E ora si punta a rivedere - rendendolo più efficace - tutto il sistema normativo perché dopo l'emergenza Coronavirus i dati degli incidenti stradali tornano a fare paura.
I contenuti del disegno di legge
Il testo è già pronto. Tra le novità prevede l'arresto obbligatorio e mai facoltativo del conducente che in caso di omicidio stradale o di lesioni aggravate omette di collaborare o si dà alla fuga. L'arresto in flagranza, anche a fronte della collaborazione, se chi ha causato l'incidente mortale è un soggetto pericoloso con precedenti penali.
Inoltre se il conducente in stato di ebbrezza alcolica omette di prestare assistenza a coloro che eventualmente hanno subito danni fisici o non si mette immediatamente a disposizione della polizia giudiziaria, la pena è aumentata non più di un terzo ma della metà. In ogni caso per l'omissione di soccorso la pena aumenta "da un terzo a due terzi".
Altra rivoluzione: al momento l'articolo 589-bis c.p. prevede una circostanza attenuante, ovvero che la pena è diminuita fino alla metà nel caso in cui l'incidente mortale "non derivi esclusivamente dall'azione o dall'omissione del colpevole". Con il ddl il comma 7 sul concorso di colpa viene completamente abrogato. Niente più sconti di pena.
"Si prevede inoltre - si legge nel testo - che in caso di uccisione di più persone la pena debba essere aumentata almeno di un terzo", cosa che prima non era prevista.
L'uso del cellulare diventa un'aggravante
Ma forse la novità più importante riguarda il testo sulla modifica del codice della strada che sarebbe dovuto approdare in Aula prima dell'estate. Quel testo che tra l'altro prevedeva il ritiro della patente e multe fino a 2500 euro per chi utilizza il telefono cellulare alla guida è finito sul binario morto ma il ministro della Giustizia ha deciso di recuperare quella norma. E inserirla nel ddl: nel reato di omicidio stradale diventa un'aggravante anche l'uso di "apparecchi radiotelefonici o cuffie sonore".
Viene inoltre punito in modo più pesante chi causa un incidente "oltrepassando una striscia longitudinale" e chi "commettendo due o più violazioni della disciplina della circolazione stradale cagiona per colpa la morte di una persona".