Regionali, l'idea di Conte. In Puglia con Emiliano anche senza intesa con i 5S
Giuliano Foschini , di GIULIANO FOSCHINIIl premier spinge per l’accordo, ma è pronto comunque a dare una mano in campagna elettorale. E ha un nuovo (interessato) fan: Di Battista
Alle 7 del mattino due operai attaccavano ieri un cartellone sei metri per tre nel centro di Bari. In un'enorme fotografia sorridente, su sfondo giallo, Antonella Laricchia, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, annunciava la sua candidatura: "Laricchia presidente". Chissà se e per quanto tempo ancora quel manifesto resisterà. Perché più passano le ore e più aumenta la pressione romana per trovare un accordo tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Affinché la Laricchia si ritiri e resti in campo soltanto Michele Emiliano come candidato presidente in Puglia. Un'intesa che passa dal lavoro lungo e paziente del ministro pugliese, Francesco Boccia. Da quello del sindaco di Bari, Antonio Decaro, entrambi da sempre in ottimi rapporti con i 5 Stelle. E che, per conto di Emiliano, si sono fatti garanti dell'operazione. Ma passa sopratutto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Che, rientrato da Bruxelles, si …
Alle 7 del mattino due operai attaccavano ieri un cartellone sei metri per tre nel centro di Bari. In un'enorme fotografia sorridente, su sfondo giallo, Antonella Laricchia, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, annunciava la sua candidatura: "Laricchia presidente". Chissà se e per quanto tempo ancora quel manifesto resisterà. Perché più passano le ore e più aumenta la pressione romana per trovare un accordo tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Affinché la Laricchia si ritiri e resti in campo soltanto Michele Emiliano come candidato presidente in Puglia. Un'intesa che passa dal lavoro lungo e paziente del ministro pugliese, Francesco Boccia. Da quello del sindaco di Bari, Antonio Decaro, entrambi da sempre in ottimi rapporti con i 5 Stelle. E che, per conto di Emiliano, si sono fatti garanti dell'operazione. Ma passa sopratutto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Che, rientrato da Bruxelles, si sta occupando personalmente della questione pugliese. Tanto da essersi lasciato andare in queste ore anche a una provocazione, più dal sapore di promessa che di minaccia: "Guardate che se non facciamo l'accordo, io comunque scendo in Puglia per fare campagna elettorale per Michele Emiliano. Non posso permettere che la mia regione finisca dopo 15 anni nelle mani del centrodestra".
La situazione è complessa. E, allo stato, è più o meno in questi termini. I 5 Stelle sanno di non avere alcuna possibilità di vincere. Ma sono altrettanto certi di essere determinanti nell'esito del voto: gli ultimi sondaggi indicano un sostanziale testa a testa tra Raffaele Fitto e Michele Emiliano. Dunque, il Movimento è certamente ago della bilancia. Emiliano è considerato un candidato divisivo - "Con che faccia chiudiamo un accordo dopo l'opposizione durissima di questi anni?" ripete Laricchia - ma le ipotesi alternative (prima tra tutte, Decaro) non sono mai state ritenute possibili. Emiliano è il candidato presidente.
La partita pugliese si inserisce nella guerra interna, nemmeno più poi così silenziosa dopo l'intervista di ieri del ministro degli Esteri a Repubblica ("Se vuole, Conte si candidi al congresso dei 5 Stelle") tra Di Maio e il premier. Sino alla scorsa settimana in molti nel Movimento pensavano che un'eventuale sconfitta alle regionali potesse far saltare il Governo. E dunque l'ala più vicina a Di Maio chiudeva a ogni possibile accordo con il Pd. Dopo l'intesa con gli altri paesi europei a Bruxelles le cose sono cambiate. Conte è solidissimo, nessuno mette in discussione la sua leadership. Lo sa anche Alessandro Di Battista che, come dimostrano le dichiarazioni di questi giorni, ha aperto un importante gioco di sponda con Conte. Che, inevitabilmente, mette ancora di più in minoranza Di Maio all'interno del Movimento. "Tra l'altro" spiega un esponente pugliese dei 5 Stelle, da sempre vicino a Di Battista, "la Puglia potrebbe offrire un ottimo argomento in questo senso: vi ricordate tutti il comizio di Alessandro sotto l'Ilva in cui diceva che avremmo chiuso l'area a caldo? Ecco, ora siamo vicini a farlo (ndr, il riferimento è al progetto di decarbonizzazione che ha però tempi lunghissimi). Ed è lo stesso progetto di Emiliano. Come potremmo dare invece le chiavi della Regione agli amici del carbone che stanno con Fitto?". Per Conte, inoltre, la Puglia ha anche una valenza politica particolare: è la sua regione ed è quella che immaginava anche come collegio elettorale. Non a caso, un anno fa, nel pieno della crisi con la Lega, scese nella "sua" Foggia con Domenico Arcuri, numero 1 di Invitalia, per presentare progetti milionari.
"Tutto questo non potrebbe bastare" dice però un altro esponente del Pd. "Sono più fiducioso di una settimana fa ma l'accordo lo vedo ancora oggi come difficilissimo. Di Maio deve tenere i suoi. A partire dalla Lezzi che della battaglia a Emiliano ne sta facendo una questione personale. Detto questo deve essere chiara una cosa: se i 5 Stelle vanno da soli, per noi diventano avversari. Spiegheremo ai pugliesi che c'è un solo voto utile per battere le destre". Il pugliese Giuseppe Conte sembra esserne già convinto.
La situazione è complessa. E, allo stato, è più o meno in questi termini. I 5 Stelle sanno di non avere alcuna possibilità di vincere. Ma sono altrettanto certi di essere determinanti nell'esito del voto: gli ultimi sondaggi indicano un sostanziale testa a testa tra Raffaele Fitto e Michele Emiliano. Dunque, il Movimento è certamente ago della bilancia. Emiliano è considerato un candidato divisivo - "Con che faccia chiudiamo un accordo dopo l'opposizione durissima di questi anni?" ripete Laricchia - ma le ipotesi alternative (prima tra tutte, Decaro) non sono mai state ritenute possibili. Emiliano è il candidato presidente.
La partita pugliese si inserisce nella guerra interna, nemmeno più poi così silenziosa dopo l'intervista di ieri del ministro degli Esteri a Repubblica ("Se vuole, Conte si candidi al congresso dei 5 Stelle") tra Di Maio e il premier. Sino alla scorsa settimana in molti nel Movimento pensavano che un'eventuale sconfitta alle regionali potesse far saltare il Governo. E dunque l'ala più vicina a Di Maio chiudeva a ogni possibile accordo con il Pd. Dopo l'intesa con gli altri paesi europei a Bruxelles le cose sono cambiate. Conte è solidissimo, nessuno mette in discussione la sua leadership. Lo sa anche Alessandro Di Battista che, come dimostrano le dichiarazioni di questi giorni, ha aperto un importante gioco di sponda con Conte. Che, inevitabilmente, mette ancora di più in minoranza Di Maio all'interno del Movimento. "Tra l'altro" spiega un esponente pugliese dei 5 Stelle, da sempre vicino a Di Battista, "la Puglia potrebbe offrire un ottimo argomento in questo senso: vi ricordate tutti il comizio di Alessandro sotto l'Ilva in cui diceva che avremmo chiuso l'area a caldo? Ecco, ora siamo vicini a farlo (ndr, il riferimento è al progetto di decarbonizzazione che ha però tempi lunghissimi). Ed è lo stesso progetto di Emiliano. Come potremmo dare invece le chiavi della Regione agli amici del carbone che stanno con Fitto?". Per Conte, inoltre, la Puglia ha anche una valenza politica particolare: è la sua regione ed è quella che immaginava anche come collegio elettorale. Non a caso, un anno fa, nel pieno della crisi con la Lega, scese nella "sua" Foggia con Domenico Arcuri, numero 1 di Invitalia, per presentare progetti milionari.
"Tutto questo non potrebbe bastare" dice però un altro esponente del Pd. "Sono più fiducioso di una settimana fa ma l'accordo lo vedo ancora oggi come difficilissimo. Di Maio deve tenere i suoi. A partire dalla Lezzi che della battaglia a Emiliano ne sta facendo una questione personale. Detto questo deve essere chiara una cosa: se i 5 Stelle vanno da soli, per noi diventano avversari. Spiegheremo ai pugliesi che c'è un solo voto utile per battere le destre". Il pugliese Giuseppe Conte sembra esserne già convinto.