Cantine aperte, slow food, escursioni. Vo' Euganeo rilancia il turismo per dimenticare il Covid
di GIACOMO TALIGNANI
Ha registrato il primo decesso per conoravirus in Italia e ora vuole cancellare quell'immagine creata dalla pandemia. Così il paese veneto promuove le sue bellezze con la campagna "Là Vo' e bene sto", incentrata soprattutto su vino e agriturismi, ma anche terme, trekking, bicicletta. E in assenza dei turisti stranieri, gli italiani rispondono bene all'appello
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Il segreto per passare da una drammatica chiusura a una felice apertura potrebbe essere custodito in un bicchiere di vino. Nel cuore dei Colli Euganei, il piccolo e tranquillo paese di Vo' Euganeo, poco meno di 3300 anime, a fine febbraio di quest'anno si è ritrovato all'improvviso in prima pagina: insieme a Codogno, è risultato il primo focolaio di Italia del Covid-19. A Vo' ci fu il primo morto italiano per l'epidemia e da allora, nonostante siano stati appena tre i deceduti, la cittadina veneta è stata a più riprese al centro delle cronache, dalla pandemia gestita con lungimiranza e azione, fatta di blocchi stradali e una chiusura immediata, sino ai diversi studi scientifici effettuati sulla popolazione durante il lockdown.
Nonostante le attenzioni e le responsabilità dimostrate dai cittadini di Vo', oggi questa realtà veneta - come altre in Italia - si trova a ripartire a fatica per scrollarsi di dosso l'…
Il segreto per passare da una drammatica chiusura a una felice apertura potrebbe essere custodito in un bicchiere di vino. Nel cuore dei Colli Euganei, il piccolo e tranquillo paese di Vo' Euganeo, poco meno di 3300 anime, a fine febbraio di quest'anno si è ritrovato all'improvviso in prima pagina: insieme a Codogno, è risultato il primo focolaio di Italia del Covid-19. A Vo' ci fu il primo morto italiano per l'epidemia e da allora, nonostante siano stati appena tre i deceduti, la cittadina veneta è stata a più riprese al centro delle cronache, dalla pandemia gestita con lungimiranza e azione, fatta di blocchi stradali e una chiusura immediata, sino ai diversi studi scientifici effettuati sulla popolazione durante il lockdown.
Nonostante le attenzioni e le responsabilità dimostrate dai cittadini di Vo', oggi questa realtà veneta - come altre in Italia - si trova a ripartire a fatica per scrollarsi di dosso l'immagine creata dalla pandemia. Come fare dunque per rilanciare il turismo in questo territorio di vini e sapori? "Con un' idea, che abbiamo sintetizzato in 'La Vo' e bene sto'", racconta l'assessore al turismo Mauro Facchin a Repubblica.
Per ricominciare e riaprirsi al mondo, per riportare fra i colli turisti e cicloamatori, il Comune ha dato il via a una campagna con una serie di iniziative, la maggior parte incentrate su vino e agriturismi, che tenterà di attirare gente sino a fine settembre quando, nella terza domenica del mese, si terrà la storica Festa dell'Uva, quest'anno alla settantesima edizione.
"Non è facile - racconta l'assessore - perché Vo' è finito in prima pagina a causa della pandemia, del focolaio. Ma ora le cose stanno lentamente tornando alla normalità e abbiamo bisogno di ripartire con il turismo. Qui, nei Colli Euganei, siamo abituati da anni ad avere tedeschi, ma anche russi, che vengono ogni estate perché amano il nostro territorio. Quest'anno non c'è l'ombra di turisti stranieri, ma per fortuna ci sono gli italiani...".
Nelle ultime due settimane, complici cantine aperte, degustazioni di vini che vanno dal famoso Serprino sino ai rossi dei Colli o il Fior d'Arancio, nelle trattorie e negli agriturismi stanno pian piano tornando i turisti. "Italiani, gente di Padova, ma anche di diverse altre province. Lo scorso weekend c'è stata perfino qualche iniziativa sold out e ne siamo felici. Il Comune ha concesso il logo per i vini e ci stiamo tutti dando da fare per far ripartire le occasioni belle, legate ad esempio ai tour in bici alla scoperta dei colli, ma anche alla ristorazione o alle iniziative che ripartono dalla terra, come quella che alcuni orti hanno promosso con attività legate al pomodoro".
Nelle trattorie, fra tavoli ben distanziati "e la gente che indossa sempre la mascherina", si avverte la voglia di un'estate "per tornare ad assaporare il meglio dei nostri territori". Così fra un pollo alla griglia e un piatto di bigoli, abbinati a un buon vino, "il turismo può crescere in questa zona di agricoltura e agriturismi".
"È necessario andare oltre all'accostamento tra Vo' e coronavirus", ha spiegato il sindaco Giuliano Martini. "Il nostro comune e i suoi cittadini sono stati un esempio per il resto del Paese. Il nostro corale spirito di collaborazione e il senso civico mostrato durante le settimane più difficili sono stati decisivi per superare la fase critica e adesso è il momento del rilancio del turismo". Al centro, le persone, le aziende, la terra e naturalmente i vini.
"Siamo stati bravi e ligi", continua l'assessore Facchin, "e anche adesso nel rilanciare il turismo è giusto muoversi con i piedi di piombo, perché come per tutti in Italia c'è sempre la paura di nuovi focolai. Ora però qui la situazione è molto tranquilla ed è giusto riaprirci, perché abbiamo molto da offrire: i nostri vini, ma anche le escursioni in bicicletta, le terme, i cammini di trekking fra i Colli e tanto altro. A chiunque verrà a trovarci, aiutandoci a ripartire, dimostreremo quanto bene si possa stare qui da noi".
Promettono, inoltre, di continuare a far vivere i turisti un'esperienza in totale sicurezza: "Abbiamo dato l'esempio e lo faremo ancora. Sempre con le mascherine, sempre con le giuste distanze". Presto, spiegano, sarà attivo anche visitvo.com, sito studiato per la ripartenza, dove si troveranno informazioni su percorsi e cantine della zona.
Di sicuro un buon vino, a settembre, lo offriranno anche al presidente Sergio Mattarella: è atteso per la riapertura del prossimo anno scolastico, quando finalmente anche per bambini e ragazzi ci sarà un nuovo assaggio di normalità.