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Gherardo Colombo 

La nave dell’ex pm Colombo “Vado anch’io a salvare vite”

L'ex magistrato di Mani pulite: «Certo, a bordo rischio di essere un po’ un impaccio, ma è arrivato il momento del fare»
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ROMA - «Quando si è parlato di mettere in mare una nave per salvare le persone che affogano, mi sono chiesto: se stessi annegando vorrei che qualcuno venisse a salvarmi? Ho risposto sì, sia alla domanda, sia alla nave». Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani pulite, a 74 anni tiene a battesimo una nuova associazione, “ResQ-People Saving People” e si dice pronto a imbarcarsi per soccorrere i migranti: «Certo, a bordo rischio di essere un po’ un impaccio, ma è arrivato il momento del fare».

Una nuova nave dunque solcherà presto il Mediterraneo: 40 metri di lunghezza con 10 persone di equipaggio e 9 tra medici, infermieri, soccorritori, mediatori, giornalisti e fotografi. Due gommoni veloci in appoggio assicureranno gli avvicinamenti alle imbarcazioni in difficoltà. La nave batterà bandiera “ResQ-People Saving People”. «È un’associazione nata negli ultimi giorni e pronta a…
ROMA - «Quando si è parlato di mettere in mare una nave per salvare le persone che affogano, mi sono chiesto: se stessi annegando vorrei che qualcuno venisse a salvarmi? Ho risposto sì, sia alla domanda, sia alla nave». Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani pulite, a 74 anni tiene a battesimo una nuova associazione, “ResQ-People Saving People” e si dice pronto a imbarcarsi per soccorrere i migranti: «Certo, a bordo rischio di essere un po’ un impaccio, ma è arrivato il momento del fare».

Una nuova nave dunque solcherà presto il Mediterraneo: 40 metri di lunghezza con 10 persone di equipaggio e 9 tra medici, infermieri, soccorritori, mediatori, giornalisti e fotografi. Due gommoni veloci in appoggio assicureranno gli avvicinamenti alle imbarcazioni in difficoltà. La nave batterà bandiera “ResQ-People Saving People”. «È un’associazione nata negli ultimi giorni e pronta a rinforzare il fronte del salvataggio dei migranti sulle rotte via mare — spiega l’ex magistrato — è frutto dell’idea di pochi amici e oggi già può vantare oltre 130 soci».

L’obiettivo è di fare rete con chi già opera nel Mediterraneo ed entro qualche mese essere in mare con una propria nave, espressione della società civile, oltre a diversi gruppi di lavoro a terra per informare l’opinione pubblica attraverso scuole e incontri pubblici. Costo stimato di tutta l’operazione: due milioni e 100 mila euro. La cifra minima per avviare il progetto è di un milione di euro, ovvero il costo della nave, della sua preparazione, allestimento e del funzionamento per i primi tre mesi di attività. Fondi da reperire attraverso il crowdfunding avviato sul sito resq.it.

Giurista, saggista, presidente della Garzanti, Colombo di ResQ è presidente onorario: «Comincio un pezzo di vita nuova». La decisione di impegnarsi non è stata difficile, è partita da una domanda semplice: «Se uno annega lo devo salvare o no? Per rispondere non c’è bisogno di appellarsi alla morale, basta leggere la nostra Costituzione, che è all’opposto di ogni forma di discriminazione. L’articolo 3, tutte le persone hanno pari dignità sociale. L’articolo 2, i diritti inviolabili dell’uomo. L’articolo 13 sulla libertà delle persone. L’articolo 32 che tutela la salute di tutti». Nessuna polemica con chi accusa le ong di incoraggiare le partenze dei disperati via mare. «Non bisogna fare annegare le persone. Questo è il punto e a questo mi voglio attenere. Il salvataggio della vita umana non può essere oggetto di compromessi o transazioni. Non c’è spazio per le polemiche». E la riforma dei decreti sicurezza e il contestato rifinanziamento della Guardia costiera libica? Colombo non intende scendere nell’agone: «Non nego che siano tutti problemi connessi. Ma voglio limitarmi alla questione delle vite umane, vediamo se esiste almeno questo punto fermo tra le mille discussioni in corso: le persone non devono morire in mare. Salvare la vita, ripeto, è una questione che non si può barattare con altro, è un valore assoluto. Punto. Tutto il resto appartiene a logiche discriminatorie e precostituzionali».

Tra i tanti soci di ResQ, c’è anche Sergio Cusani, oggi impegnato in progetti di recupero per detenuti: «Siamo diventati amici e da tempo collaboro con lui, per esempio andando a parlare nelle scuole». Colombo non esclude infine di imbarcarsi, almeno una volta, quando la nave sarà pronta: «Con qualche cautela, certo, anche vista l’età. E poi a bordo non sarò operativo, sarò al più un testimone. Un’esperienza forte nella direzione del fare qualcosa di concreto».