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Giulia Bongiorno: “Fece il suo dovere e non decise da solo, il Senato lo assolva”

"La domanda è se con la sua condotta Salvini abbia perseguito l’interesse pubblico. Io dico di sì. E insisto: fu la Open Arms a comportarsi in modo opaco"
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ROMA - "Salvini il Re Mida del reato? Ma non scherziamo". Giulia Bongiorno, penalista di grido ed ex ministro, salviniana di ferro, è pronta a difendere il capo della Lega con un "no" netto sul via libera al processo.

Siamo alla terza richiesta di autorizzazione alle indagini per sequestro di persona di decine di migranti bloccati per giorni e giorni su una nave. Andò bene a Salvini per la nave Diciotti, male invece per la Gregoretti. Lei lo difenderà anche questa volta per Open Arms. Pensa di vincere o di perdere?
"Salvini ha fatto il proprio dovere di ministro, perseguendo l'interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, tutelando l'ordine pubblico. Se si votasse in coscienza ed esaminando le carte, questa vicenda si chiuderebbe domani e per sempre".

I responsabili di Open Arms dicono che Salvini non ha a cuore la vita dei migranti.
"Prima di lanciare accuse, dovrebbero spie…
ROMA - "Salvini il Re Mida del reato? Ma non scherziamo". Giulia Bongiorno, penalista di grido ed ex ministro, salviniana di ferro, è pronta a difendere il capo della Lega con un "no" netto sul via libera al processo.

Siamo alla terza richiesta di autorizzazione alle indagini per sequestro di persona di decine di migranti bloccati per giorni e giorni su una nave. Andò bene a Salvini per la nave Diciotti, male invece per la Gregoretti. Lei lo difenderà anche questa volta per Open Arms. Pensa di vincere o di perdere?
"Salvini ha fatto il proprio dovere di ministro, perseguendo l'interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, tutelando l'ordine pubblico. Se si votasse in coscienza ed esaminando le carte, questa vicenda si chiuderebbe domani e per sempre".

I responsabili di Open Arms dicono che Salvini non ha a cuore la vita dei migranti.
"Prima di lanciare accuse, dovrebbero spiegare perché il comandante della Open Arms rifiutò per ben 4 volte una via d'uscita che avrebbe consentito di mettere subito in salvo i migranti. Malta aveva dato l'ok per far sbarcare già nei primi giorni di agosto una parte dei migranti, ma il comandante rifiutò. La Spagna aveva autorizzato lo sbarco per ben due volte, prima ad Algeciras e poi in un porto delle Isole Baleari, e l'Italia si era persino offerta di scortare la nave e farsi carico di trasferire parte dei migranti nel viaggio verso la Spagna, ma il comandante rifiutò. Se sei in pericolo, come mai non accetti aiuto e insisti pervicacemente per sbarcare solo in Italia? Come mai?".

Quali argomenti, da avvocato penalista, userà per convincere i suoi colleghi a votare no?
"Intanto, non incombeva sull'Italia l'obbligo di dare un porto sicuro, e questo è pacifico. L'obbligo gravava sulla Spagna, Paese di bandiera della nave, o su Malta, luogo più vicino. Inoltre, in Italia esisteva un decreto che vietava ingresso, transito e sosta nel mare territoriale italiano. E comunque non può sussistere il sequestro se ci sono mille vie d'uscita. Il comandate ha reiteratamente rifiutato le molteplici alternative".

Tra le carte che userà ci sarà anche la chat di Palamara in cui nel 2018 diceva che le toghe devono "attaccare" Salvini mentre il collega Auriemma sosteneva di non vedere il reato?
"Ci sono quintali di carte che documentano due pesi e due misure nella valutazione di episodi simili, a seconda di chi è il ministro di turno. Quando c'è di mezzo Salvini, tutto si trasforma in reato. Salvini è il "Re Mida" del reato?".

Lei ha sempre difeso le donne e i deboli. Non vanno difese quelle donne e i loro figli in balia del mare? Migranti che hanno subito violenze? Non esiste una questione umanitaria che prevale su tutto?
"Proprio per questo serve il rispetto della legge e il massimo ordine. Spalancare i porti vuol dire creare caos e mettere in pericolo proprio i soggetti più fragili".

Anche stavolta la Lega sosterrà che con Salvini tutto il governo, il premier Conte in testa, aveva assecondato il ministro dell'Interno nel sequestro della nave?
"Nessuno vuole fare chiamate in correità, perché non ci sono reati. Ma è noto che si trattava di un lavoro di squadra, di cui tutti si vantavano anche pubblicamente. Ed era necessario un lavoro collegiale perché c'era una procedura articolata: prima si procedeva agli accordi per la redistribuzione dei migranti e poi allo sbarco".

Nel caso Gregoretti Salvini chiese il sì al processo, certo che questo lo avrebbe avvantaggiato elettoralmente. Adesso ha cambiato idea?
"Occorre distinguere. Al Senato si vota per stabilire se Salvini con la sua condotta perseguiva o meno un interesse pubblico. Ma non ha alcun timore per il processo. Anzi, ha ribadito che se si trovasse di nuovo a fare il ministro continuerebbe a combattere gli scafisti e l'immigrazione clandestina".

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