Cronaca

Vivere a spreco Zero, il premio ai Maestri di strada di Napoli

La onlus napoletana e una docente di Prato conquistano special awards. Da oggi ci si puo iscrivere alla nuova edizione del premio promosso dal Ministero dell'Ambiente e da Waste Watchers, dedicato a chi sogna un paese dove non si buttino tra i rifiuti ogni anno 15 miliardi di euro in alimenti commestibili
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E' il premio dedicato a chi sogna e agisce per un futuro diverso e più ecologico, fatto di buone pratiche, comportamenti virtuosi in un paese che non sprechi, come oggi, quindici miliardi di euro di cibo ogni anno. Tonnellate di alimenti commestibili finite nella spazzatura per mancata programmazione o acquisti casuali.
 
Nell'anno del Covid, delle lezioni a distanza, il premio Vivere a spreco zero dedicato alle buone pratiche lo hanno vinto anche loro: maestri, professori capaci di inventarsi nuovi modi di insegnare nei giorni del virus,  appassionati nel voler coinvolgere i ragazzi nello studio, lavorando nei quartieri difficili dove le lezioni on line erano un miraggio per chi non aveva telefonini o computer. Lo hanno vinto infatti  i docenti della onlus Maestri di strada che a Napoli che, oltre al quotidiano impegno di studio, hanno coinvolto i ragazzi nel fare un diario familiare dello spreco casalingo accanto alla produzione di cibo in orti urbani e scolastici. Premiata anche la maestra  Francesca Sivieri che a fine lockdown aveva promosso iniziative di lettura  "open air" a Prato, coinvolgendo "i giovani studenti e le loro famiglie in un convivio di educazione alla socialità, alla lettura e agli stili di vita salutari".  A loro andranno due borse di studio dell'attrice Veronica Pivetti, ambasciatrice del premio per l'edizione 2020.
 
 La nuova edizione come iscriversi
Promosso dal Ministero dell'ambiente e ideato da Andrea Segré, creatore di Last minute market e Waste watchers, l'osservatorio contro gli sprechi alimentari, il Premio Vivere a spreco zero è rivolto ad enti pubblici, imprese, scuole e cittadini, dedicato alle azioni e ai progetti innovativi potenzialmente replicabili, centrati sulla riduzione degli sprechi e sull'uso efficiente delle risorse. . Ci si potrà candidare da oggi  entro il 15 settembre 2020 attraverso upload diretto della propria proposta/progetto sul sito sprecozero.it   I cittadini potranno anche twittare le loro buone pratiche, sempre entro il 15 settembre 2020, utilizzando l'hashtag #sprecozero.
 
Quest'anno sono previste 10 differenti categorie: Amministrazioni Pubbliche, Imprese, Scuole, Cittadini, InnovAction per i progetti di maggiore innovatività e le sezioni speciali Produzione Ortofrutticola e Mobilità sostenibile, accanto a tre nuove categorie: Biodiversità, che riprende la priorità ambientale dell'anno indicata dalle Nazioni Unite;  Dieta Mediterranea, che valorizza i progetti di educazione alimentare; Pagine di sviluppo sostenibile, per il miglior saggio dedicato alla divulgazione della sostenibilità uscito fra luglio 2019 e il 27 luglio 2020.
 
La Giuria del Premio Vivere a Spreco Zero è composta da quattro giornalisti di riferimento in tema di sostenibilità: sono Antonio Cianciullo, Massimo Cirri, Marco Fratoddi e Roberto Giovannini, affiancati dal fondatore Spreco Zero Andrea Segrè, dal curatore del Premio Luca Falasconi, dalla coordinatrice della campagna Spreco Zero Daniela volpe
 
Le lezioni in classe di educazione alimentare

 "Hanno vinto dei docenti e proprio dalle scuole deve partire la rigenerazione culturale in tema di ambiente e sviluppo sostenibile - ha spiegato Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero -  Sette italiani su 10 chiedono l'educazione ambientale dai banchi di scuola, e con l'introduzione dell'educazione civica nei programmi noi chiederemo 7 ore da non sprecare: una al mese, per fare educazione alimentare in classe e formare cittadini capaci di rapportarsi al cibo e alla sua fruizione".  Intanto il 68% degli italiani si dichiara molto piu' sensibile oggi, che 10 anni fa, rispetto ai temi ambientali, e il 57% dichiara di aver imparato proprio dai dati sullo spreco a gestire meglio il cibo.

 È molto importante sostenere le buone pratiche su ambiente e consumo sostenibile e questo premio è un'occasione per sensibilizzarle - ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Roberto Morassut - Lo spreco alimentare è una questione etica, sociale, economica ed ambientale che va affrontata con progetti di networking concreti".



"Vivere a spreco zero è difficilissimo perché viviamo in un mondo di consumismo sfrenato - ha dichiarato Veronica Pivetti - Oggi di regola finiamo per sostituire le cose, non le aggiustiamo più, le buttiamo semplicemente e questo è spreco. E' una questione globale che riguarda noi tutti. Nelle settimane del lockdown ci siamo dimostrati più sensibili all'ambiente, speriamo che questa nuova propensione venga conservata anche quando la nostra 'vecchià vita riprenderà a pieno regime, cerchiamo di pensare al nostro futuro"