Ecco i cospirazionisti di Francia e Germania
di GIAMPAOLO CADALANU E GABRIELLA COLARUSSODal negazionista che vuole diventare sindaco ai movimenti "antimascherine", No- Vax e nostalgici, i gruppi che in Europa si oppongono alle misure per contenere la pandemia hanno molti punti in comune
Michael Ballweg, leader dell'organizzazione "Querdenken 711" si batte contro le misure anti-pandemia. Si presenterà alle municipali di Stoccarda
BERLINO – Sul palco della Via 17 giugno Michael Ballweg sembrava vagamente spaesato. In fondo la folla alla Colonna della Vittoria era arrivata soprattutto per rispondere al suo appello. E anche se gli scettici del Covid erano solo ventimila, come dice la polizia berlinese, e non il milione e rotti vantato dagli organizzatori, la responsabilità di dare un volto e un nome al disagio per le misure anti-pandemia era tutta sulle sue spalle. No-Vax, cospirazionisti, nostalgici, seguaci dell’Antroposofia e teorici radicali del veganesimo, avevano bisogno di un punto di riferimento.La Tageszeitung, il giornale della sinistra extraparlamentare tedesca, lo aveva già indicato come uno dei principali esponenti del fronte negazionista. Il suo nome, scrive la Taz, sta in mezzo a quelli di personaggi come Ni…
Michael Ballweg, leader dell'organizzazione "Querdenken 711" si batte contro le misure anti-pandemia. Si presenterà alle municipali di Stoccarda
BERLINO – Sul palco della Via 17 giugno Michael Ballweg sembrava vagamente spaesato. In fondo la folla alla Colonna della Vittoria era arrivata soprattutto per rispondere al suo appello. E anche se gli scettici del Covid erano solo ventimila, come dice la polizia berlinese, e non il milione e rotti vantato dagli organizzatori, la responsabilità di dare un volto e un nome al disagio per le misure anti-pandemia era tutta sulle sue spalle. No-Vax, cospirazionisti, nostalgici, seguaci dell’Antroposofia e teorici radicali del veganesimo, avevano bisogno di un punto di riferimento.La Tageszeitung, il giornale della sinistra extraparlamentare tedesca, lo aveva già indicato come uno dei principali esponenti del fronte negazionista. Il suo nome, scrive la Taz, sta in mezzo a quelli di personaggi come Nikolai Nerling, ex insegnante licenziato per le idee nostalgiche, o la modella Carolin Matthie, che sogna di introdurre in Germania il diritto di portare armi come negli Stati Uniti, o il moderatore radiofonico Ken Jebsen – noto ai sostenitori come Ken FM - che paragona le misure anti contagio con la presa del potere dei nazionalsocialisti, o il giornalista “dadaista” Andrew Lenz, stretto alleato di Ballweg e fondatore del settimanale “Resistenza democratica”, distribuito gratuitamente.
Ma Ballweg rifiuta ogni inquadramento: non ha un passato di impegno politico, ma ha fondato un movimento chiamato Querdenken 711, cioè “pensiero fuori dagli schemi”, proprio per rifiutare le categorie tradizionali. Anche se non crede al distanziamento sociale, insiste per distanziarsi da destra e sinistra e sottolinea ancora di più la distanza da “quelli di lassù”, cioè da chi sta al potere. Il giudizio su di lui lo daranno i cittadini: quelli di Stoccarda alle prossime municipali, a novembre, dove si presenterà come candidato sindaco. O magari, chissà, ancora prima, se venisse accolta la richiesta di Querdenken 711, andare a elezioni anticipate già dal prossimo ottobre invece che a settembre 2021.
In realtà la sua non è una vita ai margini del sistema: a 45 anni è un imprenditore digitale di discreto successo, con clienti come Bosch e Thyssen-Krupp, tanto che adesso può permettersi di finanziare con soldi propri la prossima campagna elettorale. Apparentemente, le questioni del tracciamento e della libertà individuale sono sempre state in testa ai suoi pensieri: oggi l’idea di permettere alle autorità sanitarie un controllo dei contatti personali gli sembra forse una bestemmia, ma non è sempre stato così. Fra i suoi software, oltre alle app per reclutare anziani imprenditori come consulenti, c’era un programma che permette ai genitori di tener d’occhio i figli attraverso lo smartphone.
Il suo stile politico sembra ispirarsi a modelli sempre più popolari nel Nuovo millennio: comunica senza mediazioni, e addirittura sottopone ai giornalisti in cerca di interviste una sorta di questionario preliminare. Spesso non basta nemmeno quello: se le risposte alle sue domande non sono gradite, le richieste di intervista cadono nel vuoto, perché Ballweg in apparenza della stampa non si fida.
Anzi, proprio sul giornale “Resistenza democratica” il leader di Querdenken 711 ha chiarito lo scopo fondamentale dell’incontro di Berlino: smontare la propaganda della tv pubblica ARD e ZDF. Anzi, per usare le sue parole: “La popolazione decide di mettere fine alla pandemia”. Come, non è precisato.
Gli "anti-masques" d'Oltralpe
PARIGI - Nella testa di Carlo Alberto Brusa, il grande complotto è una mascherina imposta per educarci a un nuovo ordine autoritario: “Dal confinamento la strada della dittatura continua il suo corso nelle viscere del popolo”. In un videomonologo di un’ora, questo avvocato di origini italiane famoso in Francia per aver difeso molti calciatori, sciorina tutto il repertorio delle teorie cospirazioniste che circolano nel movimento anti-mascherine, les anti-masques, un fenomeno per ora marginale rispetto alle manifestazioni molto partecipate in Germania o negli Stati Uniti, ma che cresce online. Fino al 20 luglio in Francia le mascherine non erano obbligatorie nemmeno in tutti i luoghi chiusi. L’aumento consistente dei contagi ha spinto governo e amministrazioni locali a introdurne l’uso obbligatorio anche all’aperto in diverse città e dipartimenti, Lille, Biarritz, Nizza, 69 comuni a Mayenne. E online è iniziata la “resistenza”.
Una delle pagine "anti-masques" più seguite su Facebook ha 3.600 membri. Pochi giorni fa è stata lanciata una petizione contro l’obbligo di mascherine che ha raccolto più di 10mila firme.
L'idea che accomuna forum e gruppi di discussione è che le mascherine siano inutili e anzi dannose, che i lockdown siano una prova di forza dello Stato per imporre una nuova dittatura, che le case farmaceutiche e i governi siano in combutta tra loro per somministrare vaccini su larga scala.
La comunità che segue questi forum è eterogenea: ci sono persone comuni infastidite da una misura che non capiscono, ma la maggioranza è fatta di cospirazionisti semplici - quelli che accetterebbero qualsiasi spiegazione pur di non credere alla “versione ufficiale” - e di cospirazionisti più sofisticati, che perseguono una agenda politica o geopolitica: contro Macron, l’ordine liberista, la globalizzazione, big Pharma.
I leader, o aspiranti tali, di questo movimento cercano di farsi largo a forza di “mi piace”. Uno dei più seguiti in rete è un gilet giallo, si chiama Franck Renda, ha circa 30mila follower e ha pubblicato diversi video contro le mascherine diffondendo informazioni smentite dalla scienza come: “La mascherina ci toglie la maggior parte del nostro ossigeno, la mascherina può farci morire”.
Johan Livernette, invece, che si definisce “scrittore cattolico” e ha scritto un libro su presunti complotti tra Vaticano e massoneria, si potrebbe annoverare nella categoria del complottista erudito, con visione geopolitica. In un saggio scritto pochi giorni fa su reseauinternational.net intitolato “La dittatura della mascherina serve gli interessi del vaccino” spiega che quello della mascherina è solo un grande test per imporre domani il vaccino, una macchinazione ad opera di governi al soldo di “cartelli bancari, farmaceutici”.
Il canovaccio si ripete con Alain Soral, ideologo di estrema destra, già condannato per antisemitismo e negazionismo, che ha definito gli anti-mascherine i “combattenti della resistenza”. La guerra invisibile sarebbe quella contro l’asse “neoliberista-sionista-franco-israeliano” al servizio degli interessi delle grandi Corporation e di Big Pharma.
Il movimento cospirazionista francese non è paragonabile a quello che succede in America per esempio con QAnon, la grande e diffusa teoria secondo cui ci sarebbe un complotto nello Stato americano per bloccare Donald Trump, ma non va sottovalutato secondo Rudy Reichstadt, che studia il fenomeno da anni e ha fondato un sito, ConspiracyWatch, per monitorare la discussione in rete, usato anche dal ministero dell’Istruzione. Bisogna spiegare, confutare le notizie imprecise o parziali, rispondere con dati e fatti, perché “non tutte sono fake news”, spiega Reichstadt nel suo libro “L’Oppio degli imbecilli. La critica al complottismo è uno sport da combattimento”.