✕
(reuters)

Manga giapponesi e maghetti di Harry Potter: le proteste creative dei giovani thailandesi

Da settimane occupano le piazze di diverse città del Regno sbizzarrendosi con inedite performance ispirate ai personaggi dell’immaginario letterario e cinematografico. Chiedono riforme: del parlamento, della monarchia e del governo. La leader: "All'inizio era un'idea per scuotere il sistema con leggerezza. Ma ormai credo sia un movimento inarrestabile" 
3 minuti di lettura
BANGKOK - All'inizio fu Hunger games, il popolare film di Gary Ross con il suo messaggio politico e sociale utilizzato nel 2014 in Thailandia dai movimenti contrari all'ennesimo golpe dittatoriale di quell'anno. Nelle manifestazioni per le strade della capitale Bangkok a migliaia alzarono le tre dita come la protagonista Katniss nell'iconico saluto al popolo vessato dai "Distretti", un gesto subito messo fuorilegge.
 
Col passare degli anni quel movimento libertario ha lasciato il posto a un'apparente accettazione del nuovo status quo e i thai sono tornati disciplinatamente alle urne nel marzo del 2019, dove si poteva votare solo per uno dei due rami del Parlamento, perché i senatori li ha scelti il capo della ex giunta militare Prayut Chan ocha, oggi a capo del nuovo governo. Ma il fuoco sotto la cenere è rimasto acceso tra le nuovissime generazioni di studenti universitari e delle scuole superiori che - in nome del movimento "Fre…
BANGKOK - All'inizio fu Hunger games, il popolare film di Gary Ross con il suo messaggio politico e sociale utilizzato nel 2014 in Thailandia dai movimenti contrari all'ennesimo golpe dittatoriale di quell'anno. Nelle manifestazioni per le strade della capitale Bangkok a migliaia alzarono le tre dita come la protagonista Katniss nell'iconico saluto al popolo vessato dai "Distretti", un gesto subito messo fuorilegge.
 
Col passare degli anni quel movimento libertario ha lasciato il posto a un'apparente accettazione del nuovo status quo e i thai sono tornati disciplinatamente alle urne nel marzo del 2019, dove si poteva votare solo per uno dei due rami del Parlamento, perché i senatori li ha scelti il capo della ex giunta militare Prayut Chan ocha, oggi a capo del nuovo governo. Ma il fuoco sotto la cenere è rimasto acceso tra le nuovissime generazioni di studenti universitari e delle scuole superiori che - in nome del movimento "Free Youth", gioventù libera - sembrano aver ripreso alla lettera il celebre motto sessantottino della "fantasia al potere". Da settimane occupano infatti le piazze di diverse città del regno sbizzarrendosi con inedite performance creative ispirate ad altri popolari personaggi dell'immaginario letterario e cinematografico. Il 18 di luglio, durante il primo dei cortei in barba alle leggi di emergenza per il coronavirus, duemila ragazzi e soprattutto ragazze in abiti scuri sono tornati dapprima a usare il simbolo proibito delle tre dita di Hunger games nel luogo simbolo delle proteste popolari, attorno al Monumento della democrazia di Bangkok. Ma una settimana dopo - e nello stesso luogo - altrettanti studenti hanno preso a vessillo della loro rivolta un celebre pupazzo dei cartoni giapponesi, indossato cappelli con le sue orecchie a punta e issato cartelli col musetto rosa del criceto Hamtaro dagli occhi luccicanti.
 
Di politico il roditore inventato da Ritsuko Kawai ha ben poco, ma è adorato dalle ultime generazioni di teenager cresciuti cantando a memoria i ritornelli delle sue colonne sonore. Uno di questi dice: "Il cibo più delizioso sono i semi di girasole", che i manifestanti hanno trasformato in satira ripetendo in coro: "Il cibo più delizioso sono i soldi dei contribuenti" per chiedere conto al governo della sua politica fiscale e sociale. Ma più ardita di tutte è stata la messinscena nell'ultimo corteo del 3 agosto, quando alcune centinaia di manifestanti si sono presentati in piazza con gli abiti dei giovani aspiranti maghi di Harry Potter in lotta contro i poteri occulti del signore delle tenebre Lord Voldemort. Invece di alludere soltanto al premier e agli uomini politici, per la prima volta nella storia hanno alzato il tiro fino a chiedere una riforma se non l'abolizione tout court della istituzione reale antica di 240 anni.
 
La giovane giornalista di una tv digitale e attivista del Free Youth, Wasinee Pabuprapap - detta Ploy - è consapevole dei rischi di una protesta che, per quanto fantasiosa, sfida la legge più temuta di tutte, quella contro la lesa maestà che prevede fino a 15 anni di carcere. Ma lei non ha paura: "Scendere in piazza insieme in allegria - spiega a Repubblica - è stato un modo per connetterci, per ritrovarci insieme anche fisicamente con un'ideale comune dopo tanti hashtag e tweet scambiati tra noi, e il movimento ha mostrato le sue tante sfumature diverse. Non tutti eravamo d'accordo sulle critiche alla monarchia, anzi molti erano decisamente contrari. Ma in un movimento per la libertà non si possono imporre limiti alle opinioni, anche se considerate "eretiche" come quelle contro una tradizione tanto antica e radicata". Le richieste sulle quali tutti concordano sono essenzialmente tre: "A renderle popolari è stato un hasthag su Twitter fatto circolare fin dal 3 luglio, che possiamo tradurre come "idea di protesta". Uno: basta minacciare chi esprime opinioni; due, riscrivere la costituzione con una reale partecipazione della gente; tre, sciogliere il Parlamento. Già da tempo avevamo anche pensato a come presentarci in piazza e far capire ai più giovani che stavamo battendoci contro poteri veramente forti, considerando ad esempio che nelle scuole secondarie vigono rigide regole disciplinari, di comportamento e perfino di look come il taglio dei capelli, col rischio di ritorsioni degli stessi insegnanti. Per questo abbiamo deciso di ispirarci a personaggi "innocui" ma noti a tutti noi fin dall'infanzia come gli Hamtaro dei manga giapponesi, anche se nel mondo di fantasia di Harry Potter si allude chiaramente a una battaglia contro il corrotto e conformista Ministero della Magia".
 
Da un divertimento, è diventato una provocazione e infine un movimento: "All'inizio era un'idea per scuotere il sistema con leggerezza, e nessuno credeva che avrebbe raggiunto tali dimensioni  finché non ci siamo ritrovati al Democracy Monument. Ma ormai credo che sia inarrestabile e ci ritroveremo ancora attorno a metà agosto". Polizia permettendo. "Finora ce lo hanno permesso", risponde Ploy con un sorriso vagamente inquieto.