Test per tornare da quattro Paesi e giro di vite sulle discoteche
Obbligo di tampone per chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia e Malta. Stop agli ingressi dalla Colombia
Il governo teme i focolai nei locali, ma sulla chiusura è scontro con le Regioni. Saranno decisivi i dati di domani sull’epidemia
Roma. Contagi appena sotto quota 500, dieci morti, ricoveri e terapie intensive in aumento. Il governo aspetta con ansia i dati del venerdì, teme un’impennata dell’indice di trasmissione in diverse regioni e corre ai ripari intervenendo chirurgicamente sul terreno dei nuovi focolai veicolati dai giovani: i rientri dalle vacanze all’estero e le serate danzanti. L’ordinanza che dispone il tampone per chi arriva dai Paesi europei a più alta incidenza di contagio, Spagna, Grecia, Croazia e Malta è stata già firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, ma adesso il governo valuta seriamente la chiusura delle discoteche, autorizzate in autonomia da tutte le Regioni nonostante nell’ultimo Dpcm sia stato confermato il no alla riapertura.
Troppi contagi in serate e feste in locali dove è praticamente impossibile far rispettare il distanziamento e la mascherina si porta al polso. Troppo alto il rischio nella settimana di F…
Troppi contagi in serate e feste in locali dove è praticamente impossibile far rispettare il distanziamento e la mascherina si porta al polso. Troppo alto il rischio nella settimana di F…
Roma. Contagi appena sotto quota 500, dieci morti, ricoveri e terapie intensive in aumento. Il governo aspetta con ansia i dati del venerdì, teme un’impennata dell’indice di trasmissione in diverse regioni e corre ai ripari intervenendo chirurgicamente sul terreno dei nuovi focolai veicolati dai giovani: i rientri dalle vacanze all’estero e le serate danzanti. L’ordinanza che dispone il tampone per chi arriva dai Paesi europei a più alta incidenza di contagio, Spagna, Grecia, Croazia e Malta è stata già firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, ma adesso il governo valuta seriamente la chiusura delle discoteche, autorizzate in autonomia da tutte le Regioni nonostante nell’ultimo Dpcm sia stato confermato il no alla riapertura.
Troppi contagi in serate e feste in locali dove è praticamente impossibile far rispettare il distanziamento e la mascherina si porta al polso. Troppo alto il rischio nella settimana di Ferragosto. I 550 ragazzi che ieri hanno risposto all’appello della Asl Toscana alla ricerca dei partecipanti alla serata di sabato alla Seven Apples di Marina di Pietrasanta con un caso di positività fanno paura. Ma le Regioni (non tutte) resistono, il settore è in ripresa e una nuova chiusura sarebbe un colpo durissimo. Il governo aspetta i dati delle prossime 24-48 ore e mette sul tavolo 100 milioni di euro per un eventuale ristoro: se ci saranno nuovi focolai, se l’Rt balzerà in alto si chiude.
Ieri, all’appuntamento convocato d’urgenza con i governatori, i ministri della Salute Speranza e degli Affari regionali Boccia si sono presentati con il collega dello Sviluppo economico Patuanelli, che aveva già riunito le associazioni dei gestori di discoteche. Sul tavolo numeri eloquenti per un settore da 400 milioni di euro di fatturato, 3.500 locali riaperti, 25.000 lavoratori. «Abbiamo invitato i governatori alla massima vigilanza e a rivedere le deroghe concesse quando la situazione epidemiologica era più favorevole — spiega Boccia — Ci sono stati ripetuti focolai e siamo preoccupati. Anche perché queste serate non avvengono solo nelle discoteche e il rispetto delle misure non è facile». Dai due metri di distanza in pista ( già previsti dalle linee guida e inseriti ieri da un’ordinanza del governatore toscano Rossi) alle mascherine obbligatorie per chi balla imposte da oggi dal governatore pugliese Emiliano.
Intanto lo stop ai rientri a rischio. Ancora ieri decine di ragazzi positivi, dalla Liguria alla Lombardia, dalla Sicilia alla Campania di ritorno dalle vacanze nelle isole della movida europea: Pag, Corfù, Ibiza, La Valletta. L’idea del governo era quella di evitare l’imposizione indiscriminata della quarantena, tantopiù per paesi dell’area Schengen e con almeno un milione di italiani all’estero, e di far ricorso ai test rapidi ancora in fase di sperimentazione.
Ma le solite fughe in avanti delle Regioni con ordinanze diverse hanno indotto un’accelerazione e ieri sera, dopo una riunione d’urgenza con la conferenza delle Regioni, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che di fatto supera i provvedimenti dei governatori. Chi arriva in Italia da Spagna, Grecia, Croazia e Malta dovrà o esibire un test negativo eseguito nelle 72 ore precedenti o sottoporsi al tampone rapido dove sarà disponibile (presumibilmente solo negli aeroporti e nei porti più grandi con esito entro mezz’ora) o autodenunciarsi al distretto sanitario competente e attendere in isolamento il tampone a domicilio nel giro di 48 ore. Se l’esito sarà negativo non sarà necessario osservare la quarantena. La lista dei Paesi a rischio sarà rivalutata quotidianamente: osservata speciale è la Francia, che ieri ha fatto registrare quasi 2.500 contagi, il numero più alto in Europa, ma è finora rimasta fuori da qualsiasi provvedimento. Ingresso e transito vietati invece per chi proviene dalla Colombia. Solo il governatore campano De Luca, ancora una volta, va oltre e dispone la quarantena in attesa di tampone per chiunque rientri da qualsiasi Paese, multa da 1.000 euro e denuncia penale per chi viola l’isolamento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Troppi contagi in serate e feste in locali dove è praticamente impossibile far rispettare il distanziamento e la mascherina si porta al polso. Troppo alto il rischio nella settimana di Ferragosto. I 550 ragazzi che ieri hanno risposto all’appello della Asl Toscana alla ricerca dei partecipanti alla serata di sabato alla Seven Apples di Marina di Pietrasanta con un caso di positività fanno paura. Ma le Regioni (non tutte) resistono, il settore è in ripresa e una nuova chiusura sarebbe un colpo durissimo. Il governo aspetta i dati delle prossime 24-48 ore e mette sul tavolo 100 milioni di euro per un eventuale ristoro: se ci saranno nuovi focolai, se l’Rt balzerà in alto si chiude.
Ieri, all’appuntamento convocato d’urgenza con i governatori, i ministri della Salute Speranza e degli Affari regionali Boccia si sono presentati con il collega dello Sviluppo economico Patuanelli, che aveva già riunito le associazioni dei gestori di discoteche. Sul tavolo numeri eloquenti per un settore da 400 milioni di euro di fatturato, 3.500 locali riaperti, 25.000 lavoratori. «Abbiamo invitato i governatori alla massima vigilanza e a rivedere le deroghe concesse quando la situazione epidemiologica era più favorevole — spiega Boccia — Ci sono stati ripetuti focolai e siamo preoccupati. Anche perché queste serate non avvengono solo nelle discoteche e il rispetto delle misure non è facile». Dai due metri di distanza in pista ( già previsti dalle linee guida e inseriti ieri da un’ordinanza del governatore toscano Rossi) alle mascherine obbligatorie per chi balla imposte da oggi dal governatore pugliese Emiliano.
Intanto lo stop ai rientri a rischio. Ancora ieri decine di ragazzi positivi, dalla Liguria alla Lombardia, dalla Sicilia alla Campania di ritorno dalle vacanze nelle isole della movida europea: Pag, Corfù, Ibiza, La Valletta. L’idea del governo era quella di evitare l’imposizione indiscriminata della quarantena, tantopiù per paesi dell’area Schengen e con almeno un milione di italiani all’estero, e di far ricorso ai test rapidi ancora in fase di sperimentazione.
Ma le solite fughe in avanti delle Regioni con ordinanze diverse hanno indotto un’accelerazione e ieri sera, dopo una riunione d’urgenza con la conferenza delle Regioni, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che di fatto supera i provvedimenti dei governatori. Chi arriva in Italia da Spagna, Grecia, Croazia e Malta dovrà o esibire un test negativo eseguito nelle 72 ore precedenti o sottoporsi al tampone rapido dove sarà disponibile (presumibilmente solo negli aeroporti e nei porti più grandi con esito entro mezz’ora) o autodenunciarsi al distretto sanitario competente e attendere in isolamento il tampone a domicilio nel giro di 48 ore. Se l’esito sarà negativo non sarà necessario osservare la quarantena. La lista dei Paesi a rischio sarà rivalutata quotidianamente: osservata speciale è la Francia, che ieri ha fatto registrare quasi 2.500 contagi, il numero più alto in Europa, ma è finora rimasta fuori da qualsiasi provvedimento. Ingresso e transito vietati invece per chi proviene dalla Colombia. Solo il governatore campano De Luca, ancora una volta, va oltre e dispone la quarantena in attesa di tampone per chiunque rientri da qualsiasi Paese, multa da 1.000 euro e denuncia penale per chi viola l’isolamento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA