La grande paura della scuola in bilico
di ILARIA VENTURII nodi a un mese dalla riapertura. Azzolina: “Non basta tornare dobbiamo evitare di richiudere"
Chiudere le discoteche per poter aprire le scuole. La grande paura è di non farcela. L'appello del ministro della Salute Roberto Speranza alla responsabilità dei giovani, mentre firmava l'ordinanza anti-ballo, rimbalza immediatamente in viale Trastevere: "Le scuole non vanno solo riaperte, dobbiamo fare in modo che poi non richiudano" dichiara Lucia Azzolina chiedendo "la collaborazione di tutti per non disperdere i sacrifici di questi mesi". Sulla scuola il governo si gioca una partita decisiva, vietato sbagliare. L'incognita dei contagi in risalita pesa, porta il Comitato tecnico scientifico a riunirsi di nuovo domani per ribadire che la concessione alla deroga del distanziamento tra i banchi, con mascherina obbligatoria, sarà ammessa solo in casi eccezionali e per periodi limitati. Insomma, non è un liberi-tutti. Ma i nodi rimangono a 28 giorni dall'avvio delle lezioni.
E i presidi sono sul piede di guerra: "Trop…
E i presidi sono sul piede di guerra: "Trop…
Chiudere le discoteche per poter aprire le scuole. La grande paura è di non farcela. L'appello del ministro della Salute Roberto Speranza alla responsabilità dei giovani, mentre firmava l'ordinanza anti-ballo, rimbalza immediatamente in viale Trastevere: "Le scuole non vanno solo riaperte, dobbiamo fare in modo che poi non richiudano" dichiara Lucia Azzolina chiedendo "la collaborazione di tutti per non disperdere i sacrifici di questi mesi". Sulla scuola il governo si gioca una partita decisiva, vietato sbagliare. L'incognita dei contagi in risalita pesa, porta il Comitato tecnico scientifico a riunirsi di nuovo domani per ribadire che la concessione alla deroga del distanziamento tra i banchi, con mascherina obbligatoria, sarà ammessa solo in casi eccezionali e per periodi limitati. Insomma, non è un liberi-tutti. Ma i nodi rimangono a 28 giorni dall'avvio delle lezioni.
E i presidi sono sul piede di guerra: "Troppi problemi irrisolti". I dirigenti reclamano spazi e regole sanitarie certe, incalzano sui banchi ("Quando arrivano? A ottobre è tardi"), sollevano l'incognita focolai: "Se ci sarà un caso positivo bisognerà valutare la chiusura dell'istituto solo di concerto con l'autorità sanitaria. Non ci possono essere regole generali né ci si può affidare solo a parametri numerici" osserva Antonello Giannelli dell'Anp. Attacca l'opposizione. "L'incertezza vola" tuona Lena Gissi della Cisl. E domanda la Gilda: "Chi fornirà le mascherine a docenti e studenti?".
LEGGI Un solo contagio in classe e sarà quarantena per tutti?
Alcuni medici di famiglia hanno protestato: in Liguria ad esempio hanno detto di non avere i dispositivi di protezione adeguati per effettuare gli esami. Toscana e Lazio hanno deciso di non affidarsi a questi professionisti ma di fare i test all'interno delle strutture delle aziende sanitarie.
Ne devono arrivare 2,5 milioni, tutti monoposto, di cui 435mila con le rotelle, le sedute che hanno scatenato ire e ironia nel mondo della scuola. La gara europea, indetta dal commissario straordinario Domenico Arcuri, si è chiusa mercoledì scorso: le undici le aziende o cordate che hanno vinto devono consegnare i banchi dai primi giorni di settembre sino a ottobre. Ed è proprio questo prolungamento dei tempi di consegna, a lezioni già avviate, che preoccupa presidi e sindacati. Il nodo è come garantire il distanziamento senza banchi le cui caratteristiche indicate nel bando sono: piani di lavoro profondi 50, larghi tra i 60 e i 70 centimetri, con rivestimento in laminato e sotto un piano reggi-libri. "La distribuzione avverrà secondo una programmazione nazionale e una tempistica che terrà conto delle effettive priorità scolastiche e sanitarie dei vari territori" ha ribadito ieri in una nota il commissario. Manca un calendario dettagliato di consegna. Ad oggi nemmeno sono pubblici i nomi di chi si è aggiudicata la fornitura.
I posti vacanti, pubblicati il 27 agosto, saranno assegnati con una "call" online entro il 7 settembre. Per assumere personale aggiuntivo sono stati messi 2 miliardi con il decreto Rilancio e in quello di agosto (da usare anche per l'edilizia e l'ampliamento dell'offerta formativa). 977 milioni sono già stati stanziati alle Regioni per assumere il "contingente Covid": 50mila tra bidelli e insegnanti, dice il ministero, 40mila calcola la Cisl.
In caso di lockdown saranno licenziati. Con la seconda tranche di risorse, ancora non distribuita, si potrebbero assumere 25mila docenti a tempo alle superiori.
E i presidi sono sul piede di guerra: "Troppi problemi irrisolti". I dirigenti reclamano spazi e regole sanitarie certe, incalzano sui banchi ("Quando arrivano? A ottobre è tardi"), sollevano l'incognita focolai: "Se ci sarà un caso positivo bisognerà valutare la chiusura dell'istituto solo di concerto con l'autorità sanitaria. Non ci possono essere regole generali né ci si può affidare solo a parametri numerici" osserva Antonello Giannelli dell'Anp. Attacca l'opposizione. "L'incertezza vola" tuona Lena Gissi della Cisl. E domanda la Gilda: "Chi fornirà le mascherine a docenti e studenti?".
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Lo scudo. Niente responsabilità penale nel caso il virus si diffonda. L'ultima battaglia dei presidi
E se risultano casi di contagio in una scuola chi ne risponde? I dirigenti scolastici chiedono al governo di rivedere la norma sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Una battaglia che viene da lontano. È nata pure l'associazione "Modifica 81" per chiedere di cambiare il decreto legislativo 81/08 sulla sicurezza sul lavoro. In questo caso il riferimento è alle responsabilità rispetto all'epidemia. "Non vogliamo che ci sia una ricaduta sui dirigenti di eventuali contagi che non dipendono dalla scuola se questa, attraverso il dirigente, ha applicato il protocollo" spiega Roberta Fanfarillo della Flc-Cgil. Antonello Giannelli, dell'Anp, è preoccupato: "Abbiamo chiesto prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici. Il Covid è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla. Non parliamo di scudo penale perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti".Gli spazi. Diecimila aule da trovare per garantire le distanze. I maggiori disagi al Sud
A Bologna è stato messo a disposizione un padiglione della Fiera, per accogliere 1600 studenti delle superiori in 70 aule. A Milano il Comune ha acquistato 50 "moduli" temporanei. A Firenze gli studenti di una media faranno lezione al teatro della Pergola. Presidi a caccia di spazi. La prima stima era stata fatta dalla ministra Lucia Azzolina a fine giugno: il 15% degli studenti farà lezione fuori dalle scuole. Fu annunciato un "cruscotto" sugli spazi e pure che erano tremila gli edifici scolastici dismessi da poter recuperare. La palla è passata agli enti locali. Nel frattempo i presidi hanno fatto un loro conteggio ai primi di agosto: 400 mila studenti, il 5%, fuori. All'appello mancano diecimila aule. Al Nord quasi tutti gli spazi sono stati trovati, il Sud arranca. Ieri si è chiuso un nuovo monitoraggio del ministero all'Istruzione. In difficoltà sono le primarie e medie visto che alle superiori si può ricorrere alla didattica a distanza. E solo in casi eccezionali e per un breve periodo si può derogare al metro di distanza, purché si porti sempre la mascherina.Le protezioni. Mascherine in aula sì o no. Il comitato torna a riunirsi dopo il parere della discordia
La mascherina è obbligatoria dai 6 anni in su per gli studenti e lo è per il personale scolastico. Gli alunni la possono portare da casa, la scuola gliela deve fornire durante l'attività di alternanza scuola-lavoro o nei laboratori. Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha promesso la distribuzione gratuita di 11 milioni di mascherine chirurgiche. Si potrà togliere? No quando gli studenti si alzano dal banco, durante gli intervalli o nei corridoi. Sì se la distanza di almeno un metro è rispettata, dunque quando si segue una lezione, visto che i banchi saranno distanziati. Ma sono condizioni che andranno verificate via via dagli insegnanti. A fine mese si esprimeranno gli esperti: forse in alcuni casi potrà essere tolto l'obbligo sino agli 11 anni. Dipenderà dai contagi. Nei giorni scorsi il Comitato tecnico scientifico ha dato un parere positivo alla deroga della misura del metro di distanza tra le "rime buccali" (ma con mascherina obbligatoria) sul quale si è discusso molto. Domani il Cts sottolineerà che la deroga vale solo in casi eccezionali e per un breve periodo (da un giorno a due settimane), in attesa che vengano allestiti spazi alternativi.I controlli. Maxi screening, tempi stretti. La corsa a due milioni di test per impiegati, prof e bidelli
Dal 24 agosto inizieranno i test sierologici sul personale scolastico. Sono circa 2 milioni le persone che verranno sottoposte all'esame (non obbligatorio, comunque) entro una settimana prima dell'inizio della scuola, cioè entro il 7 di settembre. Sarà una corsa contro il tempo, visto il numero delle persone coinvolte. Un lavoro impegnativo, per svolgere il quale le Regioni si appoggeranno ai medici di famiglia. Saranno loro a fare il prelievo di una goccia di sangue, con il metodo del cosiddetto "pungi dito", e ad osservare nel giro di pochi minuti il bastoncino di plastica dove appare il risultato della ricerca delle immunoglobuline legate al coronavirus. Se c'è una positività, la Asl farà il tampone entro 48 ore.Alcuni medici di famiglia hanno protestato: in Liguria ad esempio hanno detto di non avere i dispositivi di protezione adeguati per effettuare gli esami. Toscana e Lazio hanno deciso di non affidarsi a questi professionisti ma di fare i test all'interno delle strutture delle aziende sanitarie.
Gli arredi. L'incognita dei nuovi banchi. Consegne scaglionate fino alla fine di ottobre
Ne devono arrivare 2,5 milioni, tutti monoposto, di cui 435mila con le rotelle, le sedute che hanno scatenato ire e ironia nel mondo della scuola. La gara europea, indetta dal commissario straordinario Domenico Arcuri, si è chiusa mercoledì scorso: le undici le aziende o cordate che hanno vinto devono consegnare i banchi dai primi giorni di settembre sino a ottobre. Ed è proprio questo prolungamento dei tempi di consegna, a lezioni già avviate, che preoccupa presidi e sindacati. Il nodo è come garantire il distanziamento senza banchi le cui caratteristiche indicate nel bando sono: piani di lavoro profondi 50, larghi tra i 60 e i 70 centimetri, con rivestimento in laminato e sotto un piano reggi-libri. "La distribuzione avverrà secondo una programmazione nazionale e una tempistica che terrà conto delle effettive priorità scolastiche e sanitarie dei vari territori" ha ribadito ieri in una nota il commissario. Manca un calendario dettagliato di consegna. Ad oggi nemmeno sono pubblici i nomi di chi si è aggiudicata la fornitura.L'organico. Rischio cattedre vuote. L'esercito dei supplenti verso numeri record
Non solo banchi e aule. E le cattedre? La vera scommessa si gioca sul personale e le previsioni non sono rosee: i sindacati stimano un record di duecentomila supplenti nell'anno dell'emergenza sanitaria. Sono 84.808 le cattedre di ruolo autorizzate dal Mef, ma con le graduatorie dei concorsi e le Gae praticamente esaurite meno di una su due (addirittura solo il 20% secondo il sindacato Gilda) saranno coperte.I posti vacanti, pubblicati il 27 agosto, saranno assegnati con una "call" online entro il 7 settembre. Per assumere personale aggiuntivo sono stati messi 2 miliardi con il decreto Rilancio e in quello di agosto (da usare anche per l'edilizia e l'ampliamento dell'offerta formativa). 977 milioni sono già stati stanziati alle Regioni per assumere il "contingente Covid": 50mila tra bidelli e insegnanti, dice il ministero, 40mila calcola la Cisl.
In caso di lockdown saranno licenziati. Con la seconda tranche di risorse, ancora non distribuita, si potrebbero assumere 25mila docenti a tempo alle superiori.