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La vittoria dei sordi, pronte le mascherine trasparenti per leggere il labiale

Il Cts ha dato il via libera all'utilizzo nelle scuole per gli insegnanti. Presto potrebbero essere utilizzate anche nella classi dei bambini dai nidi all'infanzia
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Non travisano i volti, non camuffano le espressioni, non oscurano smorfie e sorrisi, non nascondono le labbra, non censurano - soprattutto - le parole dette ma non udibili da tutti. Sono trasparenti, lavabili, riutilizzabili, meno traspiranti delle chirurgiche e si appannano dopo un lungo utilizzo. Le mascherine anti-Covid "per lettura labiale" - questo il nome tecnico - hanno avuto il via libera dal Comitato tecnico scientifico per il loro utilizzo nelle scuole da parte degli insegnanti: un dispositivo di sicurezza che permette di leggere quel che dicono i docenti e facilita la comprensione e il dialogo. Un progetto indispensabile negli istituti per ragazzi sordi, che potrebbe però avere anche un utilizzo su larga scala. Secondo un rapporto Istat in Italia sono quasi 900mila le persone con disabilità uditiva. Ma si potrebbe ipotizzarne l'uso anche in situazioni particolarmente complesse di rapporto con il pubblico o negli asili nido o nelle scuole dell'…
Non travisano i volti, non camuffano le espressioni, non oscurano smorfie e sorrisi, non nascondono le labbra, non censurano - soprattutto - le parole dette ma non udibili da tutti. Sono trasparenti, lavabili, riutilizzabili, meno traspiranti delle chirurgiche e si appannano dopo un lungo utilizzo. Le mascherine anti-Covid "per lettura labiale" - questo il nome tecnico - hanno avuto il via libera dal Comitato tecnico scientifico per il loro utilizzo nelle scuole da parte degli insegnanti: un dispositivo di sicurezza che permette di leggere quel che dicono i docenti e facilita la comprensione e il dialogo. Un progetto indispensabile negli istituti per ragazzi sordi, che potrebbe però avere anche un utilizzo su larga scala. Secondo un rapporto Istat in Italia sono quasi 900mila le persone con disabilità uditiva. Ma si potrebbe ipotizzarne l'uso anche in situazioni particolarmente complesse di rapporto con il pubblico o negli asili nido o nelle scuole dell'infanzia dove la fiducia tra educatori e bambini si costruisce anche attraverso la mimica facciale.

A chiederle per primi sono stati i docenti dell'unico Istituto in Italia specializzato per sordi, il Magarotto, che ha sedi a Roma, Padova e Torino. "Per noi e i nostri ragazzi (circa 500 nelle tre città) sono essenziali, altrimenti la didattica si blocca completamente - spiega la dirigente, Isabella Pinto - Questa, oltre all'organico dei docenti, è la grande battaglia con il ministero dell'Istruzione. Più volte ho sollecitato anche il Commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, e spero che presto si sblocchi il rifornimento". "In primavera - racconta Pinto - le abbiamo prodotte da soli: le guardarobiere del Convitto che ospita i ragazzi ne hanno cucite a mano una cinquantina per i docenti e i collaboratori scolastici. Poi, per gli esami di maturità, un'azienda di Padova ce ne ha fornito un campione gratuito con i bordi in tessuto garzato e al centro una parte di plastica rigida".  

Il progetto delle mascherine trasparenti è stato infatti presentato al team del commissario per l'emergenza Domenico Arcuri dall'azienda "Under Shield" di Fontaniva. "Il Cts - spiega Paolo Pandin, il fondatore - chiedeva che questo tipo di mascherine avessero il marchio Ce e noi ci siamo adeguati. Realizziamo mascherine di professione, a maggio abbiamo avuto questa idea, ne abbiamo sviluppato un prototipo e lo abbiamo testato. La risposta è stata positiva e lunedì prossimo saranno omologate come dispositivi di protezione. Siamo quindi pronti a partire con la produzione". A oggi la capacità produttiva è di 8mila pezzi ma, aggiunge Pandin, "i macchinari li abbiamo, gli spazi pure, possiamo creare posti di lavoro e produrne a migliaia".

Anche una altra azienda, la Lma di Pianezza, impresa torinese del settore aerospaziale, si dice pronta a fornire alle scuole il suo modello. Si chiama "Respira", è in silicone, con 2 filtri intercambiabili chirurgici o FFP2, lavabile e riutilizzabile, ricorda una maschera per aerosol. "La nostra capacità produttiva, circa mille mascherine al giorno, è una risposta alle esigenze della comunità per una ripresa dell'anno scolastico in serenità e sicurezza" sottolinea il general manager, Fulvio Boscolo.

A oggi, però, non c'è ancora una gara di appalto, non ci sono contratti e commesse pronte a partire. "Ci stiamo occupando per ora di fornire gli 11 milioni di mascherine chirurgiche alle scuole. La fornitura di altri dispositivi, come quelli trasparenti, è allo studio" fanno sapere dallo staff del Commissario Arcuri.