Perché mancano i prof
Corrado Zunino , di ILARIA VENTURI e CORRADO ZUNINOLa caccia al personale a dieci giorni dal via. E oltre 250mila cattedre saranno coperte da precari
Il 14 settembre, che è tra undici giorni, nelle scuole italiane mancheranno, almeno, 250 mila docenti. Su ottocentomila. Un primato nella storia recente dell'insegnamento nel Paese. Il conto è presto fatto. L'anno scorso i precari con contratto settembre-giugno (o settembre-agosto) furono 187 mila. A questi vanno aggiunte altre 16 mila "messe a disposizione", i laureati cosiddetti Mad. Per quest'anno ci sono sì 84.808 posti per assunzioni stabili, ma si sta scoprendo che si riusciranno a trovare solo trentamila figure adatte: non ci sono abbastanza docenti in Matematica, Fisica, Chimica, mancano soprattutto al Nord. E sono altri 55 mila supplenti da cercare. Qualche insegnante, nell'ordine dei cinquemila, si potrà trovare con la chiamata veloce, ma come si vede siamo a quota 250 mila assenze. Un incubo, in una stagione resa così difficile dal perdurare dei contagi. Le ragioni di questo primato negativo? Le carenze struttural…
Il 14 settembre, che è tra undici giorni, nelle scuole italiane mancheranno, almeno, 250 mila docenti. Su ottocentomila. Un primato nella storia recente dell'insegnamento nel Paese. Il conto è presto fatto. L'anno scorso i precari con contratto settembre-giugno (o settembre-agosto) furono 187 mila. A questi vanno aggiunte altre 16 mila "messe a disposizione", i laureati cosiddetti Mad. Per quest'anno ci sono sì 84.808 posti per assunzioni stabili, ma si sta scoprendo che si riusciranno a trovare solo trentamila figure adatte: non ci sono abbastanza docenti in Matematica, Fisica, Chimica, mancano soprattutto al Nord. E sono altri 55 mila supplenti da cercare. Qualche insegnante, nell'ordine dei cinquemila, si potrà trovare con la chiamata veloce, ma come si vede siamo a quota 250 mila assenze. Un incubo, in una stagione resa così difficile dal perdurare dei contagi. Le ragioni di questo primato negativo? Le carenze strutturali della scuola italiana cui si aggiungono i concorsi in ritardo, alcune scelte del ministero arrivate fuori tempo massimo e l'ultimo guaio: gli errori marchiani scoperti nelle nuove Graduatorie online. Il risultato sono altri ritardi.
Flop per "assenza di candidati adatti"
Il ministero dell'Istruzione ha soldi per assumere 84.808 docenti a tempo indeterminato (più 472 insegnanti di religione cattolica e 91 educatori). Il problema è che, ad oggi, i posti coperti per questa funzione sono solo 23-25.000. Si è chiusa ieri a mezzanotte, con diversi problemi di inserimento dati, la call veloce, quella che consente a un precario di candidarsi fuori regione: dalla chiamata rapida potranno arrivare altri 5-6.000 posti coperti. Siamo nell'ordine delle 30.000 cattedre dove è previsto un insegnante di ruolo. Il problema è antico: mancano docenti per le materie scientifiche, per le scuole medie e per il Nord: le graduatorie a esaurimento e di merito sono esaurite. Quest'anno sono coperte, invece, le scuole dell'infanzia e le primarie. In Campania, per dire, resteranno vuoti oltre 2.500 posti su 4.600. In Emilia Romagna, 563 posti di Italiano e 483 di Matematica alle medie. Si possono stimare, quindi, 54.000 cattedre scoperte per "assenza di titolare adatto" in tutto il Paese: si dovrà attingere anche in questo caso dai supplenti. L'anno precedente il Mef aveva autorizzato 53.627 docenti, erano stati assegnati 25.000 posti.
Al via le nuove selezioni per merito
Ci sono tre concorsi in vista per diventare docenti, ma chi li vincerà (o perlomeno risulterà idoneo) entrerà in classe solo per l'Anno scolastico 2021-2022. Nella prima settimana di ottobre prenderà il via, infatti, la prova straordinaria per le scuole medie e superiori che darà 32.000 cattedre. Si attendono, quindi, le date per i due concorsi ordinari - scuole superiori e infanzia-primaria - per i quali si sono presentati 507 mila candidati (430.585 mila e 76.757 mila, rispettivamente). I posti a bando sono 33.000 per le superiori e 12.863 per elementari e infanzia. La ministra Azzolina ha incrociato una battaglia con il sindacato e parte del Pd per ottenere un concorso straordinario in piena estate opponendosi all'assunzione dei precari attraverso una selezione per titoli e servizio. Alla fine, con l'intervento del premier, si è arrivati a un compromesso: bando ridotto a una prova scritta e spostata in autunno. Giustificata la difesa del merito (da sindacalista cinque stelle Azzolina chiedeva, tuttavia, l'assunzione tout court di ogni precario). Il risultato è stato quello di non avere nuovi docenti in cattedra per questa stagione, la più difficile.
Il pasticcio delle graduatorie online
La rivoluzione copernicana di Lucia Azzolina, le Graduatorie da compilare online, sono diventate l'ultimo ostacolo per questa ripartenza già ripida. Le Graduatorie provinciali per le supplenze dovevano certificare una classifica (titoli e servizio) per 753.750 precari e offrire una priorità all'ingresso per l'insegnamento a scuola. Chiuse lo scorso 6 agosto, sono state affidate per un rapido controllo (cinque giorni) ad alcune scuole polo del Paese, che sono state sommerse da curriculum veri e falsi di aspiranti docenti. Le Gps stanno dimostrando, provincia dopo provincia, la loro precarietà. Un insegnante di Palermo ha scoperto di aver lavorato per 51 anni. Sempre a Palermo hanno esordito i punteggi negativi per i titoli ottenuti in carriera: -7,50, -13,50, - 50, -60. Le autocertificazioni fuori controllo hanno riconosciuto 15 anni di servizio sul sostegno a docenti che non avevano lavorato un giorno con i disabili. E docenti precari sono pronti per una cattedra di Francese senza aver mai studiato la lingua. Tutti i sindacati hanno firmato una diffida ad utilizzare queste graduatorie. Il ministero fin qui ha annullato 40.000 domande con errori. E ha detto: "Le richieste sono state 1,9 milioni, andiamo avanti".
Sanificazione e ingressi scaglionati
Sono 11.323 i posti di ruolo autorizzati quest'anno per il personale Ata, ovvero amministrativi, tecnici e ausiliari. In prevalenza si tratta di posti per collaboratori scolastici. All'appello, secondo le stime dei sindacati, ne mancano almeno seimila a tempo indeterminato, quantomeno per ripristinare il taglio di 17mila unità voluto nel 2008 dal duo Tremonti-Gelmini. Questo in condizioni normali, per far funzionare la scuola tra sorveglianza e pulizie (non più affidate alle cooperative da marzo scorso). In emergenza Covid le esigenze di bidelli si moltiplicano: occorre controllare più ingressi, differenziati per evitare assembramenti, garantire l'igienizzazione delle aule. Se prima già in molti istituti non c'era rimasto nemmeno un bidello per ogni piano, ora la necessità è evidente. Con il contingente Covid arriveranno 70mila insegnanti e bidelli in più: personale usa e getta, è stato ribattezzato, perché saranno assunti per l'emergenza e sono licenziabili in caso di lockdown. Il meccanismo prevede l'assegnazione delle risorse - 2 miliardi previsti nel decreto Rilancio e nell'ultimo di agosto - direttamente alle scuole. Si stima che i presidi potranno chiamare a tempo 20mila bidelli.
L'incognita dei lavoratori fragili
Il "docente fragile" è, per ora, un'incognita. In attesa di una circolare del ministero dell'Istruzione, che arriverà su indicazione della Salute, dell'Inail e dello stesso Comitato tecnico scientifico, ogni maestro o professore che potrà certificare patologie importanti, o più patologie, potrà richiedere l'esenzione dal servizio in presenza in questo periodo di Covid ancora alto. L'età non è un requisito fondamentale per la definizio di "fragilità", anche se la statistica dimostra che le malattie più insidiose emergono superati i 55 anni (in tutto sono 400.000 i lavoratori della scuola che hanno superato quell'età). I docenti che si sono rivolti all'Istituto per l'assicurazione contro gli infortuni su lavoro per ottenere questo riconoscimento clinico sono ancora pochi. Anche i numeri di coloro che si sono rivolti al medico competente per la scuola sono limitati. Per i sindacati questa certificazione - "docente fragile" - non porterà via molti insegnanti alla scuola italiana. Le linee guida che definiscono la questione sono in via di realizzazione, e si rifanno a una legge esistente. Nelle prossime ore al ministero dell'Istruzione ci saranno gli incontri decisivi.
Tre assistenti su 4 non specializzati
Gli alunni disabili sono cresciuti da 245.723 nel 2018-19 a 259.757 nel 2019-2020. Un trend in aumento da alcuni anni. E contestualmente crescono anche le cattedre, arrivate a oltre 200mila. Ma precarie: siamo a oltre una su due. Una vera emergenza per gli studenti che più di tutti hanno bisogno di continuità didattica. Non solo: il 75% dei supplenti sul sostegno non ha la specializzazione. Le università, che organizzano i corsi che servono ad entrare di ruolo, non ne formano in numero sufficiente. E gli ultimi usciti, circa 12mila, non avendo concorsi a breve faranno i supplenti. Il Movimento docenti specializzati e specializzandi sul sostegno ha scritto una lettera-appello al premier Conte: "Il fabbisogno suggerirebbe un'immissione di tutti gli specializzati con una procedura con solo orale come già avvenuto nel 2018 per gli abilitati". Quest'anno sono state autorizzate circa 11mila cattedre in ruolo, ma a causa della mancanza di specializzati, ne saranno coperte appena il 10%. In Piemonte su 2.800 posti ne sono stati assegnati due, in Lombardia mancano 5.600 insegnanti, sono 1.152 le cattedre vacanti in Emilia Romagna alle medie e superiori.