Verona, batterio killer nel rubinetto della terapia intensiva neonatale: sospesi tre medici
(ansa)
E' la prima conseguenza della vicenda del Citrobacter, il "batterio killer" che all'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona è costato la vita a quattro neonati e la chiusura di un reparto. Lo ha comunicato la Direzione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona
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VERONA - A partire da domani saranno sospesi tre medici a seguito della vicenda del Citrobacter, il "batterio killer" che all'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona è costato la vita a quattro neonati e la chiusura di un reparto. Lo ha comunicato la Direzione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Si tratta della dottoressa Chiara Bovo, Direttore Sanitario dell'Azienda ospedaliera di Verona, della dottoressa Giovanna Ghirlanda, Direttore Medico della struttura, e del dottor Paolo Biban, Direttore della Pediatria.
Oltre ai piccoli morti, altri nove neonati sono rimasti cerebrolesi e 91 sono risultati positivi. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, venerdì ha inviato gli ispettori per fare luce sulla drammatica vicenda.
Il batterio letale era annidato in un rubinetto dell'acqua utilizzata dal personale della Terapia intensiva neonatale e anche nei biberon. Rilevate inoltre carenze igieniche, sottostima del problema e protocolli di sicurezza non rispettati, secondo la conclusione a cui è giunta la relazione di una delle due commissioni nominate dalla Regione Veneto.
Stando a quanto risulta dalla relazione, la situazione si trascinava dal 2018, senza che nessuno lo comunicasse ad Azienda Zero, che si occupa del coordinamento. La Procura di Verona ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di "responsabilità colposa per morte e lesioni, commessi in ambito sanitario" (articolo 590 sexies del codice penale).