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Stupro a Pisticci, indagati due cantanti trap. Le quindicenni filmate dal branco

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Altri nomi nell'inchiesta sulla violenza in Basilicata. C'è anche il figlio di una poliziotta. Il pm aveva chiesto l'arresto, no del gip
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Nemmeno due mesi fa hanno lanciato il loro nuovo singolo, "Conto cash". Cantavano: "Puttana, slacciami la cintura". Ora sono indagati con l'accusa di aver fatto parte della banda degli stupratori di Pisticci. Nell'inchiesta sullo stupro delle due ragazzine inglesi di 15 anni, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 settembre, entrano ufficialmente i nomi di Michele Leone ed Egidio Andriulli, in arte Red Michael e Meu Deus, trapper di provincia con un certo seguito (10mila follower circa tra Instagram e Facebook) che secondo quanto hanno appurato fino a questo momento le indagini della procura di Matera avrebbero fatto parte del gruppo che ha stuprato le due ragazzine. La loro presenza alla festa è stata confermata già da una serie di testimoni.

Stupro a Pisticci, tra soldi e auto di lusso: il videoclip dei due cantanti trap indagati


Li hanno visti arrivare con i quattro in carcere. Proprio uno di lo…
Nemmeno due mesi fa hanno lanciato il loro nuovo singolo, "Conto cash". Cantavano: "Puttana, slacciami la cintura". Ora sono indagati con l'accusa di aver fatto parte della banda degli stupratori di Pisticci. Nell'inchiesta sullo stupro delle due ragazzine inglesi di 15 anni, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 settembre, entrano ufficialmente i nomi di Michele Leone ed Egidio Andriulli, in arte Red Michael e Meu Deus, trapper di provincia con un certo seguito (10mila follower circa tra Instagram e Facebook) che secondo quanto hanno appurato fino a questo momento le indagini della procura di Matera avrebbero fatto parte del gruppo che ha stuprato le due ragazzine. La loro presenza alla festa è stata confermata già da una serie di testimoni.

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Li hanno visti arrivare con i quattro in carcere. Proprio uno di loro aveva cercato di scaricare tutta la colpa sui due ragazzi e su una terza persona, tanto che la Procura aveva chiesto l'arresto di tutti e sette. Rigettato però, in parte, dal gip. "Le due minori - scrive il giudice nell'ordinanza di custodia cautelare - non sono riuscite a individuare gli altri partecipanti alla violenza di gruppo", oltre ai quattro arrestati Michele Masiello, Alessandro Zuccaro, Giuseppe Gargano e Alberto Lopatriello. E i nomi di Meu Deus e Red Michael, insieme con quello di Rocco Lionetti, tutti indagati, era stato fatto proprio da Masiello. Che però ha raccontato una versione che non stava in piedi, unicamente per alleggerire la propria posizione.

Certo è, però, che il branco era composto da "più di cinque persone". E da "meno di dieci". E che le ragazze hanno fornito degli elementi precisi per individuare gli altri componenti della banda: il nome di un cane, per esempio, e alcuni particolari cruciali e atroci nella ricostruzione della violenza. Saranno, insieme ai rilievi della scientifica, gli unici elementi sui quali la squadra mobile di Matera, con il questore Luigi Liguori, completerà l'indagine. Perché nessuno tra gli stupratori si è pentito. Non a caso nei prossimi giorni si procederà con un incidente probatorio. Sono stati sequestrati diversi telefoni cellulari. Una delle ragazze inglesi ha raccontato di aver visto qualcuno filmare il momento dello stupro.

Fondamentale sarà, anche, l'analisi delle telecamere di sorveglianza che il proprietario della villa, un chimico che compiva 47 anni, ha messo subito a disposizione della magistratura. Così come a disposizione si è messo Stefano, il ragazzo che quella festa l'aveva organizzata. "Se un errore abbiamo fatto - racconta a Repubblica - è stato mettere l'invito su Facebook e inviarlo in qualche gruppo Whatsapp ma non potevamo immaginare". Cosa è accaduto? "La festa stava andando come doveva quando a un certo punto ho visto arrivare i ragazzini di Pisticci. Qui li conoscono tutti, sono un po' sbandati, per quanto alcuni di buona famiglia".

Red Michael, il trapper, è un geometra. E sua madre Patrizia Forte, dal profilo Facebook esuberante, è una poliziotta in servizio in zona. "Quando li ho visti arrivare - continua Stefano - mi sono chiesto 'che cavolo ci fanno?'. Ma poi sono spariti. Al taglio della torta è arrivato lo zio di una delle due ragazzine inglesi. Ha cominciato a parlare e, soltanto allora, abbiamo capito cosa era successo". L'orrore, in una notte.