Stupro a Pisticci, la rabbia del padre di una delle quindicenni violentate: "Prendeteli tutti, sono pericolosi"
di CHIARA SPAGNOLOLo sfogo appena arrivato dall'Inghilterra: "I genitori non devono aver paura di fare uscire i loro figli"
"Chi sa cosa è accaduto alla festa in cui la mia bambina è stata violentata parli. C'è ancora altra giustizia da fare, perché non tutti i responsabili sono stati identificati. Tutti vanno tolti dalla strada, perché i genitori che vivono in questo paese non debbano avere paura di fare uscire i loro figli". È visibilmente provato il padre di una delle due giovanissime vittime della violenza sessuale di Marconia di Pisticci. Stremato da sei giorni che sono sembrati infiniti, pieno di rabbia per quanto accaduto alla figlia quindicenne e alla sua amica coetanea, teso per l'arrivo della moglie dall'Inghilterra, dove la famiglia vive ormai da decenni. Insieme alla donna è arrivato a Marconia - il centro che ieri si è colorato di nastri rosa come simbolo della vicinanza della comunità e ha esposto lo striscione "La nostra comunità vi chiede scusa" - anche il padre dell'altra ragazzina vio…
"Chi sa cosa è accaduto alla festa in cui la mia bambina è stata violentata parli. C'è ancora altra giustizia da fare, perché non tutti i responsabili sono stati identificati. Tutti vanno tolti dalla strada, perché i genitori che vivono in questo paese non debbano avere paura di fare uscire i loro figli". È visibilmente provato il padre di una delle due giovanissime vittime della violenza sessuale di Marconia di Pisticci. Stremato da sei giorni che sono sembrati infiniti, pieno di rabbia per quanto accaduto alla figlia quindicenne e alla sua amica coetanea, teso per l'arrivo della moglie dall'Inghilterra, dove la famiglia vive ormai da decenni. Insieme alla donna è arrivato a Marconia - il centro che ieri si è colorato di nastri rosa come simbolo della vicinanza della comunità e ha esposto lo striscione "La nostra comunità vi chiede scusa" - anche il padre dell'altra ragazzina violentata, che era ospite della famiglia di origine italiana.
Le due "bambine" come le chiamano i parenti, nei prossimi giorni parteciperanno all'incidente probatorio davanti al giudice Angelo Onorati per ripetere il racconto della notte dell'orrore. Quattro sono in carcere, tre sono indagati, ma altri ancora possono finisre nell'inchiesta. Per questo, il padre di una delle ragazze chiede che "le persone che quella sera si trovavano alla festa si facciano avanti, perché ognuno di loro potrebbe fornire particolari utili alle indagini". La collaborazione finora è stata poca. "Vogliamo aiuto da tutti - dice il padre della ragazzina - le nostre bambine devono avere giustizia e soprattutto bisogna fare in modo che cose simili non accadano più". In Inghilterra, dove la famiglia vive da tempo, spiega l'uomo, "c'è più civiltà nei rapporti sociali: il messaggio che arriva dell'Italia all'estero, con episodi come questo, è quello di un Paese in cui uscire può essere pericoloso, invece la vita è fatta per essere vissuta, a quindici anni non si può avere paura di uscire".
Paura che a Pisticci qualcuno ha manifestato alla sindaca Viviana Verri: "Mi scrivono sui social chiedendo più sicurezza. Un gruppo di ragazzi con atteggiamenti da piccoli boss già da alcuni mesi imperversava in paese, andavano in giro con aria spavalda, spacciavano droga. Tra loro c'era anche qualcuno degli arrestati. Da tempo la gente manifestava preoccupazione ma nessuno immaginava che sarebbero arrivati a tanto". Qualcuno degli arrestati ha piccoli precedenti per spaccio, uno per lesioni. Il più giovane del gruppo aveva vissuto sulla propria pelle il dramma della violenza sulle donne, con la madre vittima delle botte del padre, finito in carcere per maltrattamenti. "Li pregavo di smettere - ha raccontato una delle vittime nella sua denuncia - ma non mi ascoltavano, alcuni mi tenevano ferma mentre altri abusavano di me" . Il più giovane del gruppo ha 19 anni e il fatto che abbia usato violenza contro una donna come aveva fatto suo padre è un tale paradosso che pure la madre ora dice: "Se ha sbagliato deve pagare".
Le due "bambine" come le chiamano i parenti, nei prossimi giorni parteciperanno all'incidente probatorio davanti al giudice Angelo Onorati per ripetere il racconto della notte dell'orrore. Quattro sono in carcere, tre sono indagati, ma altri ancora possono finisre nell'inchiesta. Per questo, il padre di una delle ragazze chiede che "le persone che quella sera si trovavano alla festa si facciano avanti, perché ognuno di loro potrebbe fornire particolari utili alle indagini". La collaborazione finora è stata poca. "Vogliamo aiuto da tutti - dice il padre della ragazzina - le nostre bambine devono avere giustizia e soprattutto bisogna fare in modo che cose simili non accadano più". In Inghilterra, dove la famiglia vive da tempo, spiega l'uomo, "c'è più civiltà nei rapporti sociali: il messaggio che arriva dell'Italia all'estero, con episodi come questo, è quello di un Paese in cui uscire può essere pericoloso, invece la vita è fatta per essere vissuta, a quindici anni non si può avere paura di uscire".
Paura che a Pisticci qualcuno ha manifestato alla sindaca Viviana Verri: "Mi scrivono sui social chiedendo più sicurezza. Un gruppo di ragazzi con atteggiamenti da piccoli boss già da alcuni mesi imperversava in paese, andavano in giro con aria spavalda, spacciavano droga. Tra loro c'era anche qualcuno degli arrestati. Da tempo la gente manifestava preoccupazione ma nessuno immaginava che sarebbero arrivati a tanto". Qualcuno degli arrestati ha piccoli precedenti per spaccio, uno per lesioni. Il più giovane del gruppo aveva vissuto sulla propria pelle il dramma della violenza sulle donne, con la madre vittima delle botte del padre, finito in carcere per maltrattamenti. "Li pregavo di smettere - ha raccontato una delle vittime nella sua denuncia - ma non mi ascoltavano, alcuni mi tenevano ferma mentre altri abusavano di me" . Il più giovane del gruppo ha 19 anni e il fatto che abbia usato violenza contro una donna come aveva fatto suo padre è un tale paradosso che pure la madre ora dice: "Se ha sbagliato deve pagare".