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(ansa)

Scuola, che cosa non funziona

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L'entusiasmo dopo sei mesi di lezioni a distanza si scontra con i ritardi organizzativi. Ecco quali
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Gli arredi

Bimbi per terra, si scrive sulla sedia. Arrivati solo 200.000 monoposto
La foto dei bambini di una scuola elementare di Genova inginocchiati per terra a scrivere ha suscitato indignazione. All’IC di Castelletto - assicura il preside che dice no alle strumentalizzazioni - i banchi arriveranno già oggi ma in tutta Italia sono molte le scuole dove i ragazzi si sono ritrovati in aula solo le sedie e non i banchi. A Roma, al liceo classico Pilo Albertelli i ragazzi sono stati invitati ad acquistare quaderni rigidi per poter scrivere più agevolmente sulle gambe. Dei 2 milioni e 400.000 banchi monoposto solo 200.000 sono stati consegnati. E allora ecco che in molte scuole elementari si è adottato il metodo cubano sui vecchi banchi a due: un bimbo sul lato lungo e l’altro su quello corto.

Le protezioni

Vietate le mascherine di stoffa ma le chirurgiche non bastano
All’Istituto comprensivo Pincherle nel quartiere Ostiense a Roma i genitori si so…

Gli arredi

Bimbi per terra, si scrive sulla sedia. Arrivati solo 200.000 monoposto
La foto dei bambini di una scuola elementare di Genova inginocchiati per terra a scrivere ha suscitato indignazione. All’IC di Castelletto - assicura il preside che dice no alle strumentalizzazioni - i banchi arriveranno già oggi ma in tutta Italia sono molte le scuole dove i ragazzi si sono ritrovati in aula solo le sedie e non i banchi. A Roma, al liceo classico Pilo Albertelli i ragazzi sono stati invitati ad acquistare quaderni rigidi per poter scrivere più agevolmente sulle gambe. Dei 2 milioni e 400.000 banchi monoposto solo 200.000 sono stati consegnati. E allora ecco che in molte scuole elementari si è adottato il metodo cubano sui vecchi banchi a due: un bimbo sul lato lungo e l’altro su quello corto.

Le protezioni

Vietate le mascherine di stoffa ma le chirurgiche non bastano
All’Istituto comprensivo Pincherle nel quartiere Ostiense a Roma i genitori si sono visti chiedere di dotare i figli di due mascherine chirurgiche al giorno e si sono rivolti al Codacons. Ma il commissariato per l’emergenza ribatte: « Gliene abbiamo consegnate 15.000, basteranno per 11 giorni». Niente mascherine anche in diverse scuole di Firenze e Milano. In generale, però, i dispositivi di protezione c’erano e alcuni presidi hanno imposto ai ragazzi di indossarli al posto delle mascherine di stoffa. E sono state molte le segnalazioni di istituti in cui i dirigenti scolastici, per massima sicurezza, hanno chiesto agli alunni di mantenerle sempre al banco anche nelle aule in cui il distanziamento è garantito.

Gli spazi

Didattica in chiesa o in teatro. E' la fantasia dei presidi senza aule
Agli alunni della media Carducci di Firenze è andata bene: lezione nel foyer del Teatro della Pergola. A Roma alcuni ragazzi del Visconti si ritrovano nella cappella dei gesuiti. In rivolta i genitori dei bambini dell’istituto comprensivo Via Mar dei Caraibi di Ostia dove a separare tre classi sono state alzate pericolose recinzioni metalliche mentre a Matelica, in provincia di Macerata, una classe di asilo è finita al terzo piano di un edificio senza adeguamento sismico. In generale, gli spazi per il distanziamento negli edifici scolastici mancano e se in Sicilia ci sono ancora classi-pollaio con 30 alunni, in migliaia di istituti i dirigenti hanno dovuto ricorrere all’alternanza in aula con l’orario ridotto.

Il distanziamento

Nonostante gli orari differenziati code e assembramenti all'entrata
Difficile far tenere le distanze previste. Assembramenti fuori dai cancelli (spesso anche dei genitori che hanno voluto accompagnare i figli fin dentro). Oppure: la distanza c’è ma crea lunghe code prima di poter entrare. L’ingresso a scuola, nonostante gli orari differenziati, è stato il momento più difficile della giornata. A Roma, davanti al liceo Socrate, decine gli studenti arrivati a gruppi; e anche alla media Col di Lana, dove va il figlio del premier Conte, è un’impresa tenere lontani i ragazzi. “Il problema maggiore riguarda il distanziamento - dice la dirigente Carla Costetti - perché gli alunni hanno una tal voglia di stare insieme che dobbiamo lavorarci un po'”.