Coronavirus, i dati della settimana: risalgono contagi e decessi. E dopo il Financial Times anche Foreign Policy elogia l'Italia
Michele Bocci
Superata la quota 10mila nuovi casi in sette giorni (+10,8%), crescono anche le morti (+33%) e i ricoveri (+25%). Superati di nuovi i 600mila tamponi. E l'Europa ribadisce la posizione italiana sulla quarantena: 14 giorni
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
Tornano a crescere i nuovi casi settimanali in Italia. L'incremento non è particolarmente accentuato (+10,8%) ma comunque segna il superamento della soglia simbolica di 10mila nuove positività. Dalle 9.843 della settimana tra il 9 e il 15 settembre si sale infatti a 10.911 di quella dal 16 al 22 settembre. Nella settimana precedente c'era stato un lieve calo dei contagi (-0,8%) e prima ancora l'incremento era stato sempre del 10%. L'Italia resta tra i Paesi Europei dove il coronavirus non sta provocando una seconda ondata pesante e ora si aspetta di capire quale effetto avrà sui numeri la riapertura delle scuole, che in alcune regioni riparte oggi. Comunque sia, non si superavano i 10mila casi settimanali dal 29 aprile-5 maggio.
E dopo il Financial Times anche Foreign Policy elogia l'Italia per la gestione della pandemia. Il magazine evidenzia come, mentre la stampa straniera in pieno lockdown parlava di una nazione che sembrava inadeguata a g…
Tornano a crescere i nuovi casi settimanali in Italia. L'incremento non è particolarmente accentuato (+10,8%) ma comunque segna il superamento della soglia simbolica di 10mila nuove positività. Dalle 9.843 della settimana tra il 9 e il 15 settembre si sale infatti a 10.911 di quella dal 16 al 22 settembre. Nella settimana precedente c'era stato un lieve calo dei contagi (-0,8%) e prima ancora l'incremento era stato sempre del 10%. L'Italia resta tra i Paesi Europei dove il coronavirus non sta provocando una seconda ondata pesante e ora si aspetta di capire quale effetto avrà sui numeri la riapertura delle scuole, che in alcune regioni riparte oggi. Comunque sia, non si superavano i 10mila casi settimanali dal 29 aprile-5 maggio.
E dopo il Financial Times anche Foreign Policy elogia l'Italia per la gestione della pandemia. Il magazine evidenzia come, mentre la stampa straniera in pieno lockdown parlava di una nazione che sembrava inadeguata a gestire una situazione drammatica, ora si assiste in soli sei mesi a un'inversione netta di tendenza. "Gli italiani non hanno portato il livello dei malati al di sotto di paesi con i risultati migliori come Germania e Finlandia, ma hanno raggiunto un numero molto basso di vittime anche se paragonati a questi". Dall'aeroporto di Fiumicino ai porti alle stazioni l'Italia viene vista come un modello per la presenza massiccia dei test per i viaggiatori.
E uno dei principali organismi europei, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), ribadisce la necessità della quarantena a 14 giorni - la posizione italiana, mentre Francia e Belgio l'hanno ridotta a 7 - . Spiega la direttrice Andrea Ammon: "La discussione sulla durata ideale della quarantena non è conclusa e per ora la nostra indicazione resta a 14 giorni".
La situazione nelle regioni
Sono 11 le regioni che vedono un aumento dei casi, le altre restano più o meno allo stesso livello della settimana precedente o addirittura scendono. A parte il Molise che ha dati assoluti molto bassi e segna un +128% ma perché appunto passa da 22 a 50 casi, e a parte anche l'Abruzzo (+66%, da 118 a 195), a crescere di più è la Sicilia. Arriva a 762 casi la settimana, cioè il 42,7% in più di prima. La Campania è a +34,3%, perché va da 974 casi a 1.308. Simile la situazione di Piemonte (627 diagnosi in assoluto) e Lazio (1.337) che vedono crescere il numero di circa il 21%. Il Veneto supera quota mille (1.025) con un incremento del 19% e le Province di Trento e Bolzano fanno +16%. La Toscana arriva a 756 casi (+15,2%) e la Sardegna a 392. Si nota come il Sud, risparmiato dall'epidemia nella sua fase più violenta, adesso invece trovi molti positivi.
Crescono di nuovo i tamponi, record sfiorato
Dopo un leggero calo, nella settimana tra il 16 e il 22 settembre i test riprendono a crescere. Sono stati 632.035, appena 6mila meno dei sette giorni dal 2 all'8 settembre, quando si è totalizato il record assoluto dall'inizio dell'epidemia. E' bene ricordare che la capacità di fare esami è molto cresciuta rispetto ai periodi più difficili, come marzo e aprile, quando non si arrivava a 400mila tamponi la settimana e anzi spesso si restava abbondantemente sotto. E' interessante vedere come il rapporto tra test fatti e casi positivi continua ad aumentare, a dimostrazione che il virus circola di più e non viene trovato solo perché si fanno un maggior numero di esami. L'ultima settimana ildato è 1,73% e risalendo nel tempo è stato 1,70%, 1,55%, 1,50%, 1,35%, 1,05%, 0,85%, 0,55% e così via.
I decessi e i ricoveri
In una settimana in Italia sono morte a causa del Covid 105 persone. I decessi di solito avvengono a una dozzina di giorni dal ricovero e quindi sono legati all'andamento dell'epidemia di circa due settimane prima. Comunque tra martedì 16 e martedì scorso sono stati il 33% in più rispetto alla settimana precedente, quando furono 70 (quella prima il dato era di 72, come rilevato da Giorgio Presicce, analista della Regione Toscana che utilizza i numeri comunicati quotidianamente dalla Protezione civile). Prima erano stati 46 e 40, segno che comunque, anche se in modo meno netto, si sta muovendo anche la curva dei decessi.
Se si osservano i letti di terapia intensiva occupati bisogna tenere conto che il dato fotografa la situazione di ogni giorno, senza tenere conto di quanti sono usciti e quanti sono entrati in quel reparto nelle stesse 24 ore. Comunque sia, il 22 settembre hanno ospitato 239 persone, 38 in più rispetto all'ultimo giorno della settimana precedente, conclusa il 15. L'incremento quindi è stato del 19,2%, più contenuto del 40% dei sette giorni prima. Evidentemente la curva dei contagi totale che risale non sta impegnando i reparti di rianimazione in modo preoccupante. La prosecuzione di questa tendenza è uno degli obiettivi del servizio sanitario. Comunque sia per trovare un numero simile di letti occupati bisogna tornare al 10 giugno, quando erano 49.
I ricoveri totali martedì scorso erano 2.843, contro i 2.423 del 15 settembre. L'incremento dunque è stato del 25%, molto simile a quello della settimana precedente (+27%). In un mese i letti Covid occupati in Italia sono saliti di 2mila unità.