Scuola, saltano le consegne dei banchi
Corrado Zunino , di CORRADO ZUNINOSegnalazioni da Venezia a Genova, da Agropoli a Taormina: "Qui scriviamo in ginocchio". In Campania la mancanza dei monoposto fa slittare l'apertura di diversi istituti
ROMA - I banchi non arrivano, le consegne saltano, le date segnate da cronoprogamma passano senza che a scuola si presenti il corriere. In piena notte, però, arrivano mail ai dirigenti scolastici. "Spiacenti, ma la spedizione è stata rimandata". Di una settimana, a volte di due. Il mittente è l'Ufficio del commissario alla ripartenza.
E' accaduto a Venezia e Taormina, in tutta Italia. L'ingorgo produttivo e di consegna dei monobanchi di Arcuri, nonostante le rassicurazioni sempre meno convincenti della ministra Lucia Azzolina - la vicenda banchi, lei, ha smesso di controllarla da quando il commissario scrisse direttamente ai presidi -, sta trasformando l'avvio di molte lezioni in una lunga agonia. In alcuni casi si segue la spiegazione seduti a terra, si scrive sulle seggiole restando in ginocchio.
Non è il solo problema, però si sente. Sulla falsa partenza delle scuole del Sud, per esempio, che tra lunedì 21 settem…
E' accaduto a Venezia e Taormina, in tutta Italia. L'ingorgo produttivo e di consegna dei monobanchi di Arcuri, nonostante le rassicurazioni sempre meno convincenti della ministra Lucia Azzolina - la vicenda banchi, lei, ha smesso di controllarla da quando il commissario scrisse direttamente ai presidi -, sta trasformando l'avvio di molte lezioni in una lunga agonia. In alcuni casi si segue la spiegazione seduti a terra, si scrive sulle seggiole restando in ginocchio.
Non è il solo problema, però si sente. Sulla falsa partenza delle scuole del Sud, per esempio, che tra lunedì 21 settem…
ROMA - I banchi non arrivano, le consegne saltano, le date segnate da cronoprogamma passano senza che a scuola si presenti il corriere. In piena notte, però, arrivano mail ai dirigenti scolastici. "Spiacenti, ma la spedizione è stata rimandata". Di una settimana, a volte di due. Il mittente è l'Ufficio del commissario alla ripartenza.
E' accaduto a Venezia e Taormina, in tutta Italia. L'ingorgo produttivo e di consegna dei monobanchi di Arcuri, nonostante le rassicurazioni sempre meno convincenti della ministra Lucia Azzolina - la vicenda banchi, lei, ha smesso di controllarla da quando il commissario scrisse direttamente ai presidi -, sta trasformando l'avvio di molte lezioni in una lunga agonia. In alcuni casi si segue la spiegazione seduti a terra, si scrive sulle seggiole restando in ginocchio.
Non è il solo problema, però si sente. Sulla falsa partenza delle scuole del Sud, per esempio, che tra lunedì 21 settembre e ieri avrebbero dovuto riportare altri due milioni di studenti in classe. Non è andata così. Al Liceo scientifico statale "A. Gatto" di Agropoli, provincia di Salerno, 1.300 alunni, l'apertura dell'istituto, già prevista con due settimane di posticipo rispetto al calendario nazionale, rischia di saltare. La dirigente scolastica Anna Vassallo ha raccontato che nessuno dei banchi monoposto, attesi tra il 14 e il 18 settembre, è stato consegnato. E ha indizi che non lo saranno entro lunedì 28. Nei giorni scorsi il Liceo Gatto aveva sbrigato la pratica dello smaltimento dei tavoli biposto, cosi che, ad oggi, le trentanove aule risultano svuotate di ogni arredo scolastico. Il ministero dell'Istruzione aveva informato la preside Vassallo della data comunicata dal commissario, ma giovedì 17 una referente della Protezione civile ha comunicato che non sarebbe stata effettuata alcuna consegna: "La nota del ministero è errata". Di fronte ai ripetuti solleciti, il responsabile del servizio distribuzione ha fatto sapere alla scuola che "non ci sono date certe sull'arrivo dei banchi". Conclude ora la dirigente: "Mancano pochi giorni alla riapertura del nostro istituto, abbiamo lavorato mesi per cercare di organizzare il rientro in sicurezza. Adesso, per la disorganizzazione di terzi, ci troviamo costretti a rivedere l'intero impianto organizzativo in poche ore".
Alla scuola elementare di Rione San Pardo, siamo a Matera, in Basilicata, hanno inaugurato quattro container: ci hanno messo dentro i banchi a due posti, ognuno però ospita solo un bambino. Anche qui, dice l'Ufficio scolastico regionale, le nuove dotazioni saranno completate "entro la fine di ottobre".
E pure sulla ripartenza in Calabria ha pesato la mancanza di pezzi monoposto: per ottenerli si è dovuto tagliare in due quelli esistenti. In altri casi, si sono cercate in extremis nuove aule più capienti.
Le scuole della Sicilia, teoricamente, sono ripartite il 14 settembre, come al Nord. Ma il preside dell'Istituto alberghiero di Taormina, Luigi Napoli, ha visto slittare la consegna di 700 pezzi, metà nella sede centrale, metà nel plesso a quindici chilometri di distanza. Quei banchi dovevano arrivare venerdì scorso: non esiste una nuova data di consegna. E così è accaduto all'istituto comprensivo della città, con vista Etna: arredi annunciati e mai portati.
Al provveditorato del Veneto sono arrivate segnalazioni di quattro casi: consegne mancate. L'Istituto comprensivo di Viale San Marco, siamo a Venezia, ha iniziato l'anno solo con le vecchie sedie. La consegna del nuovo mobilio era prevista entro lunedì 14: era stata programmata una settimana prima e confermata al telefono con tre giorni d'anticipo. La dirigente, sollecitata dal Comune di Venezia, ha mandato a rottamare i vecchi banchi e ha aperto la scuola con "attività nel cortile". Nella notte di domenica 13, però, al suo pc è arrivata la mail del commissario: "Si sposta tutto al 18". Quelli del Manuzio, il plesso delle superiori allocato a Mestre, hanno fatto diverse lezioni in ginocchio.
Al Marco Polo, secondo liceo della città per fondazione, settecento banchi "70 per 60" erano stati ordinati a luglio. Alla data prevista, ne sono arrivati cento. I professori stanno facendo lezione all'aperto.
Per l'Istituto comprensivo Quarto d'Altino, tra la città metropolitana di Venezia e Treviso, i genitori hanno scritto una dura lettera all'Ufficio scolastico regionale: "Sono passati sette mesi e non vediamo né sedie né banchi". Ancora, all'Istituto comprensivo di Fumane, provincia di Verona, delle consegne annunciate per lunedì scorso su tre plessi, ne è stata rispettata soltanto una.
Il provveditorato in Veneto, sulla base delle indicazioni di Domenico Arcuri, aveva considerato chiusa la partita "consegna dei monoposto" in tutta la regione per venerdì 18 settembre, ma il cronoprogamma mostra ampie falle e molte aule sono tuttora vuote.
A Settimo Torinese le lezioni sono partite sui banchi doppi perché quelli monoposto non c'erano e i bambini sono stati costretti a tenere la mascherina anche da seduti. Antonio De Nicola, dirigente scolastico dell'Istituto Bosso Monti di Torino e presidente provinciale dell'Associazione nazionale presidi, spiega: "Io non ho ricevuto i 180 richiesti e così 20 li ho acquistati con fondi interni". La questione dell'arrivo caotico dell'arredo è finita sul tavolo del direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca. "In alcune scuole", ha certificato, "si sta consegnando senza preavviso a presidi che non hanno ancora fatto sgomberare i bnchi vecchi". Diversi dirigenti scolastici della Toscana - Firenze, Siena, Lucca, Arezzo - segnalano consegne anticipate telefonicamente all'ultimo minuto.
All'Istituto comprensivo Maddalena Bertani, centro storico di Genova, si sono perse le tracce non solo di tavoli e sedute, ma anche di chi dovrebbe consegnarli. "Ogni giorno ci dicevano 'arrivano domani'", spiegano i genitori, "alla fine abbiamo chiamato la ditta indicata per la consegna e ci hanno spiegato che non coprono più la nostra zona". Alunni e studenti dall'infanzia alle medie si siedono in classe in banchi a due posti occupando due posti, come prima del Covid. Tengono la mascherina sul volto per tutta la lezione.
In queste condizioni di attesa senza indicazioni è l'Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Roma. E il collettivo studentesco Ludus, cresciuto al Liceo Righi di Roma, racconta: "Sei-sette studenti per classe sono senza banco. Ci sono casi estremi in cui in quindici si ritrovano a dover scrivere appoggiandosi sulle ginocchia".
E' accaduto a Venezia e Taormina, in tutta Italia. L'ingorgo produttivo e di consegna dei monobanchi di Arcuri, nonostante le rassicurazioni sempre meno convincenti della ministra Lucia Azzolina - la vicenda banchi, lei, ha smesso di controllarla da quando il commissario scrisse direttamente ai presidi -, sta trasformando l'avvio di molte lezioni in una lunga agonia. In alcuni casi si segue la spiegazione seduti a terra, si scrive sulle seggiole restando in ginocchio.
Non è il solo problema, però si sente. Sulla falsa partenza delle scuole del Sud, per esempio, che tra lunedì 21 settembre e ieri avrebbero dovuto riportare altri due milioni di studenti in classe. Non è andata così. Al Liceo scientifico statale "A. Gatto" di Agropoli, provincia di Salerno, 1.300 alunni, l'apertura dell'istituto, già prevista con due settimane di posticipo rispetto al calendario nazionale, rischia di saltare. La dirigente scolastica Anna Vassallo ha raccontato che nessuno dei banchi monoposto, attesi tra il 14 e il 18 settembre, è stato consegnato. E ha indizi che non lo saranno entro lunedì 28. Nei giorni scorsi il Liceo Gatto aveva sbrigato la pratica dello smaltimento dei tavoli biposto, cosi che, ad oggi, le trentanove aule risultano svuotate di ogni arredo scolastico. Il ministero dell'Istruzione aveva informato la preside Vassallo della data comunicata dal commissario, ma giovedì 17 una referente della Protezione civile ha comunicato che non sarebbe stata effettuata alcuna consegna: "La nota del ministero è errata". Di fronte ai ripetuti solleciti, il responsabile del servizio distribuzione ha fatto sapere alla scuola che "non ci sono date certe sull'arrivo dei banchi". Conclude ora la dirigente: "Mancano pochi giorni alla riapertura del nostro istituto, abbiamo lavorato mesi per cercare di organizzare il rientro in sicurezza. Adesso, per la disorganizzazione di terzi, ci troviamo costretti a rivedere l'intero impianto organizzativo in poche ore".
Caserta non apre
Due istituti superiori ogni dieci, in provincia di Caserta, non hanno aperto e diversi tra asili, elementari e medie si sono dati un calendario d'avvio dell'anno scolastico da qui a inizio ottobre. Causa primaria, ma non sola, i monobanchi che non sono arrivati. Si parla in questi casi di centri come Lusciano, Casaluce, Sant'Arpino, Casapesenna, Cesa, Parete, Villa Literno, Castel Volturno e Mondragone. E poi, Grazzanise, San Felice a Cancello, Cellole, Sparanise, Sessa Aurunca. Il sindaco di Aversa, Alfonso Golia, spiega: "I famosi banchi ridotti non ci sono. La consegna è prevista ad ottobre, ci auguriamo all'inizio e non alla fine che poi diventa novembre". Senza quelli, non ci sono neppure le distanze sufficienti. In tutte le scuole dei Campi Flegrei (Napoli) i "monoposto" saranno consegnati, secondo cronoprogramma, tra metà e fine ottobre.Alla scuola elementare di Rione San Pardo, siamo a Matera, in Basilicata, hanno inaugurato quattro container: ci hanno messo dentro i banchi a due posti, ognuno però ospita solo un bambino. Anche qui, dice l'Ufficio scolastico regionale, le nuove dotazioni saranno completate "entro la fine di ottobre".
E pure sulla ripartenza in Calabria ha pesato la mancanza di pezzi monoposto: per ottenerli si è dovuto tagliare in due quelli esistenti. In altri casi, si sono cercate in extremis nuove aule più capienti.
"Nessuna nuova data"
Le scuole della Sicilia, teoricamente, sono ripartite il 14 settembre, come al Nord. Ma il preside dell'Istituto alberghiero di Taormina, Luigi Napoli, ha visto slittare la consegna di 700 pezzi, metà nella sede centrale, metà nel plesso a quindici chilometri di distanza. Quei banchi dovevano arrivare venerdì scorso: non esiste una nuova data di consegna. E così è accaduto all'istituto comprensivo della città, con vista Etna: arredi annunciati e mai portati.Al provveditorato del Veneto sono arrivate segnalazioni di quattro casi: consegne mancate. L'Istituto comprensivo di Viale San Marco, siamo a Venezia, ha iniziato l'anno solo con le vecchie sedie. La consegna del nuovo mobilio era prevista entro lunedì 14: era stata programmata una settimana prima e confermata al telefono con tre giorni d'anticipo. La dirigente, sollecitata dal Comune di Venezia, ha mandato a rottamare i vecchi banchi e ha aperto la scuola con "attività nel cortile". Nella notte di domenica 13, però, al suo pc è arrivata la mail del commissario: "Si sposta tutto al 18". Quelli del Manuzio, il plesso delle superiori allocato a Mestre, hanno fatto diverse lezioni in ginocchio.
Al Marco Polo, secondo liceo della città per fondazione, settecento banchi "70 per 60" erano stati ordinati a luglio. Alla data prevista, ne sono arrivati cento. I professori stanno facendo lezione all'aperto.
Per l'Istituto comprensivo Quarto d'Altino, tra la città metropolitana di Venezia e Treviso, i genitori hanno scritto una dura lettera all'Ufficio scolastico regionale: "Sono passati sette mesi e non vediamo né sedie né banchi". Ancora, all'Istituto comprensivo di Fumane, provincia di Verona, delle consegne annunciate per lunedì scorso su tre plessi, ne è stata rispettata soltanto una.
Il provveditorato in Veneto, sulla base delle indicazioni di Domenico Arcuri, aveva considerato chiusa la partita "consegna dei monoposto" in tutta la regione per venerdì 18 settembre, ma il cronoprogamma mostra ampie falle e molte aule sono tuttora vuote.
"Stock senza preavviso"
A Settimo Torinese le lezioni sono partite sui banchi doppi perché quelli monoposto non c'erano e i bambini sono stati costretti a tenere la mascherina anche da seduti. Antonio De Nicola, dirigente scolastico dell'Istituto Bosso Monti di Torino e presidente provinciale dell'Associazione nazionale presidi, spiega: "Io non ho ricevuto i 180 richiesti e così 20 li ho acquistati con fondi interni". La questione dell'arrivo caotico dell'arredo è finita sul tavolo del direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca. "In alcune scuole", ha certificato, "si sta consegnando senza preavviso a presidi che non hanno ancora fatto sgomberare i bnchi vecchi". Diversi dirigenti scolastici della Toscana - Firenze, Siena, Lucca, Arezzo - segnalano consegne anticipate telefonicamente all'ultimo minuto.All'Istituto comprensivo Maddalena Bertani, centro storico di Genova, si sono perse le tracce non solo di tavoli e sedute, ma anche di chi dovrebbe consegnarli. "Ogni giorno ci dicevano 'arrivano domani'", spiegano i genitori, "alla fine abbiamo chiamato la ditta indicata per la consegna e ci hanno spiegato che non coprono più la nostra zona". Alunni e studenti dall'infanzia alle medie si siedono in classe in banchi a due posti occupando due posti, come prima del Covid. Tengono la mascherina sul volto per tutta la lezione.
In queste condizioni di attesa senza indicazioni è l'Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Roma. E il collettivo studentesco Ludus, cresciuto al Liceo Righi di Roma, racconta: "Sei-sette studenti per classe sono senza banco. Ci sono casi estremi in cui in quindici si ritrovano a dover scrivere appoggiandosi sulle ginocchia".