Classi pollaio, l'illusione di una battaglia vinta
Salvo Intravaia
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di SALVO INTRAVAIA
Nonostante le rassicurazioni della ministra Azzolina il problema rimane soprattutto alle superiori: sarebbero più di trentamila a non rispettare gli standard
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ROMA - La fine delle classi pollaio è ancora lontana. E la battaglia condotta, con una proposta di legge presentata quando non era ancora in viale Trastevere, dall’attuale ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è tutt’altro che vinta. E, nonostante le rassicurazioni del premier Conte, il problema non è stato ancora risolto.
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A sottolinearlo, con uno studio numerico abbastanza dettagliato, è la rivista di settore Tuttoscuola. Secondo la quale le classi pollaio all’interno degli istituti italiani ci sono. E sono ancora tante: quasi 31mila, pari all’8%, secondo il quotidiano online. Anche se il concetto è piuttosto ambiguo dal punto di vista quantitativo. Perché sono tre le norme che intervengono sull’argomento: il decreto sulla formazione degli organici, il decreto del…
ROMA - La fine delle classi pollaio è ancora lontana. E la battaglia condotta, con una proposta di legge presentata quando non era ancora in viale Trastevere, dall’attuale ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è tutt’altro che vinta. E, nonostante le rassicurazioni del premier Conte, il problema non è stato ancora risolto.
Scuola, Azzolina: "A settembre si torna in classe. Saremo pronti. Basta con le classi pollaio"
A sottolinearlo, con uno studio numerico abbastanza dettagliato, è la rivista di settore Tuttoscuola. Secondo la quale le classi pollaio all’interno degli istituti italiani ci sono. E sono ancora tante: quasi 31mila, pari all’8%, secondo il quotidiano online. Anche se il concetto è piuttosto ambiguo dal punto di vista quantitativo. Perché sono tre le norme che intervengono sull’argomento: il decreto sulla formazione degli organici, il decreto del ministero dell’Interno del 1992 sulle Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica e il decreto del ministero del Lavori pubblici del 1975 sulle Norme di progettazione degli edifici scolastici in Italia.
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Il secondo stabilisce che, per agevolare l’evacuazione in caso di incendio, l’affollamento massimo per aula non deve superare le 26 unità: 25 alunni più un docente. La norma sulla formazione degli organici è invece più elastica e prevede una tolleranza fino a 30 alunni. Ma gli insegnanti sanno perfettamente, perché lo vivono quotidianamente sulla propria pelle, che insegnare in una classe da venti alunni è ben diverso dalla lezione con trenta alunni di fronte. Se si considera il limite sugli organici, le superclassi nel 2019/2020 sono state soltanto 1.724: lo 0,5% delle 370mila funzionanti. Se invece si considera il limite di 25 alunni, le classi oversize diventano 30.829: “4.937 sezioni di scuola dell’infanzia, 3.283 classi di scuola primaria, 4.258 classi di scuola secondaria di I grado e ben 18.351 di II grado”, spiegano da Tuttoscuola.
E’ infatti al superiore che si registra il maggior numero di classi superaffollate. Anche prendendo in considerazione quelle dell’anno scolastico appena partito. Basta fare qualche esempio. Nella prima A del liceo linguistico Pujati di Sacile, in provincia di Pordenone, sono iscritti in 28. Uno in più, 29, nella prima B del liceo scientifico (opzione delle scienze applicate) Fibonacci di Follonica, in quel di Grosseto. Studenti che diventano 31 nella seconda D del liceo delle scienze umane (opzione economico-sociale) del Politi di Agrigento. E addirittura 35 nella 1 A di un altro liceo delle scienze umane: il Laura Bassi di Casandrino, in provincia di Napoli.
Il 9 gennaio del 2019, il progetto di legge che intendeva eliminare le classi sovraffollate dal sistema scolastico italiano, a firma di Lucia Azzolina e di altri dodici colleghi pentastellati, approdava in commissione Cultura per l’avvio della discussione. A dare forza al disegno di legge, tra i firmatari, anche il presidente della medesima commissione Luigi Gallo. Al Miur era approdato Marco Bussetti, in quota Lega, per il primo governo Conte. Cui succede Lorenzo Fioramonti quando il governo giallo-verde si sfalda lasciando il posto all’attuale compagine giallo-rossa. Da allora è passata tantissima acqua sotto i ponti, ma le classi-pollaio resistono.