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Salvato e adottato, ma ora il tribunale mette all'asta il cane Tex

Tex, il cane messo all'asta dal tribunale a Padova 
Padova, con la conclusione del processo nei confronti del padrone aguzzino, la decisione. Ma è un animale d'affezione e ha già trovato casa
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PADOVA. Il nome scelto, Tex, suggerisce uno spirito indomito e avventuriero. Ma giunto ormai alla soglia dei dieci anni il povero Tex, un cane meticcio di taglia media, vorrebbe forse trovare un po’ di serenità. Prima maltrattato, poi confiscato, quindi destinato a un canile, ora adottato da una donna amorevole. Tutto sembrava filare liscio, fino al giorno in cui al canile è arrivata la lettera dell’Ufficio corpi di reato del Tribunale di Padova: “Si invita a voler procedere alla vendita dell’animale confiscato nel procedimento in oggetto”.
Dunque Tex finisce all’asta, come una bici qualsiasi, come una macchina, come un televisore. Insomma, come un oggetto. Eppure ha un cuore, che già ha sofferto molto, come riporta il quotidiano "Il mattino di Padova". Perché la storia di Tex è la storia di un cane maltrattato, al punto che si è reso necessario l’intervento dei carabinieri forestali. L&rsquo…
PADOVA. Il nome scelto, Tex, suggerisce uno spirito indomito e avventuriero. Ma giunto ormai alla soglia dei dieci anni il povero Tex, un cane meticcio di taglia media, vorrebbe forse trovare un po’ di serenità. Prima maltrattato, poi confiscato, quindi destinato a un canile, ora adottato da una donna amorevole. Tutto sembrava filare liscio, fino al giorno in cui al canile è arrivata la lettera dell’Ufficio corpi di reato del Tribunale di Padova: “Si invita a voler procedere alla vendita dell’animale confiscato nel procedimento in oggetto”.
Dunque Tex finisce all’asta, come una bici qualsiasi, come una macchina, come un televisore. Insomma, come un oggetto. Eppure ha un cuore, che già ha sofferto molto, come riporta il quotidiano "Il mattino di Padova". Perché la storia di Tex è la storia di un cane maltrattato, al punto che si è reso necessario l’intervento dei carabinieri forestali. L’8 agosto dello scorso anno il cane viene confiscato e sistemato nel Rifugio del cane “San Francesco” di Presina, a nord di Padova. Viene ospitato in una cuccia tutta sua, con altri 150 suoi simili intorno. Resta lì per mesi, fino al giorno in cui Barbara, una donna di Torino con la figlia che vive in Veneto, lo vede e se ne innamora. Decide quindi di adottarlo, è il 2 gennaio. Poi arrivano la pandemia e il lockdown, che paralizzano le attività del tribunale e del canile. Tex rimane nella struttura ancora un po’ di mesi. La situazione si sblocca l’8 agosto scorso, quando viene dato in adozione provvisoria alla donna torinese. La avvertono che il processo deve ancora svolgersi, con tutto ciò che può comportare. Certo, tutto poteva aspettarsi Barbara, tranne che un’asta pubblica. “C’è una direttiva europea che dice che i cani da affezione non possono più essere considerati come degli oggetti”, ricorda Giovanni Tonelotto, gestore del canile di Presina. “Il tribunale di Padova non ha sbagliato, ha semplicemente applicato la legge alla lettera. E’ una storia paradossale, questo sì”.

Paradossale anche per la stessa Barbara, che già l’aveva sistemato nella sua casa e ora deve affrontare una procedura giudiziale che si può concludere in qualsiasi modo, anche con la restituzione dell’animale al proprietario che lo maltrattava.

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