Lanciano, la mamma di Giuseppe: "È il mio gigante buono, io non perdono chi l'ha massacrato"
Il diciottenne era stato aggredito da 5 ragazzi, tre minorenni, ed è ora ricoverato in coma. "Ma la famiglia non c'entra, spesso noi genitori non sappiamo cosa fanno i nostri figli"
"Stamattina sono andata in ospedale da Giuseppe e gli ho parlato. Quando ha sentito la mia voce ho visto una lacrima scendere sulla sua guancia. Si è agitato. Forse è un buon segno, mi sente mi riconosce. Io spero, anzi sono sicura che si risveglia. Deve svegliarsi". Paola, la mamma di Giuseppe Pio D'Astolfo il diciottenne di Lanciano ricoverato in prognosi riservata in coma dopo un'aggressione per la quale sono stati fermati 5 ragazzi, ha la voce stanca. E' appena tornata a casa dopo aver passato la mattina accanto al suo letto nel reparto di rianimazione. Dopo notti in bianco ma è il dolore, dice, che consuma più di tutto.
Come sta suo figlio?
"Dorme, il coma è indotto, ieri sera aveva la febbre, domani dovrebbero fargli nuovi esami alla testa dopo l'intervento per ridurre l'ematoma e fermare l'emorragia. Dicono che è stabile, ma non fuori pericolo. Io lo guardo nel suo letto, e spero…
Come sta suo figlio?
"Dorme, il coma è indotto, ieri sera aveva la febbre, domani dovrebbero fargli nuovi esami alla testa dopo l'intervento per ridurre l'ematoma e fermare l'emorragia. Dicono che è stabile, ma non fuori pericolo. Io lo guardo nel suo letto, e spero…
"Stamattina sono andata in ospedale da Giuseppe e gli ho parlato. Quando ha sentito la mia voce ho visto una lacrima scendere sulla sua guancia. Si è agitato. Forse è un buon segno, mi sente mi riconosce. Io spero, anzi sono sicura che si risveglia. Deve svegliarsi". Paola, la mamma di Giuseppe Pio D'Astolfo il diciottenne di Lanciano ricoverato in prognosi riservata in coma dopo un'aggressione per la quale sono stati fermati 5 ragazzi, ha la voce stanca. E' appena tornata a casa dopo aver passato la mattina accanto al suo letto nel reparto di rianimazione. Dopo notti in bianco ma è il dolore, dice, che consuma più di tutto.
Come sta suo figlio?
"Dorme, il coma è indotto, ieri sera aveva la febbre, domani dovrebbero fargli nuovi esami alla testa dopo l'intervento per ridurre l'ematoma e fermare l'emorragia. Dicono che è stabile, ma non fuori pericolo. Io lo guardo nel suo letto, e spero: l'altro giorno era così pallido ora sembra meglio. Gli parlo, gli racconto del suo cane e mi dico che non è possibile finire così, per cosa? Mio figlio è un ragazzo buono, dolcissimo ma nessuno merita così tanta violenza. Non capisco, non riesco a farmene una ragione"
Chi è Giuseppe?
"Un ragazzone vivace, ha l'età dei primi innamoramenti, la ragazza. Dopo aver frequentato l'istituto tecnico industriale e l'artistico ora lavora come commesso in un negozio. E' il mio gigante buono: 198 centimetri di altezza e 48 piede, bravo a giocare a basket anche se ora a smesso. Un figlio innamorato della vita che cerca sempre di tirarci su il morale a noi genitori. Mi dice sorridendo: vedrai che papà si rimette".
Venite da anni difficili?
"Avevamo un ristorante, mio marito due anni fa ha avuto un infarto, da sola non ce la facevo, abbiamo dovuto chiudere. Ora per tirare avanti faccio la badante ad una signora di cent'anni, molto arzilla, mio marito ha l'invalidità e mio figlio per non pesarci due mesi fa è andato ad abitare con i due fratelli di Santo Domingo. Ormai lavora, ha un contratto come apprendista in un negozio di surgelati".
Cosa le ha detto l'altra sera?
"Come tutti i ragazzi non ha voglia di essere controllato, anche se io vorrei sapere sempre tutto, come tutte le mamme. Ma lui, come molti ragazzi, non dice mica dove va e con chi. Mi ha solo detto: questa sera voglio divertirmi , ti chiamo dopo. Non l'ho più sentito, non ho più sentito la sua voce. L'ultimo whatsapp è delle 23. Cos'era successo me lo ha raccontato mio marito il giorno dopo, quando hanno chiamato i carabinieri".
Perché è stato aggredito?
"Io non lo so, credo perché stesse difendendo qualche amico ma quella è una brutta zona vicino alla stazione, buia, piena di bottiglie di birra buttate a terra. Dovrebbero mandarci più controlli, più vigili. Dicono ci fossero duecento persone quella sera e nessuno lo ha aiutato. Dopo quel pugno è tornato a casa col monopattino prima di sentirsi male e finire in ospedale".
Cosa vuol dire a chi l'ha colpito?
"E una cosa che non si può spiegare, che non si può perdonare. Non si può arrivare a questo punto. Non esiste":
E alla mamma di quel ragazzo?
"Lei sa quello che sto passando, puo immaginare quello che sto soffrendo, è mamma come me. Non è colpa sua quello che è successo, spesso noi genitori non sappiamo cosa fanno i nostri figli".
Come sta suo figlio?
"Dorme, il coma è indotto, ieri sera aveva la febbre, domani dovrebbero fargli nuovi esami alla testa dopo l'intervento per ridurre l'ematoma e fermare l'emorragia. Dicono che è stabile, ma non fuori pericolo. Io lo guardo nel suo letto, e spero: l'altro giorno era così pallido ora sembra meglio. Gli parlo, gli racconto del suo cane e mi dico che non è possibile finire così, per cosa? Mio figlio è un ragazzo buono, dolcissimo ma nessuno merita così tanta violenza. Non capisco, non riesco a farmene una ragione"
Chi è Giuseppe?
"Un ragazzone vivace, ha l'età dei primi innamoramenti, la ragazza. Dopo aver frequentato l'istituto tecnico industriale e l'artistico ora lavora come commesso in un negozio. E' il mio gigante buono: 198 centimetri di altezza e 48 piede, bravo a giocare a basket anche se ora a smesso. Un figlio innamorato della vita che cerca sempre di tirarci su il morale a noi genitori. Mi dice sorridendo: vedrai che papà si rimette".
Venite da anni difficili?
"Avevamo un ristorante, mio marito due anni fa ha avuto un infarto, da sola non ce la facevo, abbiamo dovuto chiudere. Ora per tirare avanti faccio la badante ad una signora di cent'anni, molto arzilla, mio marito ha l'invalidità e mio figlio per non pesarci due mesi fa è andato ad abitare con i due fratelli di Santo Domingo. Ormai lavora, ha un contratto come apprendista in un negozio di surgelati".
Cosa le ha detto l'altra sera?
"Come tutti i ragazzi non ha voglia di essere controllato, anche se io vorrei sapere sempre tutto, come tutte le mamme. Ma lui, come molti ragazzi, non dice mica dove va e con chi. Mi ha solo detto: questa sera voglio divertirmi , ti chiamo dopo. Non l'ho più sentito, non ho più sentito la sua voce. L'ultimo whatsapp è delle 23. Cos'era successo me lo ha raccontato mio marito il giorno dopo, quando hanno chiamato i carabinieri".
Perché è stato aggredito?
"Io non lo so, credo perché stesse difendendo qualche amico ma quella è una brutta zona vicino alla stazione, buia, piena di bottiglie di birra buttate a terra. Dovrebbero mandarci più controlli, più vigili. Dicono ci fossero duecento persone quella sera e nessuno lo ha aiutato. Dopo quel pugno è tornato a casa col monopattino prima di sentirsi male e finire in ospedale".
Cosa vuol dire a chi l'ha colpito?
"E una cosa che non si può spiegare, che non si può perdonare. Non si può arrivare a questo punto. Non esiste":
E alla mamma di quel ragazzo?
"Lei sa quello che sto passando, puo immaginare quello che sto soffrendo, è mamma come me. Non è colpa sua quello che è successo, spesso noi genitori non sappiamo cosa fanno i nostri figli".