Brusaferro: "Asintomatici prima frontiera della lotta al virus. Epidemia largamente diffusa in Italia"
Il presidente dell'Iss, parlando alla commissione igiene del Senato, annuncia un documento di spiegazione sull'utilizzo dei test a seconda delle circostanze. La speranza dei monoclonali, la cura di Trump
"Sugli asintomatici non si molla". Lo dice il presidente dell'Istituto superiore della Sanità Brusaferro nel corso della commissione igiene al senato. Nei giorni scorsi le Regioni avevano chiesto al Governo di scrivere, nero su bianco, che quando non si riesce a fare il contact tracing si può rinunciare a fare i test ai contatti dei positivi senza sintomi. Si era già capito che il Ministero non era d'accordo e il Cts aveva fatto trapelare di non aver preso nemmeno in considerazione la questione. ma ora per la prima volta viene detto chiaramente. "E' importante individuare gli asintomatici".
"Individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per contenere l'infezione - sottolinea - tracciare le persone venute a contatto stretto" con i positivi è importante. Quando questa misura viene meno, perché il numero di casi è significativo, è particolarmente difficile poi poter f…
"Individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per contenere l'infezione - sottolinea - tracciare le persone venute a contatto stretto" con i positivi è importante. Quando questa misura viene meno, perché il numero di casi è significativo, è particolarmente difficile poi poter f…
"Sugli asintomatici non si molla". Lo dice il presidente dell'Istituto superiore della Sanità Brusaferro nel corso della commissione igiene al senato. Nei giorni scorsi le Regioni avevano chiesto al Governo di scrivere, nero su bianco, che quando non si riesce a fare il contact tracing si può rinunciare a fare i test ai contatti dei positivi senza sintomi. Si era già capito che il Ministero non era d'accordo e il Cts aveva fatto trapelare di non aver preso nemmeno in considerazione la questione. ma ora per la prima volta viene detto chiaramente. "E' importante individuare gli asintomatici".
"Individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per contenere l'infezione - sottolinea - tracciare le persone venute a contatto stretto" con i positivi è importante. Quando questa misura viene meno, perché il numero di casi è significativo, è particolarmente difficile poi poter far fronte". Se ci sono "dieci persone da contattare si riesce, se sono mille diventa difficile".
E aggiunge: "L'epidemia è largamente diffusa in tutta l'Italia e non più localizzata. L'indice Rt, che descrive la velocità di diffusione del virus, da l'idea della crescita che stiamo vivendo: è in tutte le regione superiore a 1 e molte realtà lo superano ampiamente".
Il presidente dell'Iss annuncia anche un documento in cui si spiega l'utilizzo dei test a seconda delle diverse situazioni. E ribadisce l'assoluta necessità di essere flessibili a seconda dell'andamento dell'epidemia in una fase in cui il tracciamento è diventato insostenibile per la quantità dei contagi.
"Sono uno strumento molto importante e potente". Lo ha affermato Silvio Brusaferro, intervenendo in audizione in Commissione Sanità del Senato per fare il punto sullo studio Tsunami sul plasma convalescente e sulla medicina territoriale in epoca Covid. "C'è anche una produzione italiana, oltre a quella americana, che darà risultati nei primi mesi del prossimo anno. Quando ne avremo la disponibilità, potremo trattare pazienti più gravi e questo ci permetterà di avere prognosi molto più favorevoli".
Nello studio Tsunami Italia, che mira a valutare l'efficacia del plasma nella cura del Sars-cov-2, "al 26 ottobre sono stati 188 i pazienti inseriti". Il trial, in cui "sono coinvolti 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali", prevede "l'arruolamento di 474 pazienti ma ha avuto rallentamento in parte dovuto al fatto che in estate il numero di casi di persone con infezione grave è decresciuto ed è stato limitato. Con la situazione attuale raggiungerà la soglia dei pazienti da arruolare in tempi più rapidi". Nel progetto "sono coinvolte quasi tutte le regioni, ma i pazienti coinvolti sono finora soprattutto toscani".
"Il ruolo dei più piccoli come diffusori di Covid-19" si sta ancora valutando. L'ipotesi è che i bambini possano contrarre meno l'infezione e, quindi, trasmetterla anche di meno. Si potrà mettere una parola definitiva nelle prossime settimane".
"Individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per contenere l'infezione - sottolinea - tracciare le persone venute a contatto stretto" con i positivi è importante. Quando questa misura viene meno, perché il numero di casi è significativo, è particolarmente difficile poi poter far fronte". Se ci sono "dieci persone da contattare si riesce, se sono mille diventa difficile".
E aggiunge: "L'epidemia è largamente diffusa in tutta l'Italia e non più localizzata. L'indice Rt, che descrive la velocità di diffusione del virus, da l'idea della crescita che stiamo vivendo: è in tutte le regione superiore a 1 e molte realtà lo superano ampiamente".
L'utilizzo dei test
Il presidente dell'Iss annuncia anche un documento in cui si spiega l'utilizzo dei test a seconda delle diverse situazioni. E ribadisce l'assoluta necessità di essere flessibili a seconda dell'andamento dell'epidemia in una fase in cui il tracciamento è diventato insostenibile per la quantità dei contagi.
Gli anticorpi monoclonali e lo "Tsunami Italia"
"Sono uno strumento molto importante e potente". Lo ha affermato Silvio Brusaferro, intervenendo in audizione in Commissione Sanità del Senato per fare il punto sullo studio Tsunami sul plasma convalescente e sulla medicina territoriale in epoca Covid. "C'è anche una produzione italiana, oltre a quella americana, che darà risultati nei primi mesi del prossimo anno. Quando ne avremo la disponibilità, potremo trattare pazienti più gravi e questo ci permetterà di avere prognosi molto più favorevoli".Nello studio Tsunami Italia, che mira a valutare l'efficacia del plasma nella cura del Sars-cov-2, "al 26 ottobre sono stati 188 i pazienti inseriti". Il trial, in cui "sono coinvolti 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali", prevede "l'arruolamento di 474 pazienti ma ha avuto rallentamento in parte dovuto al fatto che in estate il numero di casi di persone con infezione grave è decresciuto ed è stato limitato. Con la situazione attuale raggiungerà la soglia dei pazienti da arruolare in tempi più rapidi". Nel progetto "sono coinvolte quasi tutte le regioni, ma i pazienti coinvolti sono finora soprattutto toscani".