Cronaca

Azzariti: “La Costituzione dice che le norme sulla salute spettano allo Stato. Le Regioni non possono aprire i ristoranti come vogliono”

Gaetano Azzariti 
Secondo il costituzionalista le Province autonome sbagliano nell’assumere decisioni più lassiste. Possono invece stabilirne di più rigorose
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Roma - "Di fronte ai malati gravi che non trovano posto in ospedale non è tempo della divisione dello Stato. Servono unità e scelte condivise. La voce di tutte le Regioni, comprese quella delle province autonome, dev'essere ascoltata nelle sedi istituzionali proprie, ma poi le decisioni fondamentali sulla saluta spettano al governo".  Non ha dubbi il costituzionalista della Sapienza Gaetano Azzariti.

Ha visto che le province autonome - come Trento e Bolzano - rifiutano lo stop ai ristoranti alle 18, prorogano l'orario e quindi bypassano il Dpcm di Conte? Ma questo è possibile?
"Prima di qualsiasi considerazione giuridica, mi permetta di ricordare quanto ebbe a dire il presidente Mattarella pochi giorni fa premiando gli eroi Covid. Ci tengo a citare testualmente quelle sue parole: "Ciascuna istituzione comprende e comprenderà che non deve assestarsi a difendere la propria competenza, ma collaborare perché solo così si possono superare le difficoltà".

Quindi lei legge in queste parole un no a decisioni autonome che rifiutano le norme nazionali?
"Penso che ci troviamo di fronte a una pandemia che non può che essere affrontata in modo unitario. Che riguarda "principi fondamentali dell'ordinamento giuridico della Repubblica" e che dunque, certamente, costituiscono un limite anche alle competenze delle Regioni e delle Province a statuto speciale".

Ma è proprio sulla loro autonomia che fanno leva le decisioni di prorogare l'orario di apertura dei ristoranti oltre le 18...
"In realtà, la stessa rivendicazione di competenza delle Province che hanno un'autonomia nel campo del commercio, e dunque in particolare anche della ristorazione, a me pare infondata".

Scusi, ma quest'autonomia ce l'hanno oppure no?
"Le misure restrittive adottate dal governo riguardano tutte la profilassi internazionale, ovvero la tutela della salute, la cui competenza esclusiva è dello Stato, e su cui non si può esercitare l'autonomia rivendicata dalle Regioni e dalle Province autonome".

Lei sta dicendo che sul diritto alla salute, anche nel caso di un conflitto con lo Stato davanti alla Corte costituzionale, Province e Regioni autonome sarebbero destinate alla sconfitta?
"Mi faccia dire innanzitutto che mi auguro proprio che il conflitto non arrivi alla Corte, ma prevalga invece la leale collaborazione e il senso di unità invocato dal Presidente. Non foss'altro perché l'intervento del giudice arriverebbe troppo tardi. Qui stiamo parlando di drammatiche decisioni che devono essere assunte ad horas per salvaguardare la salute di tutti i cittadini".

Però faccio l'avvocato del diavolo: cosa cambia tra un ristorante che chiude alle 18 e uno che chiude alle 22, a un cinema o a un teatro chiuso, mentre una mostra è aperta?
"Io non sono in grado di fare valutazioni di carattere sanitario e dunque indicare le misure idonee per porre sotto controllo il virus. Però posso dirle con certezza che questo è il tempo in cui le decisioni politiche devono essere assunte, il governo ne risponderà nel bene e nel male, ma è anche il tempo dell'unità tra i responsabili politici perché ciò che certamente sarebbe irragionevole, sia dal punto di vista sanitario, ma anche da quello strettamente giuridico e formale, sarebbe fare scelte contrapposte nelle diverse parti del Paese. A meno che non siano quelle stesse condizioni a richiederlo".

Cioè le eventuali variazioni rispetto alle regole contenute nel Dpcm sarebbero possibili solo se giustificate da effettive situazioni di pericolo?
"È espressamente prevista dal governo la possibilità di misure più restrittive nelle situazioni maggiormente critiche. Dunque interventi più rigorosi, non certo più lassisti da parte di tutti, e anche delle Regioni e Province autonome".

E quindi, ad esempio, il governatore della Sardegna Solinas può emanare norme più rigide rispetto a quelle nazionali?
"In realtà questo è già stato fatto in alcune Regioni ordinarie come la Campania, in accordo con il governo. Anche in questo caso però raccomanderei caldamente che gli interventi siano concordati a livello nazionale con il governo e il Ministro della salute in particolare perché, lo ripeto, deve essere chiaro a tutti che nessuno si salva da solo ed è in gioco un valore costituzionale fondamentale che è la salute, la quale nelle drammatiche situazioni in cui ci troviamo deve prevalere perfino sulle ragioni dell'economia. È questo, e solo questo, che spiega la legittimità delle misure restrittive rispetto alla libera iniziativa economica privata. D'altronde le ricordo che l'articolo 41 della Costituzione espressamente afferma che questa "non può recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana".

Che impressione le fa allora il sindaco di Venezia Brugnaro che provocatoriamente va al ristorante aperto alle 5 di mattina?
"Mi permetta di non risponderle poiché ritengo che in questa drammatica situazione la politica dovrebbe operare con serietà e responsabilità ed evitare gesti teatrali che possono essere ammessi soltanto in situazioni normali".