Rider, omosessuali, braccianti in fuga per la libertà. Le storie dei migranti nei racconti degli studenti
di
Viola Giannoli
Premiati i vincitori del concorso "La scrittura non va in esilio" promosso dal Centro Astalli, da oltre 30 anni impegnato a difendere i diritti dei rifugiati
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C'è la storia di Bashiir, il ragazzo di 11 anni a cui piacciono i maschi, che vive in un Paese dove l'omosessualità è perseguita e attraversa il mare per cercare la sua libertà. Ci sono i braccianti nei campi che raccolgono frutta e ortaggi per pochi euro al giorno e sono sfruttati e vessati dai caporali. Ci sono i rider senza tutele che in bicicletta attraversano le città per consegnare cibo e bibite. Ci sono i clochard nelle stazioni ferrroviare. C'è la pandemia che ci fa scoprire tutti più vulnerabili e nella difficoltà fa nascere anche la solidarietà verso i più deboli, gli ultimi. Ci sono i migranti che affrontano il Mediteranneo soffrendo le onde, la fame, la sete.
Sono i racconti usciti dalla penna di migliaia di studenti e studentesse delle scuole di 15 città italiane raccolte dal Centro Astalli per il concorso "La scrittura non va in esilio". Un tentativo narrativo, ben riuscito, per i ragazzi di mettersi nei panni dei rifugiati, raccontando in prima persona, come fossero le loro, storie di guerra, disperazione, fuga, persecuzioni, ma anche sogni, ambizioni, desideri, vittorie.
"La scrittura non va in esilio", i racconti degli studenti sui rifugiati
La manifestazione dedicata alla cultura, ai libri, all'educazione e alla scuola come vie per una società solidale e inclusiva delle diversità si è svolta questa mattina, in collaborazione con Rai Cultura, con la premiazione degli studenti vincitori della XIV edizione del concorso letterario riservato alle superiori e della VI edizione del concorso letterario “Scriviamo a colori” per le medie.
A classificarsi primo il racconto di Maria Alexandra Falcaru, studentessa del Liceo Antonio Meucci di Aprilia, in provincia di Aprilia, che ha raccontato con i suoi occhi "La storia di Bashiir", letta durante l'evento da Valerio Mastandrea. "Ho deciso di scrivere questo racconto - spiega la giovanissima studentessa - perché vorrei che il protagonista fosse una fonte di ispirazione per tutti noi. Nonostante il suo paese gli sia contro, lui va avanti a testa alta. So che è difficile e che uno pensa spesso di non farcela ma vorrrei che come il 'mio' Bashiir vivessimo di amore e imparassimo a lottare, per essere liberi".