Ristorante "disobbediente": e a cena arriva l'infettivologo
di
Enrico Ferro
Emanuele Boccardo
Il titolare della Corte dei leoni di Padova ha tenuto aperto il locale la sera. Tra i clienti anche Paolo Cadrobbi, specialista di 82 anni
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Tavole imbandite e in alto i calici, come se non ci fosse un domani. Soprattutto, come se non ci fosse un decreto. L’ultimo ruggito di un ristorante padovano prima della chiusura di cinque giorni per infrazione delle norme anti-Covid, fa rumore per le modalità e anche per la clientela. Perché ai tavoli della Corte dei leoni di via Boccalerie a Padova c’era anche Paolo Cadrobbi, infettivologo, fondatore dell’Arpav ed ex assessore regionale nella metà degli anni Novanta, al tramonto della Democrazia Cristiana. La cena è finita con un blitz della Guardia di Finanza, che hanno multato il titolare e chiuso per 5 giorni l’attività. «La mia è stata un’azione di resistenza ad un decreto inutile. Non siamo negazionisti, ma lavoratori» ha spiegato Emanuele Boccardo, gestore del locale del centro storico, al "Mattino di Padova".
Venerdì alle 18.30 ha regolarmente aperto il suo locale, ignorando volontariamente il provvedimento ministeriale che obbliga la chiusura entro le 18 per tutti i bar, ristoranti e pizzerie. «Lo abbiamo fatto per manifestare la nostra contrarietà nei confronti di un provvedimento che riteniamo sia ingiusto» sostiene Emanuele Boccardo «e pur non negando assolutamente la gravità della situazione, non riteniamo che il problema sia da cercare nella ristorazione, nelle piscine o nelle palestre». Tra i clienti, venerdì sera, c’era anche Paolo Cadrobbi, infettivologo di 82 anni: «È vero che questo virus è nato da un animale notturno, ma non è che questo virus si comporta come il pipistrello. Quindi non capisco che differenza di contagiosità c’è tra mezzogiorno e mezzanotte. Credo che non si possano distruggere le categorie, ma piuttosto bisognerebbe investire nella medicina territoriale e nelle borse di studio per le scuole di specializzazione».
Come prevedibile verso la fine del servizio in via Boccalerie ha bussato la Guardia di Finanza. Per i titolari è scattata una multa da 280 euro, ossia la sanzione minima per la prima violazione, che poi raddoppia a 560 euro dalla seconda in poi. In più il locale dovrà rimanere chiuso per 5 giorni, anche a pranzo.