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(franceschi)

La mappa del rischio delle Regioni

Sono 29 le province con indice Rt superiore a 1,5. È il livello oltre il quale i tecnici chiedono il lockdown
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Trieste e Caltanissetta, Brindisi e Bolzano. Poi ci sono le regioni più colpite: l’Emilia-Romagna, con 4, il Piemonte, con 6 e la Lombardia con addirittura 11. In tutto sono 29 le province con un Rt, l’indice di replicazione del virus, «significativamente maggiore» di 1,5, il livello a cui si rischia il lockdown.

Se Regioni e governo cercano indicazioni su dove intervenire (e ieri i Comuni hanno chiesto di stabilire le chiusure proprio sulla base di un indice certo, anche per responsabilizzare i cittadini e limitare le tensioni sociali), le trovano incrociando due documenti, come ha ribadito sabato sera il Cts all’esecutivo. Il primo si intitola “Prevenzione e risposta a Covid 19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-inverno”. È l’ormai noto testo che disegna 4 scenari di rischio in base ai quali i tecnici suggeriscono le misure da prendere. L’ultimo scenario, i…
Trieste e Caltanissetta, Brindisi e Bolzano. Poi ci sono le regioni più colpite: l’Emilia-Romagna, con 4, il Piemonte, con 6 e la Lombardia con addirittura 11. In tutto sono 29 le province con un Rt, l’indice di replicazione del virus, «significativamente maggiore» di 1,5, il livello a cui si rischia il lockdown.

Se Regioni e governo cercano indicazioni su dove intervenire (e ieri i Comuni hanno chiesto di stabilire le chiusure proprio sulla base di un indice certo, anche per responsabilizzare i cittadini e limitare le tensioni sociali), le trovano incrociando due documenti, come ha ribadito sabato sera il Cts all’esecutivo. Il primo si intitola “Prevenzione e risposta a Covid 19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-inverno”. È l’ormai noto testo che disegna 4 scenari di rischio in base ai quali i tecnici suggeriscono le misure da prendere. L’ultimo scenario, il più grave, si ha appunto quando l’Rt è stabilmente sopra 1,5 e un’altra serie di parametri, come il testing, la gravità dei casi, la pressione sui servizi assistenziali, non vanno bene. In questo caso, la misura è una sola: il lockdown.


Per capire come stanno davvero le cose nelle varie Regioni e applicare le indicazioni di questo documento bisogna però incrociarlo con il monitoraggio settimanale della Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità. L’ultimo (i cui dati sono riprodotti nei grafici in questa pagina) risale a venerdì scorso e si riferisce alla settimana tra il 19 e il 25 ottobre. A preoccupare è anche il fatto che, nei giorni immediatamente successivi, l’andamento dell’epidemia sia peggiorato quasi ovunque. Realizzando l’ultimo report, tra l’altro, si è iniziato a vedere un fenomeno preoccupante: il fatto che molte Regioni hanno ormai difficoltà a raccogliere e inviare i dati, che arrivano a Roma in ritardo e incompleti. È una spia dell’aggravamento della situazione, perché i sistemi sanitari non hanno più il controllo sulla loro attività. E fa sì che lo stesso monitoraggio rischi di perdere efficacia. Così paradossalmente lo “scenario 4”, che venerdì ha interessato 4 regioni e 1 provincia autonoma (Calabria, Emilia, Lombardia, Piemonte e Bolzano) la settimana precedente era applicato a 9 realtà, malgrado nel frattempo le cose non siano certo migliorate.

Ci sono poi le regioni nello “scenario 3” (Friuli, Lazio, Liguria, Molise, Trento, Puglia, Sicilia, Umbria, Veneto) che dovrebbero, sempre in base al documento, prendere già una serie di misure. Ma la Cabina di regia valuta la situazione anche osservando il rischio alto di progressione della pandemia nei singoli territori. Quest’ultimo indicatore riguarda invece 11 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Val d’Aosta e Veneto). Insomma, sono tanti i dati che supportano Regioni e governo nelle scelte di queste ore.

Probabilmente con la complicità del weekend, in cui si processano meno tamponi, ieri c’è stato un calo dei contagi. Sono scesi sotto i 30mila (29.907) a fronte di 183.457 test (il giorno precedente erano stati 215.886). I morti invece sono stati 208, altro dato in calo: sabato ne erano stati comunicati 297. Sono 20.841 (1.032 in più) i ricoveri nei posti letto Covid, dei quali 1.939 (+96) nelle terapie intensive.

I numeri crescono e fanno chiedere all’Ordine dei medici di Torino un lockdown generale urgente. Preoccupa il rapido aumento del numero dei sintomatici rispetto alle scorse settimane, impressionante in Campania dove ieri, sui 3.860 nuovi positivi, ben 3.686 accusavano sintomi. È uno dei tanti segnali della fine del tracciamento, che ormai viene eseguito in pochissime Regioni.



Valle D’Aosta - Rt 0,92

Record di casi
È l’unica Regione che ha superato il 40% dei letti delle medicine occupati (è al 59%). Ha la più alta incidenza di casi per 100mila abitanti d’Italia (750). Ha inviato dati incompleti, perciò il suo Rt è sottostimato. È considerata ad alto rischio


Piemonte - Rt 1,99

In crisi quasi tutte le province
Tutte le province tranne Vercelli e Novara hanno un Rt superiore a 1,5. Cresce l’incidenza, le medicine sono occupate al 25% e le intensive al 13%. È considerata ad alto rischio e già in uno scenario da lockdown, cioè il 4


Liguria - Rt 1,35

Aumentano i focolai
Genova, Savona e Imperia hanno un Rt tra 1,24 e 1,5. Ha il 30% dei letti internistici occupati e il 17% delle rianimazioni. In una settimana ha avuto 920 nuovi focolai (erano 46). È considerata ad alto rischio con probabilità alta di progressione


Lombardia - Rt 2,01

I dati sono da lockdown
Solo una provincia, quella di Bergamo, ha un Rt tra 1,25 e 1,5. Tutte le altre sono sopra 1,5. Sono occupati il 19% dei letti internistici e il 16% di quelli intensivi. Ben 18.568 i casi non tracciati. È considerata a rischio alto e classificata al livello 4, da lockdown


Veneto - Rt 1,47

Crescono i casi non tracciati
Treviso e Rovigo hanno un Rt superiore a 1,5, Belluno, Vicenza e Venezia sono tra 1,25 e 1,5. I reparti internistici hanno il 10% di occupazione, crescono (+51%) i casi non tracciati (4.689). Dati incompleti, è considerata ad alto rischio


Friuli Venezia Giulia - Rt 1,47

A Trieste la situazione peggiore
La provincia di Trieste ha un Rt superiore a 1,5, Gorizia è tra 1,25 e 1,5. Aumentano focolai e casi non tracciati (165 e 771), i dati vengono comunicati a Roma in ritardo. È considerata a rischio moderato con alta probabilità di progressione


Trentino - Rt 1,56

Occupazione bassa ma a rischio
L’occupazione dei posti letto di terapia intensiva e internistici è piuttosto bassa (4% e 7%) ma si segnala il rischio di una progressione nel prossimo mese. In aumento i casi fuori da catene di trasmissione, adesso sono 492. È considerata a rischio moderato con probabilità alta di progressione


Alto Adige - Rt 1,92

Molti casi settimanali
Il 21% dei letti internistici e il 16% di quelli di terapia intensiva sono occupati, dati cresciuti in modo preoccupante nell’ultima settimana. Alto il numero dei casi settimanali per 100mila abitanti (451). Anche se è considerata a rischio moderato viene classificata nello scenario più grave, il numero 4


Emilia Romagna Rt 1,66

Tanti contagiati non tracciati
In quattro province, Modena, Reggio-Emilia, Ferrara e Ravenna, l’Rt è sopra 1,5, nelle altre tra 1,25 e 1,5. Ha avuto 3648 casi non tracciati. Ha il 15% dei letti intensivi e ordinari occupati. Si trova nello scenario 4 ma ha un rischio moderato


Toscana - Rt 1,19

Crescono i casi e i letti occupati
Le province di Firenze e Grosseto hanno un Rt tra 1,25 e 1,5. Crescita dei casi e di occupazione dei letti accentuata nell’ultima settimana. Ci sono ben 8.854 casi non tracciati. I dati comunicati sono incompleti. È considerata ad alto rischio


Marche - Rt 1,35

Niente dati sul 55% dei contagiati
Le province di Pesaro-Ancona, Urbino e Fermo hanno un Rt tra 1,25 e 1,5. Il 55% dei casi segnalati nella settimana non sono tracciati (878). I dati sono comunicati in ritardo. È comunque considerata a rischio moderato


Umbria - Rt 1,45

Un quarto dei letti occupati
La provincia di Perugia ha un Rt tra 1,25 e 1,5. Ha il 25% dei letti di intensiva e il 26% di quelli internistici occupati, sono stati 2106 su 2565 i casi non tracciati. È considerata a rischio moderato, si trova nello scenario 3


Lazio - Rt 1,43

La capitale tra 1,25 e 1,5
La provincia di Rieti ha un Rt superiore a 1,5, quelle di Roma e Viterbo sono tra 1,25 e 1,5. Sono occupati il 27% dei letti internistici e si rischia di arrivare alla soglia critica del 40% in meno di un mese. È considerata a rischio moderato


Abruzzo - Rt 1,13

Manca il personale
Nella provincia di Chieti l’Rt è compreso tra 1,25 e 1,5. C’è un allerta per le risorse umane del sistema sanitario, inferiori a 1 per 100mila abitanti. Ha 1.443 casi non tracciati. È considerata a rischio alto di progressione


Molise - Rt 2,1

Si teme una escalation
Nella provincia di Isernia l’Rt è tra 1,25 e 1,5. Buona l’occupazione dei letti, all’8% per quelli internistici e al 3% le intensive, ma si teme una progressione verso le soglie critiche nel prossimo mese. È considerata a rischio moderato


Campania - Rt 1,29

L’incognita dei dati sui ricoveri
La provincia di Caserta ha un Rt tra 1,25 e 1,5, le altre vanno tutte meglio. Le medicine sono occupate al 26%. Ci sono problemi sulla qualità dei dati inviati all’Istituto superiore di sanità riguardo ai ricoveri. È considerata a rischio moderato


Basilicata - Rt 0,83

Rischio sottostimato
L’Rt è ridotto ma la bassa percentuale di completezza dei dati, dicono gli esperti, porta ad un rischio di sottostima nel calcolo di quell’indicatore, in aumento i focolai attivi (sono 47). Viene considerata ad alto rischio


Puglia - Rt 1,47

Tracciamento dei casi in difficoltà
La provincia di Brindisi ha un Rt superiore a 1,5, quelle di Foggia, Barletta-Andria-Trani e Taranto sono tra 1,25 e 1,5. Il 21% dei letti internistici sono occupati. C’è un forte aumento dei casi non tracciati (2.243). È considerata ad alto rischio


Calabria - Rt 1,84

Pochi medici e infermieri
Le province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria hanno un Rt superiore a 1,5. Le risorse umane del sistema sanitario sono ridotte, ci sono problemi nella comunicazione dei dati. È considerata ad alto rischio e si trova nello scenario 4


Sicilia - Rt 1,38

Preoccupano Enna e Caltanissetta
Le province di Enna e Caltanissetta hanno un Rt superiore a 1,5, quelle di Ragusa, Catania e Agrigento sono tra 1,25 e 1,5. Il 19% dei posti letto internistici sono occupati, aumentano i casi non tracciati (1.906). È considerata ad alto rischio


Sardegna - Rt 1,04

Bassa incidenza dei nuovi positivi
La provincia di Oristano ha un Rt tra 1,25 e 1,5. Il 20% dei letti di terapia intensiva e il 18% di quelli internistici sono occupati. Bassa l’incidenza dei nuovi casi per 100mila abitanti (82). È considerata a rischio moderato senza probabilità di progressione