Il premio ai comuni migliori per iniziative sociali ed ambientali si è trasformato quest'anno in un gioco di squadra. I migliori undici dal Nord al Sud e primo premio a Fabio Venezia che ha fatto della siciliana Troina un modello di legalità
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Due chiacchiere con una qualunque delle finaliste del "Gioco dei sindaci" e torna la fiducia nelle amministrazioni, nella capacità di innovare e nella politica intesa come servizio. Matilde Casa, prima cittadina di Lanciano, in provincia di Torino, al terzo mandato, riassume così il successo delle sue politiche: "È necessario avere in mente un modello di sviluppo diverso". A spulciare le motivazioni per cui gli undici (sette sindache e quattro sindaci) sono arrivati alla finale del "Gioco" organizzato quest'anno dall'Associazione dei comuni virtuosi in sostituzione del consueto premio per la migliore aministrazione, si trova un filo conduttore unico: la capacità di pensare fuori dagli schemi.
Spiega Marco Boschini, dell'Associazione comuni virtuosi: "Abbiamo chiesto a giornalisti di settore, amministratori locali ed esperti di indicarci dei sindaci, tra i quali abbiamo scelto 11 finalisti, per comporre la formazione ideale di una squadra di amministratori locali. Poi, dal primo novembre al 15 abbiamo aperto le votazioni on line e siamo stati letteralmente travolti dal voto popolare, con 11mila preferenze uniche, che hanno decretato il sindaco più virtuoso del 2020. Ci ha colpito, per esempio, che il più votato amministri un comune che ha 2mila abitanti in meno dei voti ricevuti. Questi primi cittadini - conclude Boschini - al di là della classifica finale, portano in dote storie e progetti straordinari. In questo tempo difficile e doloroso rappresentano una speranza e una garanzia. I comuni sono la filiera corta delle istituzioni".
Il più votato è Fabio Venezia, sindaco di Troina, in provincia di Enna. Come per altri della squadra, per il sindaco siciliano quello dell'Associazione comuni virtuosi è soltanto l'ultimo di una serie di riconoscimenti. Venezia è stato premiato per aver reso dal 2015 il suo comune "pizzo free" (per ogni opera pubblica c'è un cartello fuori dal cantiere con la scritta "Troina Comune Pizzo Free". La lotta per la legalità si acompagna a politiche per ottenere fondi europei, grazie alla costituzione di un "Ufficio Europa" e, ancora, alla costituzione della più grande fattoria pubblica, riprendendo il territorio alla mafia dei pascoli e creando 20 posti di lavoro.
Venezia riassume i suoi traguardi in una frase: "Sono gli uomini a fare la differenza nelle azioni amministrative". E alla domanda: "Qual è la cosa di cui va più fiero?", risponde: "Avere un rapporto umano con i miei cittadini, riceverne il maggior numero possibile ogni giorno, sentirmi chiedere consiglio da chi vorrebbe avviare un'attività". Con la sua lista civica di centrosinistra Venezia ha fatto di Troina una delle prime stazioni appaltanti dell'isola e avviato un parco progetti per finanziamenti da 75milioni di euro, dei quali 45 milioni già stanziati. "Per aprire l'ufficio Europa per lo studio dei bandi e l'elaborazione delle richieste ho dovuto assumere soltanto un ingegnere, poi è bastato valorizzare due dipendenti che il Comune aveva già e riorganizzare l'apparato burocratico".
Quest'anno l'Associazione comuni virtuosi ha voluto premiare anche chi si è distinto per la gestione dell'emergenza Covid. Così la seconda classificata, Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro di Savena (BO), si è distinta oltre che per le politiche per fermare il consumo di suolo per aver chiamato ogni giorno i cittadini ultrasessantenni del suo comune durante la prima fase della pandemia, lo scorso marzo. Conti ha inoltre creato la "Nuova Impresa Libera di Donne Eccezionali", uno spazio e un bando per incentivare, unire e sostenere le progettualità di imprese giovani femminili.
Il terzo posto è di Paolo Erba, Sindaco di Malegno (BS): anche lui durante la pandemia ha voluto guardare avanti con un progetto a sostegno dei negozi del paese durante il lockdown e l'iniziativa "Malegno comunità che educa", un’offerta didattica, culturale e ricreativa per la fascia 0-14, un modo concreto per “tenere” la popolazione in montagna e interrompere lo spopolamento.
Nella squadra ci sono poi, in ordine di classifica per voti ricevuti, Rosanna Mazzia, sindaca di Roseto Capo Spulico (CS); Gianfilippo Mignogna, sindaco di Biccari (FG); Valentina Maculan, sindaca di Carré (VI); Matilde Casa, sindaca di Lauriano (TO); Aldo Luongo, sindaco di Cuccaro Vetere (SA); Monica Cinti, sindaca di Monte San Pietro (BO); Silvia Rovere, sindaca di Ostana (CN); Sara Bettinelli, sindaca di Inveruno (MI).
Ciascuno di loro ha una storia personale e un impegno civile da raccontare, tutti hanno guardato alle eccellenze o alle difficoltà del loro territorio con una prospettiva diversa. Così, Matilde Casa di Lauriano ha osato vedere il lato negativo di un'azienda importante che richiamava investimenti immobiliari: "Abbiamo deciso che altre concessioni di costruzione sul territorio sarebbero state devastanti - racconta - e abbiamo detto no. Il rifiuto mi è costato una denuncia, ma alla fine il tribunale mi ha dato ragione e nel 2016 mi hanno dato il premio ambientalista dell'anno di Legambiente".
Ci sono comuni alle porte di grandi città e piccolissimi centri di montagna come Ostana, in provincia di Cuneo, dove si gioisce perché si è passati da 45 a 89 abitanti. Silvia Rovere, la sindaca, spiega come si è arrivati al "quasi" raddoppio della popolazione. "Abbiamo dimostrato che in montagna si può vivere bene se si cerca la qualità della vita e si dà importanza al senso di comunità. Stiamo lavorando sui trasporti e le infrastrutture senza snaturare il territorio: purtroppo sui comuni montani gli investimenti sono nulli, per questo ci battiamo con l'Uncem (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani, n.d.r.) per sostenere un'economia che non sia di sola sussistenza, ma che rispetti l'ambiente".