Cronaca

'Professione reseller': "Compro, 'posto' e vendo. Così mi arricchisco"

(afp)
Dopo il caso delle scarpe Lidl, il racconto di un fenomeno fatto di appassionati, esperti del settore, che cercano in tutto il mondo prodotti esclusivi e li rivendono in modo legale, nei propri negozi o piattaforme online, a collezionisti e amanti del genere
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ROMA - Chi ha comprato le scarpe Lidl non è diventato ricco. La corsa agli scaffali per i prodotti giallo rosso e blu da 13 euro è solo la punta di un iceberg, che nasconde una grande illusione. A svelarlo è stato inconsapevolmente un reseller romano 21enne, alias Steffgucci, che come migliaia di altre persone in tutta Italia ha fatto incetta di shoes al discount. "Si danno via a 60, 70 euro. Gli annunci su Ebay da 1500 euro sono solo un fake, nessuno paga quelle cifre", ha spiegato il ragazzo a Repubblica. Le ambitissime sneaker sono la faccia più grottesca di un'economia che oggi vede i 2/3 degli acquirenti trasformati in improvvisati speculatori: reseller. Un fenomeno, quello di comprare scarpe a tiratura limitata per rivenderle a prezzo maggiorato sconosciuto ai più. "Ma già noto a troppi", secondo gli esperti, tanto da mostrare le prime avvisaglie di una bolla.

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"La corsa al merchandising Lidl potremmo definirla 'reselling della disperazione'", spiega Fabrizio Efrati, creatore di Kickit, la più grande fiera italiana dedicata alla compravendita di sneakers e streetwear, ospitata dal 2017 a Roma e a Milano. "Conosco una sola persona che ha rivenduto quelle scarpe a 700 euro: ha contatti con ricchi buyers di paesi orientali dove la catena Lidl è inesistente. Ma parliamo di un'eccezione. Il reselling vero non è questo - continua Efrati - bensì una forma di imprenditoria, fatta di appassionati, esperti del settore, che cercano in tutto il mondo prodotti esclusivi e li rivendono in modo legale, nei propri negozi o piattaforme online, a collezionisti e amanti del genere". Pratica commerciale comune e frequente già nelle auto e negli orologi.

In Italia la "mania resell" è esplosa da circa 2 anni, quando le scarpe da ginnastica sono divenute il nuovo must modaiolo: non solo calzatura preferita dei giovanissimi, ma nuovo complemento per completi e camicie. Ogni mese i brand di abbigliamento sportivo immettono sul mercato modelli esclusivi disegnati in collaborazione con influencer, da rapper come Kanye West alle maison dell'alta moda. Il tutto a tiratura così limitata da rendere estremamente arduo l'acquisto a prezzo retail (ossia l'originario prezzo di vendita): l'unico modo è partecipando a riffe online indette dagli stessi brand, oppure facendo interminabili file davanti ai pochissimi negozi che hanno l'esclusiva. Sulla scia di una domanda infinitamente superiore all'offerta, con scarpe 'introvabilì che ricompaiono in annunci online a prezzi maggiorati anche di 4 zeri, si è formato un esercito di adolescenti con l'aspirazione di comprare per rivendere, "resellare".

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"Prima si compravano scarpe cool per indossarle - spiega Andrea Sibaldi, 38 anni, fondatore di Ginnika, il più importante evento in Italia dedicato alla street culture - oggi invece le acquisti, posti la foto su Instagram, ti prendi i like e la rivendi subito, magari con 300 euro di guadagno. E' un circolo vizioso che attecchisce in particolare sui ragazzini: oggi il 70% di chi compra sneakers lo fa con l'idea della speculazione, e i genitori che finanziano le scarpe ai figli per poi lasciargliele rivendere sono parte dell'ingranaggio".

Non serve essere esperti di moda e di scarpe per fare il reseller, o almeno per provarci. Esiste una vera e propria Borsa delle sneaker: Stockx. Il sito web, il maggiore marketplace di settore, mette a disposizione grafici e storici per seguire l'andamento di ogni modello, con tanto di previsioni di valore sul mercato secondario delle sneaker prossime al lancio. E come avviene nella finanza, gli eventi esterni possono creare oscillazioni nei prezzi. E' il caso di "The last dance", la serie Neflix che racconta la carriera della stella del basket Michael Jordan. I modelli indossati dal campione (è il caso delle Air Jordan 1 "Chicago"), sono lievitati su Stockx, superando i 1300 euro. Con un +90% sulle vendite fin dal primo giorno di messa in onda dello show.

Ma dietro a prezzi così elevati si celano passaggi di mano in mano: a fronte di tanto hype agli speculatori da cameretta restano solo poche briciole. "Guadagna bene solo chi vince una 'raffle', una riffa online, aggiudicandosi un paio di scarpe a prezzo retail. Una questione di fortuna. Chi rivende scarpe raramente le ottiene così, è probabile che a sua volta le abbia comprate da qualcun altro a un prezzo più alto, e la catena va avanti", spiega Stefano Paolini, titolare del negozio Big Soup di Roma. Lui è un reseller professionista: aperto nel 2017, il suo è stato il primo esercizio commerciale italiano dedicato alle rarità nel panorama dello street wear. "In Italia il 70-80% di questo mercato è guidato dalla tendenza al guadagno - conclude - è triste constatare della cultura e la passione per le sneaker stia passando l'aspetto più superficiale, legato ai soldi. Ma è una bolla, prima o poi esploderà". E come sempre avviene nelle bolle, saranno in pochi ad essersi arricchiti davvero.