Personaggi, storie e avventure del popolo del Mare di mezzo
di Sara Scarafia , di Sara ScarafiaE se il Mediterraneo fosse un continente? Se provassimo a pensare che esiste un popolo del Mare di mezzo, da Tripoli a Trieste, da Istanbul a Barcellona? Ci sono libri di viaggio e di scoperta, dove la storia diventa racconto e i personaggi si muovono nel tempo e nello spazio ma così vicini che ci sembra di vederli. Il mare di mezzo, una storia del Mediterraneo di John Julius Norwich, pubblicato da Sellerio (1097 pagine, 20 euro), è uno di questi.
Si può leggere tutto d’un fiato per fare un lungo viaggio restando in poltrona. Oppure tenere sul comodino e sfogliare di tanto in tanto per un salto nel passato. Il passo di Norwich (1929-2018), lo storico britannico che ci teneva a dire che storico non era, è quello del cantastorie, uno stile che ha conservato libro dopo libro, scrivendo di Sicilia (Sellerio nel 2018 ha pubblicato Breve storia della Sicilia), e di Impero bizantino, di Normanni e di Venezia. In questo racconto di mare, l’ambi…
E se il Mediterraneo fosse un continente? Se provassimo a pensare che esiste un popolo del Mare di mezzo, da Tripoli a Trieste, da Istanbul a Barcellona? Ci sono libri di viaggio e di scoperta, dove la storia diventa racconto e i personaggi si muovono nel tempo e nello spazio ma così vicini che ci sembra di vederli. Il mare di mezzo, una storia del Mediterraneo di John Julius Norwich, pubblicato da Sellerio (1097 pagine, 20 euro), è uno di questi.
Si può leggere tutto d’un fiato per fare un lungo viaggio restando in poltrona. Oppure tenere sul comodino e sfogliare di tanto in tanto per un salto nel passato. Il passo di Norwich (1929-2018), lo storico britannico che ci teneva a dire che storico non era, è quello del cantastorie, uno stile che ha conservato libro dopo libro, scrivendo di Sicilia (Sellerio nel 2018 ha pubblicato Breve storia della Sicilia), e di Impero bizantino, di Normanni e di Venezia. In questo racconto di mare, l’ambizione di Norwich è di mantenere il Mediterraneo al centro seguendo "le tracce dei principali destini politici delle terre del Mare di Mezzo, nella misura in cui la loro storia è stata influenzata dalla posizione geografica". Un racconto che va dagli egizi alla Grande guerra. Ma è innanzitutto un libro di viaggi e di avventure.
Allora sediamoci comodi e saliamo sul treno di notte dal Cairo a Tebe/Luxur che all’alba percorre le sponde del Nilo a 15 chilometri orari, "mentre fuori dal finestrino, nella prima luce dorata del mattino, si susseguono paesaggi che sembrano usciti da un libro di geografia per bambini di età vittoriana". A Tebe entriamo nel tempio di Karnak e in quello di granito rosa di Deir el-Bahari realizzati dalla regina Hatshepsut che alle pareti si è raffigurata come un uomo. Circumnavighiamo l’Africa per la prima volta con i Fenici, come ci ha raccontato Erodoto, e con loro fondiamo le colonie di Mozia in Sicilia, e Ibiza nelle isole Baleari.
Con i venti a favore, dall’Egitto a Creta, c’erano cinque giorni di viaggio: parola di Ulisse. Una volta arrivati in Grecia perdiamoci nel labirinto del Palazzo di Cnosso e come Teseo seguiamo il filo di Arianna per trovare l’uscita. È facile pensare al Mediterraneo come a un museo diffuso guardando al mondo greco e alla sua cultura: ad Atene c’è il Partenone, ma a Napoli c’è Paestum, in Sicilia Segesta e Agrigento, in Turchia il teatro di Efeso e le rovine di Priene.
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Arriviamo fino a Damasco in Siria con Alessandro Magno e poi seguiamo Annibale, per Norwich il più grande condottiero di tutti i tempi, che nel 218 a.C. partì dalla Spagna con un esercito di 40 mila uomini e 37 elefanti attraversando le Alpi e fermandosi a Capua, in Campania, "la seconda città più grande d’Italia".
Con Pompeo fondiamo Pamplona, con Cesare Cartagine in Tunisia e Corinto in Grecia e poi rileggiamo Shakespeare per riscoprire la storia di Antonio e Cleopatra: non è questo che fanno i buoni libri, riportarci ai grandi classici?
Viaggi e personaggi. A Instanbul/Costantinopoli incontriamo Teodora, la prima imperatrice a co-regnare con il marito Giustiniano. Seguendo 40 pellegrini normanni diretti al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, ritroviamoci con Costanza D’Altavilla in una tenda della piazza di Jesi, dove l’imperatrice quarantenne mise al mondo Federico II, Stupor mundi: un parto pubblico perché non ci fossero dubbi che quel figlio fosse proprio il suo. Nel 1500 incontriamo Carlo d’Asburgo, "di aspetto sgraziato" e con "una fortissima balbuzie" che non gli impedì di diventare "il più importante regnante del mondo civilizzato". Sentiamo il marcato accento francese di Napoleone e seguiamo il tortuoso corso della storia - dal Quarantotto al Risorgimento, dalle guerre balcaniche alla Grande guerra - per fermarci a Parigi nel 1919 dove si aprì la conferenza per una fragile pace.
Per Norwich il Mare di mezzo è "luce" che ha dato ai popoli "una chiarezza di prospettiva impensabile in altre zone meno favorevoli". "Abbiamo verso il Mediterraneo un debito immenso, incalcolabile". Un debito che questo libro prova a saldare.