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La residenza sul mar Nero, in Russia, progettata da Lanfranco Cirillo 

Cirillo, l'architetto di Putin: "Fiero di quella villa, ho celebrato l'estro italiano"

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Intervista all'uomo che, secondo l'inchiesta di Navalnyj, ha costruito il palazzo sul Mar Nero per il presidente russo. "Mai parlato con lui di quel progetto, ma è un'eccellenza e non sono orgoglioso"
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"Quel palazzo è un'eccellenza italiana, e ne sono orgoglioso". Lanfranco Cirillo, 61 anni, l'architetto bresciano che secondo un'inchiesta della Fondazione anti-corruzione di Navalnyj ha costruito la villa faraonica "di Putin" sul mar Nero, arredata con mobili delle più esclusive aziende italiane e ispirata a Villa Certosa di Berlusconi, è in partenza per l'Africa subsahariana: "Vado per la mia fondazione sul clima", dice. Da qualche anno vive a Dubai: "Combatto per la difesa degli Oceani, ho costruito e finanziato laboratori scientifici al Polo... Facevo una vita da matti, sempre in volo sul mio aereo, non dormivo mai, poi un giorno arrivi a casa e trovi tua figlia con metastasi dappertutto. Ho detto basta, me ne vado. Hanno cercato di trattenermi, 'Ma no, non puoi' mi dicevano... C'era anche il capo della sicurezza del Cremlino. Ho detto: ragazzi se non capite cosa sia la famiglia a me non interessa …
"Quel palazzo è un'eccellenza italiana, e ne sono orgoglioso". Lanfranco Cirillo, 61 anni, l'architetto bresciano che secondo un'inchiesta della Fondazione anti-corruzione di Navalnyj ha costruito la villa faraonica "di Putin" sul mar Nero, arredata con mobili delle più esclusive aziende italiane e ispirata a Villa Certosa di Berlusconi, è in partenza per l'Africa subsahariana: "Vado per la mia fondazione sul clima", dice. Da qualche anno vive a Dubai: "Combatto per la difesa degli Oceani, ho costruito e finanziato laboratori scientifici al Polo... Facevo una vita da matti, sempre in volo sul mio aereo, non dormivo mai, poi un giorno arrivi a casa e trovi tua figlia con metastasi dappertutto. Ho detto basta, me ne vado. Hanno cercato di trattenermi, 'Ma no, non puoi' mi dicevano... C'era anche il capo della sicurezza del Cremlino. Ho detto: ragazzi se non capite cosa sia la famiglia a me non interessa più lavorare con voi".

Architetto, per la villa sul mar Nero vi siete ispirati a Villa Certosa?
"Ma no, sono molto diverse per dimensioni e stile. Villa Certosa è francese mediterraneo, il palazzo di Gelendzhik neoclassico. Frequento Porto Rotondo, ma l'unica suggestione che posso avere avuto è l'anfiteatro, che può ricordare quello di Villa Certosa".

Beh, c'è anche la galleria...
"L'uscita a mare l'abbiamo fatta prima noi".

La stanza per la pole dance?
"Una sciocchezza. Il palo è un'invenzione del signor Navalnyj, probabilmente ha aggiunto quel dettaglio per fare show. Ha pubblicato una ricostruzione video, ma le pareti sono di colore diverso e le finiture non corrispondono".

È stato il presidente Putin a volere il palazzo fatto così? Lei con chi trattava?
"Io non ho fatto la casa per il Presidente. Sono stato commissionato da una società moscovita, Stroi Gas Consulting Ltd. Avevo altri interlocutori e un contratto regolare, e mi hanno pagato. Putin non l'ho mai incontrato in quel luogo, e non ho mai discusso con lui di quel progetto".

È stato pagato con fondi destinati alla sanità?
"A quanto ne so io la società medicale a cui fanno riferimento è privata, non di Stato, quindi non vedo illeciti. E' una storia di dieci anni fa, evidentemente non hanno scandali nuovi che diano visibilità. Io penso di aver dato un'ottima immagine al made in Italy. Siamo famosi nel mondo per il nostro stile di vita, le bellezze, la storia, la cultura. Ho cercato di fare il mio mestiere di architetto italiano che con la valigetta è andato all'estero tanti anni fa in cerca di fortuna. Non faccio politica, non faccio il finanziere, non ho informazioni sulla provenienza dei soldi: le persone che ne discutono si fanno la guerra tra loro". 

Nelle intercettazioni c'è anche lei, e si parla della sua società Medea. 
"Dico che devono pagare per i mobili che ho ordinato, i soldi devono essere versati alla società all'estero per poi finire in Italia per pagare gli arredi. Medea non è mia... penso fosse una società ponte per far arrivare i soldi in Italia, tutto assolutamente legale. Io sono cittadino italiano".

E russo.
"E russo, sì, un onore concessomi dal presidente Putin. Ma se avessi fatto qualcosa di illegale avrei subìto almeno un'inchiesta, no? Qualcuno della giustizia italiana sarebbe venuto a contestarmelo, no? Ho fatto sempre e solo il mio mestiere, portando l'immagine del nostro paese in Russia al più alto livello".

Navalnyj sostiene che Putin si sia fatto costruire con fondi neri un'enorme villa in stile berlusconiano, e abbia comprato il suo silenzio regalandole una delle quattro ville nelle vicinanze. È vero?
"Nessuno mi ha mai regalato niente. Sinceramene se devo scegliere tra andare in vacanza a Porto Cervo o sul mar Nero preferisco cento volte Porto Cervo, dove ho casa".

Però la villa sul mar nero ce l'ha?
"No. Quelle quattro case di cui parla Navalnyj le ho disegnate ma nessuna è o è mai stata mia. Stiamo parlando di villette a schiera, di 400 metri quadri l'una con entrata e portico, tre camere, soggiorno, quattro terrazze, tre bagni e una camera al piano di sopra. Belle, per carità, un po' italiane, ma case, non regge. Era il 2003, non ricordo quale società me le abbia ordinate e pagate. Poi sono andate a personaggi vicini al presidente Putin, e sono partite le polemiche. Ma sono case private a tre chilometri dal centro del paese, vicino all'aeroporto, non un posto meraviglioso".

Putin era contento del palazzo? Ci va, l'ha venduto?
"Non ne ho idea. Purtroppo ho dovuto smettere di lavorare in Russia nel 2015, quando mia figlia si ammalò. Ma non ho nessuna informazione diretta che leghi Putin alla proprietà di quell'immobile. Se ci sia andato ospite non so, mi auguro di sì: la casa è molto bella, ha finiture di altissimo livello, marmi italiani spettacolari. Ha 90 colonne meravigliose, in un posto così lontano e disagiato abbiamo portato centinaia di camion di merce dall'Italia, abbiamo dato lavoro a tante aziende italiane, a falegnami, parchettisti, decoratori". 

Perché scelsero lei per realizzarlo?
"A Mosca la Rublyovka, la Beverly Hills della Capitale, ha centinaia di case dai 6 ai 15mila metri quadri. Molte le ho fatte io e me ne vanto: 44 miliardari della lista dei primi cento paperoni della Russia sono stati miei clienti. Ho costruito per il presidente di Lukoil e di tutte le più grandi aziende russe, e in quegli anni - dal Duemila in poi - ero sicuramente l'architetto più di moda in Russia. Ma non amo essere in vista e sono molto riservato, ho sempre cercato di essere low profile, di fare quello che è nella tradizione: guadagna, porta a casa, stai zitto". 

Quante camere ha la reggia sul mar Nero?
"È una bella casa sul mare, ma non è tra le più straordinarie che ho costruito: ne ho realizzate con bagni di madreperla da un milione di euro, ho disegnato interni di uno yacht di cento metri, di un aereo... Ha una bellissima posizione e panorama, è una villa in stile neoclassico con piscina e Spa come tutte quelle che ho fatto, un home theatre molto grande per quei tempi, una stupenda passeggiata e un parco per i quali abbiamo importato migliaia di cipressi e di piante aromatiche dall'Italia. Ha 12 stanze da letto, nella classicità dei russi che quando vanno fuori ci vanno con amici, ci organizzano eventi, hanno ospiti e li ricevono. Il proprietario, il mio interlocutore, era un magnate che mi chiese di progettare in quel modo. C'è un'orangerie di 800 metri quadri, ci sono le serre per ricoverare le piante d'inverno perché non ghiaccino, l'anfiteatro di 80 metri di diametro in travertino romano con musica e una vista meravigliosa".

Navalnyj la descrive come un fortino, protetto dai Servizi.
"Le guardie fatte da agenti di polizia sono un servizio ufficiale a pagamento, le ho avute anche io per un periodo. Tutte le case dei ricchi di Mosca sono sorvegliate da guardie armate".

Cosa pensa di Navalnyj?
"Si è mangiato i soldi del Fondo e ha fregato mezza Mosca... ma io non faccio politica, non voglio mettermi in questi discorsi. Posso dire che chi vuol fare opposizione seriamente dovrebbe lasciar perdere le polemiche inutili e concentrarsi sull'economia in grande difficoltà, l'arretramento dell'impresa privata, la cattiva gestione del Covid e l'errore geopolitico in Crimea, che ha portato alle sanzioni e all'isolamento spingendo il paese in braccio alla Cina. Ora hanno grossi problemi con la piccola e media impresa: io ho fatto il mio, ho guadagnato e sono tornato a casa, e sono contento così. Ho portato all'Italia decine di milioni di euro all'anno, ho fatto lavorare tutte le migliori imprese di arredi e materiali italiani. Sono orgoglioso di quello che ho fatto, e onorato di avere insegnato ai miliardari russi a bere Sassicaia e Masseto invece di tracannare whisky; di averli messi a dormire nei letti italiani, e di aver fatto loro amare il nostro gusto del bello".