ROMA - "25 gennaio 2021... un carico di giallo". È la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, sui suoi profili social, a ricordare per prima che oggi sono cinque anni senza il giovane ricercatore friulano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto. Paola ha allegato una foto di una carriola, all'interno di un vivaio, caricata con piantine gialle. Il giallo è il colore di Amnesty International e della battaglia che la famiglia Regeni sta portando avanti, dal 25 gennaio 2016, per chiedere verità e giustizia per la morte di Giulio.
Alle 19.41, l’ora in cui si sono perse le tracce di Giulio al Cairo, il piazzale di Fiumicello, il comune friulano in cui il ragazzo era nato e dove vive tuttora la famiglia Regeni, si è riempito di fiaccole sulle note di "Hallelujah" di Cohen. Un minuto di silenzio e 33 candele come gli anni che avrebbe avuto oggi Giulio. Un evento organizzato in streaming dal titolo "Pensieri e parole". Presenti, oltre ai genitori del ricercatore, l Presidente della Camera Roberto Fico, il vicedirettore di Repubblica Carlo Bonini, il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, l'avvocato Alessandra Ballerini, Beppe Giulietti, Aboubakar Soumahoro, PIF (Pierfrancesco Diliberto), Ascanio Celestini, Matteo Macor, Lorenzo Terranera. Poesie, racconti, testimonianze, storie, tappe dell'indagine giudiziaria e giornalistica che da cinque anni accompagna la scomparsa e l'atroce delitto di Giulio Regeni ma anche la comunità che si è spontaneamente creata attorno a questo caso.
Colorati di giallo anche i social: una foto, un cartello, un disegno dedicato a Giulio con scritto "una frase che chieda verità e giustizia per Giulio, il richiamo dell'ambasciatore e stop accordi con chi tortura".
"Qui, nella Chiesa di Fiumiciello, - ha raccontato il papà, Claudio Regeni - Giulio veniva spesso a confrontarsi al ritorno dei suoi viaggi all’estero: un confronto tra culture, religioni, idee, esperienze. Stamattina qui sono state inaugurate le panchine gialle dove tutti possono andare a meditare: un'opera concreta. Quel fare che invece è mancato dalle istituzioni politiche, ad eccezione dell’onorevole Fico". "Lo Stato italiano - ha detto ancora oggi il presidente della Camera - è con i genitori di Giulio alla ricerca della verità".
Intanto è stata fissata al 29 aprile prossimo l'udienza preliminare davanti al gup di Roma, Pier Luigi Balestrieri, per i quattro agenti dei servizi segreti accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio Regeni. Il 20 gennaio è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per gli 007 Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Nei loro confronti le accuse mosse dal procuratore Michele Prestipino e dal sostituto Sergio Colaiocco variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.