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Suarez esce dall'Università per stranieri di Perugia dopo l'esame di italiano 

L'esame farsa di Suarez, la rettrice dimissionaria di Perugia: "Tornassi indietro, non accetterei di far fare quel test a un calciatore così famoso"

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Per la prima volta parla Giuliana Grego Bolli, travolta dall'indagine della procura di Perugia. "Volevo solo rilanciare l'immagine dell'Università per stranieri. Tra i miei collaboratori juventini un clima da stadio. Quella foto col campione l'ho fatta solo per mostrarla a mio nipote che è un tifoso"
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PERUGIA - Tra la professoressa e linguista Giuliana Grego Bolli e il bomber dell'Atletico Madrid Luis Alberto Suarez non ci sono sei gradi di separazione. Ce ne sono almeno seimila. Vivono in universi paralleli che si sono toccati solo una volta, il 17 settembre scorso. E a bruciarsi è stata la allora rettrice dell'Università per Stranieri di Perugia.
Dopo l'esame "farsa" di italiano sostenuto dal calciatore, a settembre obiettivo di mercato la Juventus, Giuliana Grego Bolli (69 anni) è stata indagata per falso ideologico, falso materiale e rivelazione di segreto d'ufficio. Un giudice l'ha sospesa per otto mesi. Dopo 43 anni di servizio in Ateneo, la rettrice a dicembre ha deciso di dimettersi. Combatte la sua battaglia facendosi rappresentare dallo studio legale Brunelli di Perugia. Da quando è scoppiato lo scandalo, non ha mai parlato. Né con i giornalisti, né con i magistrati. Lo fa adesso, consegnando la …
PERUGIA - Tra la professoressa e linguista Giuliana Grego Bolli e il bomber dell'Atletico Madrid Luis Alberto Suarez non ci sono sei gradi di separazione. Ce ne sono almeno seimila. Vivono in universi paralleli che si sono toccati solo una volta, il 17 settembre scorso. E a bruciarsi è stata la allora rettrice dell'Università per Stranieri di Perugia.
Dopo l'esame "farsa" di italiano sostenuto dal calciatore, a settembre obiettivo di mercato la Juventus, Giuliana Grego Bolli (69 anni) è stata indagata per falso ideologico, falso materiale e rivelazione di segreto d'ufficio. Un giudice l'ha sospesa per otto mesi. Dopo 43 anni di servizio in Ateneo, la rettrice a dicembre ha deciso di dimettersi. Combatte la sua battaglia facendosi rappresentare dallo studio legale Brunelli di Perugia. Da quando è scoppiato lo scandalo, non ha mai parlato. Né con i giornalisti, né con i magistrati. Lo fa adesso, consegnando la sua versione dei fatti a Repubblica. Ha risposto a tutte le nostre domande. Ha accettato di spiegare il senso delle sue stesse intercettazioni. Anche quelle più imbarazzanti. 
L'ex rettrice dell'Università per stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli 

Sapeva chi era Suarez, prima dello scorso settembre?
"Per niente. Quando il rettore dell'Università degli Studi di Perugia mi ha chiamato per dirmi che la Juventus stava cercando di fargli fare l'esame di italiano, mi hanno dovuto spiegare chi fosse. Il calcio non mi interessa. Nella mia famiglia sono tutti juventini, ma io non guardo le partite".

Qual è stata la sua prima reazione?
"Ho pensato che fosse un buona opportunità per rilanciare la visibilità del mio Ateneo".

E' stata mai contattata dai manager bianconeri?
"No, mai. Ci parlava il direttore generale Simone Olivieri, a cui ho affiato l'organizzazione dell'esame".

È noto che la Juve avesse fretta di far ottenere la cittadinanza all’attaccante. Avete anticipato una sessione di esame di soli cinque giorni e su richiesta di un solo candidato. È normale?
"La nostra scelta è stata parte dell'operazione di promozione dell'Ateneo ed è legittimo istituire una sessione aggiuntiva. Il Centro per la valutazione e le certificazioni linguistiche (Cvcl, ndr) è autonomo: lo può fare e lo ha fatto spesso. Ci è capitato in passato di anticipare per una festività o un evento inatteso".

E' pronta a giurare che l'avrebbe fatto anche se il candidato non si fosse chiamato Suarez?
"Sì, glielo dico con profonda convinzione. Inoltre mettere l'esame il 17 serviva anche a evitare i rischi di assembramento dovuti alla presenza di un calciatore così famoso".

Rischi che c'erano il 22 settembre così come il 17. Il sospetto è che abbiate usato la pandemia come scusa per giustificare lo spostamento.
"Il 22 ci sarebbero stati altri quaranta candidati a sostenere l'esame di lingua e, in concomitanza, i test di ingresso per i corsi di laurea. Si sarebbe creata una ressa. E' stata una mossa giusta, e la rivendico"

I finanzieri hanno scoperto che la professoressa Stefania Spina ha consegnato a Suarez il pdf con l'intero testo dell'esame cinque giorni prima della prova. E' normale anche questo?
"Non ho avuto alcun ruolo nella preparazione né dell'esame, né del certificato consegnato a Suarez il 17 settembre".

Dopo tutto ciò che abbiamo letto nelle intercettazioni, lei è davvero convinta che quell'esame di livello B1 sia stato regolare?
"Il B1 richiede una capacità di farsi capire a livello medio-basso. Suarez, essendo ispanofono, era facilitato come comprensione e produzione lessicale. Durante la pandemia, inoltre, l'esame di B1 si tiene solo in forma orale e dura circa 12 minuti. A queste condizioni risulta più accessibile, tant'è che tra giugno e luglio nessuno dei 60 candidati che lo ha sostenuto da noi è stato bocciato. Avendo studiato, Suarez poteva superare un B1. Però, a onor del vero, io non l'ho mai sentito parlare".

Lo ha sentito la professoressa Spina. In un un messaggio le spiega che Suarez ha una preparazione di livello inferiore, l'A. Lei risponde: "No, è un B1".
"Era una battuta, scherzavamo"

Sempre Spina, al telefono, ripete a tutti che Suarez "parla all'infinito", "non coniuga i verbi", "non spiccica una parola di italiano". Scherzi anche questi?
"Non potevo sentire cosa si dicevano al telefono i miei collaboratori. Di sicuro c'è stata una sovrabbondanza di chiacchiere, un'euforia dovuta in parte alla legittima voglia di promuovere l'Ateneo e in parte alla fede calcistica. Spina e Olivieri sono juventini. Si era creato un clima da stadio, per così dire".

Quella sovrabbondanza di chiacchiere, come lei la definisce, per la procura di Perugia è la prova che l'intero Ateneo si è messo a disposizione della grande e potente società di calcio.
"Non ho mai avuto questa sensazione, né pressioni di alcun genere. A me di Suarez non importava niente".

Veramente si è fatta fotografare insieme a lui dopo il test, la famosa photo opportunity.
"Sa perché ero lì? Perché mio nipote, che è juventino pure lui, mi aveva chiesto di portagli l'autografo".

Alla vigilia l'esaminatore Lorenzo Rocca è preoccupato che Suarez possa incontrare i giornalisti. "Gli fanno due domande in italiano e la persona va in crisi...". E lei gli risponde: "Va fatto uscire dalla porta secondaria". Di cosa avevate paura?
"Suarez è uscito da dove è entrato. La mia premura era evitare che i giornalisti gli chiedessero della firma sul contratto con la Juve. Argomento riservato e che non c'entra niente con l'ambito universitario".

Nella stessa conversazione intercettata Rocca, che non è un passante ma appunto il docente che sta per esaminare Suarez, le dice che l'uruguaiano sta "memorizzando le parti dell'esame". A cosa alludeva?
"Memorizzare...sembra una parola chissà quanto ambigua. Chiunque per superare un esame memorizza".

E perché lei raccomanda a Rocca di "rimanere sul binario"?
"Queste mie parole sono state interpretate male, forse anche dai magistrati che mi hanno indagata. Un B1 non attesta la conoscenza della lingua italiana, ma la capacità di comprensione e produzione a livello medio-basso all'interno di uno spazio linguistico che è ristretto e si definisce, in gergo, binario. Quando un B1 esce da quel binario, non è più in grado di capire e di farsi capire. Tutto qua."

Quella conversazione si chiude con il seguente commento di Rocca: "In due mesi riuscirà a diventare B1". Sinceramente: Suarez ha mai veramente rischiato di essere bocciato?
"Dal mio punto di vista, sì".

La Juventus vi aveva promesso qualcosa?
"Olivieri mi parlò della possibilità di stipulare una convenzione per i giocatori della primavera. L'ho ritenuta una buona opportunità, ma non l'ho mai presa sul serio".

In cosa sarebbe consistita?
"Di questo argomento non si è mai parlato concretamente. In generale, i ragazzi sarebbero venuti a fare i corsi di italiano e gli esami a Perugia. Il ritorno economico sarebbe stato irrisorio, ma a livello di immagine per noi era buono. Di convenzioni del genere ne abbiamo circa 200 con istituzioni pubbliche e private nel mondo".

Suarez era il primo studente famoso che vi capitava?
"In passato abbiamo avuto Padre Georg Ganswein, l'assistente di Papa Ratzinger. Se me l'avesse chiesto, avrei anticipato la sessione d'esame anche per lui perché siamo un'istituzione pubblica che fa servizio pubblico. Mi ferisce la cattiveria di chi ha pensato che dietro il mio comportamento ci fosse l'idea di favorire un ricco, idea proprio contraria ai miei principi. Sono finita al centro di un'indagine quando ero stata io, un anno fa, a presentare esposti in procura e alla Corte dei Conti sulle anomalie gestionali dell'Ateneo".

Ci spieghi.
"Appena diventata rettrice ho scoperto un ammanco di 3,2 milioni di euro per mancati incassi relativi ai programmi Turandot e Marco Polo dedicati a studenti cinesi. Olivieri ha avviato un'istruttoria interna e, risalendo fino al 2014, ha riscontrato anomalie amministrativo contabili, dovute soprattutto convenzioni false. Abbiamo depositato un esposto in Procura e preso i provvedimenti conseguenti interni tra cui il licenziamento del dg Cristiano Nicoletti. Il quale da un lato ha fatto ricorso contro il licenziamento, dall'altro lato a fine di gennaio 2020 ha portato alla procura una contro-denuncia contro di me e Olivieri, con la conseguenza di mischiare le acque e deviare l'attenzione dagli ammanchi. Dalla sua denuncia è partita un'inchiesta e i magistrati hanno messo il telefono di Olivieri sotto intercettazione. Dei miei esposti, invece, non so più niente, se non che Nicoletti è indagato".

Lei si è dimessa nel dicembre scorso. In che stato ha lasciato l'Ateneo?
"Il bilancio del consuntivo 2019 si è chiuso in positivo di 2,9 milioni euro. Nei due miei sfidanti anni di rettorato abbiamo sempre superato la soglia critica dei mille iscritti. Abbiamo lavorato molto per riqualificare l'Ateneo e rilanciare la sua vocazione all'internazionalizzazione, per modernizzarlo e potenziarlo, collaborando con le istituzioni sul territorio, per il quale l'Università per Stranieri è una risorsa importante. L'Ateneo oggi ha le risorse e le competenze interne per continuare un trend positivo".

C'è qualcosa che non rifarebbe?
"Non mi riavvicinerei al mondo del calcio. Se ritornasse un Suarez a chiedere di fare l'esame, direi di no. Non per Suarez, ma per il clamore che si porta dietro il calcio. Sono uscita provatissima da questa storia. Provo sensazioni di vera paura e ringrazio il professor David Brunelli e i suoi colleghi del suo studio per il supporto legale e umano".

Paura di cosa?
"Di tutto".