Cronaca

K2, il maltempo ferma la spedizione e le ricerche degli scalatori dispersi

Una foto tratta dal profilo facebook di Tamara Lunger, nella spedizione che ha tentato la scalata al K2 (ansa)
Tornano a casa i due alpinisti italiani che partecipavano all'impresa, Mattia Ignazio Conte e Tamara Lunger. L'islandese John Snorri, insieme al cileno Juan Pablo Mohr e al pakistano Muhammad Ali Sadpara hanno perso i contatti con il campo base venerdì
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A causa del maltempo, che ha causato tre morti e tre dispersi, gli alpinisti occidentali hanno annunciato la fine della prima spedizione invernale internazionale sul K2. Unici a raggiungere la vetta durante la spedizione K2 2020-21, dieci alpinisti nepalesi che hanno fatto la storia salendo per la prima volta sulla seconda vetta più alta del mondo in condizioni meteo proibitive.

Tornano a casa i due alpinisti italiani che partecipavano alla spedizione, Mattia Ignazio Conte e Tamara Lunger. Nel frattempo, sempre a causa delle condizioni meteo avverse  e nonostante la determinazione delle famiglie, decise ad andare avanti, sono state sospese le operazioni di ricerca dei tre alpinisti dispersi da venerdì mentre tentavano la scalata. L'islandese John Snorri, insieme al cileno Juan Pablo Mohr e al pakistano Muhammad Ali Sadpara hanno perso i contatti con il campo base venerdì.

"Non ci sono state operazioni di soccorso sin da ieri pomeriggio", ha riferito il responsabile del Turismo nella regione Gilgit-Baltistan, Raja Nasir Ali Khan, assicurando che "continueranno non appena il tempo migliora". Anche Karrar Haidri del Club Alpino pakistano ha confermato lo stop alle attività di ricerca.

Tamara Lunger ieri ha postato un messaggio su Instagram dedicato al suo compagno di cordata. "Mi manchi JP! Oggi è il tuo compleanno e il nostro piano era di festeggiare, ma invece sono qui senza parole, con le lacrime agli occhi e un sacco di domande, sapendo che le possibilità di rivederti sono vicine allo 0", ha scritto la Lunger.
"Questa spedizione è stata la più brutale che ho vissuto. Un'esperienza che ho cominciato come un sogno ed è finita in un incubo che mi rincorrerà per tanto tempo", ha aggiunto l'alpinista, che si è ripromessa di "guardare avanti". "Proverò a girare le spalle al K2 per cercare un pò di pace".

Gli elicotteri non sono riusciti a individuare i tre dispersi dopo averne seguite le tracce fino a 7 mila metri; i soccorritori hanno usato anche immagini satellitari per arrivare a zone inaccessibili allo sguardo dall'alto a causa delle condizioni meteo avverse e ai venti eccessivi. Alle operazioni di ricerca partecipa anche Sajid Sadpara, il figlio di Muhammad Ali, che nei giorni scorsi aveva tentato l'ascesa con il padre ma si era dovuto fermare per problemi all'attrezzatura.

"Sappiamo che solo un miracolo può riportarli indietro vivi e stiamo aspettando questo miracolo", ha riconosciuto ieri il giovane. Venerdì scorso è stata pure confermata la morte di uno scalatore bulgaro, il terzo a perdere la vita sul K2 quest'anno, dopo uno spagnolo e un russo-americano. A gennaio, invece un team di alpinisti nepalesi ha fatto la storia per essere stati i primi a scalarlo d'inverno. Il K2, la seconda cima più alta al mondo dopo l'Everest, è molto insidiosa d'inverno a causa dei forti venti che possono arrivare a 200 km/h e alle temperature che possono crollare a -60 C.