Parità di genere, sempre più donne in economia. E la Società italiana cambia nome
di Cristina Nadotti , di Cristina NadottiDallo scorso gennaio il mondo dell'economia è meno maschile. Nei numeri delle associazioni che rappresentano chi studia macro e microeconomia o economia aziendale e finanza la componente maschile è ancora in maggioranza, ma una scelta prettamente linguistica fa capire che qualcosa si muove. Lo scorso dicembre, infatti, gli iscritti alla Società italiana degli economisti si sono espressi al 97% in favore del cambio di nome dell'associazione, che ora si chiama Società italiana dell'economia.
Spiega Alessandra Faggian, professoressa ordinaria di Economia applicata, direttrice dell'Area di scienze sociali e prorettrice con delega alla ricerca del Gssi - Gran Sasso Science Institute, dal 2019 vicepresidente della Sie: …
Dallo scorso gennaio il mondo dell'economia è meno maschile. Nei numeri delle associazioni che rappresentano chi studia macro e microeconomia o economia aziendale e finanza la componente maschile è ancora in maggioranza, ma una scelta prettamente linguistica fa capire che qualcosa si muove. Lo scorso dicembre, infatti, gli iscritti alla Società italiana degli economisti si sono espressi al 97% in favore del cambio di nome dell'associazione, che ora si chiama Società italiana dell'economia.
Spiega Alessandra Faggian, professoressa ordinaria di Economia applicata, direttrice dell'Area di scienze sociali e prorettrice con delega alla ricerca del Gssi - Gran Sasso Science Institute, dal 2019 vicepresidente della Sie: "Per 70 anni, dal 1950 al 2020, la denominazione si è riferita esclusivamente al genere maschile, ma adesso quel 'degli economisti' era ovviamente diventato anacronistico. In Italia ci sono tantissime economiste brave e per rendere loro merito è bastato fare una variazione dello Statuto, proposta dal Consiglio di presidenza e votata online dai soci l'11 dicembre scorso". Il risultato della votazione è confortante, visto che dei 1016 aderenti alla Sie 676 sono uomini e 340 donne. Si intravvede però nel numero dei nuovi soci l'aumento delle donne, arrivate al 45%, così come si intuisce dal 48% di dottoresse di ricerca e assegniste aderenti alla Sie che anche nel mondo accademico la parità di genere si sta affermando.
Quello delle economiste nella finanza e nel settore bancario è spesso un percorso solitario: "Nel consiglio direttivo di Aidea sono stata a lungo la sola donna, poi ne è arrivata un'altra - sottolinea Locatelli - ma mi conforta vedere l'aumento costante delle economiste d'azienda docenti ordinarie nelle università, dove ormai siamo una quota di tutto rispetto". Locatelli ribadisce per la finanza poi quanto viene spesso osservato a proposito delle Stem: "Bisogna sostenere le donne che scelgono di occuparsi di queste materie, perché sono ancora troppe quelle che si sentono respinte da ruoli di responsabilità, che hanno anche contenuti politici. Molte si autoescludono perché interpretano in modo diverso l'esercizio del potere e invece il loro contributo è indispensabile".