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San Valentino, quegli amori epici che la pandemia non avrebbe lasciato sbocciare

Apollinaire, morto di Spagnola a 38 anni, è il simbolo delle passioni stravolte degli umani
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Lui incontra lei nella Francia del sud, è il 1914, esplode fra i due un amore memorabile, e lui le dedica versi di abbagliante nitore, perché si tratta pur sempre di Apollinaire. Dopodiché le loro vite si separano e solo quattro anni dopo il poeta muore contagiato dal Covid dell’epoca, cioè la Spagnola. Aveva 38 anni, e chissà quante altre Lou avrebbe potuto conoscere, amare e celebrare se non fosse finito nell’immane lista dei caduti di quel tempo così simile al nostro, con mascherine e quarantene. Ed ecco, perciò mi piace credere che Apollinaire possa diventare un po' il simbolo di quando una pandemia stravolge l’amore degli esseri umani, immolando la ricerca dell’altro sull’altare del rischio e della precauzione sanitaria.

Lui incontra lei nella Francia del sud, è il 1914, esplode fra i due un amore memorabile, e lui le dedica versi di abbagliante nitore, perché si tratta pur sempre di Apollinaire. Dopodiché le loro vite si separano e solo quattro anni dopo il poeta muore contagiato dal Covid dell’epoca, cioè la Spagnola. Aveva 38 anni, e chissà quante altre Lou avrebbe potuto conoscere, amare e celebrare se non fosse finito nell’immane lista dei caduti di quel tempo così simile al nostro, con mascherine e quarantene. Ed ecco, perciò mi piace credere che Apollinaire possa diventare un po' il simbolo di quando una pandemia stravolge l’amore degli esseri umani, immolando la ricerca dell’altro sull’altare del rischio e della precauzione sanitaria.

Basta scorrere la galleria dei ritratti amorosi della letteratura per realizzare quanto il virus abbia falcidiato ogni rito del corteggiamento. Cominciamo con Anna Karenina, che non avrebbe mai rincontrato Vronskij in treno senza un certificato che giustificasse lo spostamento di entrambi per stringenti necessità lavorative. E comunque il problema non si sarebbe posto, perché i due non avrebbero mai potuto nemmeno conoscersi al ballo, vietato per assembramento (idem valga per Werther che non avrebbe mai invitato Lotte al valzer).

Chiusa in casa per lockdown, Elizabeth Bennet di “Orgoglio e pregiudizio” non avrebbe mai potuto girovagare per le tenute del Derbyshire, quindi parola fine sull’inquieto feeling con Darcy. Romeo e Giulietta? Nossignore, cancellare la scena del balcone che cadrebbe in pieno coprifuoco. Tassativamente proibite le effusioni, dunque Francesca da Rimini si scordi il bacio tremante di Paolo Malatesta, e seppure col supporto di Cyrano, il Cristiano di Rostand rinunci alle labbra di Rossana.

Ancora: i teatri sono sbarrati, e le lezioni di musica si svolgono via Zoom, quindi qualcuno spieghi a madame Bovary che non solo non potrà rivedere Léon all’opera, ma non potrà neppure dare a bere al marito che passa i pomeriggi a lezione di solfeggio.

Chiuse al pubblico anche le biblioteche, per cui Živago non conoscerà mai Lara. Decisamente l’amore non è compatibile con la situazione in corso. Si salvano giusto don Chisciotte, che ama Dulcinea solo nelle stanze dell’immaginazione, e la coppia Tramaglino-Mondella che trascorrono separati gran parte del romanzo su loro incentrato. Ma tutto torna, in fondo, essendo quelli tempi di peste.