CATANIA - Alle 12.30 di domenica 14 febbraio quando alla plancia di comando della Open Arms arriva l’indicazione di Augusta come porto di sbarco, i volontari della Ong spagnola si guardano increduli. Sono passate meno di 15 ore dalla richiesta rivolta alle autorità italiane e nessuno si aspettava un Pos in tempi così rapidi. Erano anni che non accadeva. Zona Sar libica, l’Italia è lontana almeno un giorno e mezzo di navigazione, Moez ( tre mesi di vita strappata al mare) dorme tra le braccia della mamma Rafel nonostante le onde alte due metri nel Mediterraneo. Ma non è solo la tempesta ad aver accelerato la concessione del porto, decine di altre volte in condizioni meteo anche peggiori le navi Ong sono state costrette ad attendere.
Torniamo indietro di una settimana. Alle 12.56 del 6 febbraio anche la Ocean Viking di Sos Mediterranée, con 343 persone a bordo, ottiene il permesso di sbarcare ad Augusta. Dalla richiesta di concessione del p…
Torniamo indietro di una settimana. Alle 12.56 del 6 febbraio anche la Ocean Viking di Sos Mediterranée, con 343 persone a bordo, ottiene il permesso di sbarcare ad Augusta. Dalla richiesta di concessione del p…
CATANIA - Alle 12.30 di domenica 14 febbraio quando alla plancia di comando della Open Arms arriva l’indicazione di Augusta come porto di sbarco, i volontari della Ong spagnola si guardano increduli. Sono passate meno di 15 ore dalla richiesta rivolta alle autorità italiane e nessuno si aspettava un Pos in tempi così rapidi. Erano anni che non accadeva. Zona Sar libica, l’Italia è lontana almeno un giorno e mezzo di navigazione, Moez ( tre mesi di vita strappata al mare) dorme tra le braccia della mamma Rafel nonostante le onde alte due metri nel Mediterraneo. Ma non è solo la tempesta ad aver accelerato la concessione del porto, decine di altre volte in condizioni meteo anche peggiori le navi Ong sono state costrette ad attendere.
Torniamo indietro di una settimana. Alle 12.56 del 6 febbraio anche la Ocean Viking di Sos Mediterranée, con 343 persone a bordo, ottiene il permesso di sbarcare ad Augusta. Dalla richiesta di concessione del porto, avanzata alle 20.06 del 4, sono passate 40 ore.
Che succede a Roma nelle stanze dei bottoni ? Nessun cambio di rotta dichiarato ma sostanziale sì. Succede che il «prima i ricollocamenti poi lo sbarco», leitmotiv che ha portato Matteo Salvini alla sbarra per sequestro di persona prima a Catania e poi a Palermo e prassi confermata anche da Giuseppe Conte con il governo giallorosso pur senza gli eccessi di prima, è diventato «prima lo sbarco e poi i ricollocamenti». E succede che, in queste settimane in cui la politica è stata distratta dalla crisi di governo, ad occuparsi delle procedure di soccorso e sbarco dei migranti sono stati solo gli uffici preposti, le Capitanerie di porto, il ministero dei Trasporti, il Viminale. Che hanno semplicemente fatto alla svelta quello che le convenzioni internazionali prescrivono: portare i migranti in un porto sicuro nel più breve tempo possibile. Come, per altro, è normato dal nuovo Piano Sar ( ricerca e soccorso) 2020 approvato, nel silenzio più assoluto, con decreto della ministra uscente dei Trasporti Paola de Micheli. È la diretta conseguenza del nuovo decreto immigrazione partorito dal governo Conte 2 con la certosina mediazione del ministro Luciana Lamorgese.
LEGGI - Libia, Benvenuti di Msf: "Centinaia di bambini soli nei centri di detenzione"
E dagli uffici del Viminale, e non più da Palazzo Chigi, sono partite (ma solo dopo gli sbarchi) le procedure per i ricollocamenti dei migranti, strada che naturalmente l’Italia continua a perseguire per richiamare l’Europa alle sue responsabilità sulle politiche migratorie. Così è stato per la Ocean Viking, approdata ad Augusta il 7 febbraio: la richiesta di redistribuire i 343 migranti è partita il 9 dal Viminale verso la commissione europea. Anche per i 40 migranti della Open Arms il meccanismo di redistribuzione è scattato solo dopo lo sbarco di lunedì notte.
Piacerà tutto questo a Matteo Salvini nonostante la sua svolta europeista? Probabilmente no. La tenuta della maggioranza sul tema immigrazione si misurerà già oggi a Catania dove, all’udienza preliminare del processo Gregoretti, sono attesi due ministri riconfermati da Draghi, Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio, ora nell’imbarazzante posizione di testimoni al processo contro il nuovo compagno di maggioranza. Salvini, presente in aula, dice: «Spero che Di Maio si ricordi e che Lamorgese racconti quello che è successo. I fatti sono fatti, che uno sia in maggioranza o no».
Torniamo indietro di una settimana. Alle 12.56 del 6 febbraio anche la Ocean Viking di Sos Mediterranée, con 343 persone a bordo, ottiene il permesso di sbarcare ad Augusta. Dalla richiesta di concessione del porto, avanzata alle 20.06 del 4, sono passate 40 ore.
Che succede a Roma nelle stanze dei bottoni ? Nessun cambio di rotta dichiarato ma sostanziale sì. Succede che il «prima i ricollocamenti poi lo sbarco», leitmotiv che ha portato Matteo Salvini alla sbarra per sequestro di persona prima a Catania e poi a Palermo e prassi confermata anche da Giuseppe Conte con il governo giallorosso pur senza gli eccessi di prima, è diventato «prima lo sbarco e poi i ricollocamenti». E succede che, in queste settimane in cui la politica è stata distratta dalla crisi di governo, ad occuparsi delle procedure di soccorso e sbarco dei migranti sono stati solo gli uffici preposti, le Capitanerie di porto, il ministero dei Trasporti, il Viminale. Che hanno semplicemente fatto alla svelta quello che le convenzioni internazionali prescrivono: portare i migranti in un porto sicuro nel più breve tempo possibile. Come, per altro, è normato dal nuovo Piano Sar ( ricerca e soccorso) 2020 approvato, nel silenzio più assoluto, con decreto della ministra uscente dei Trasporti Paola de Micheli. È la diretta conseguenza del nuovo decreto immigrazione partorito dal governo Conte 2 con la certosina mediazione del ministro Luciana Lamorgese.
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E dagli uffici del Viminale, e non più da Palazzo Chigi, sono partite (ma solo dopo gli sbarchi) le procedure per i ricollocamenti dei migranti, strada che naturalmente l’Italia continua a perseguire per richiamare l’Europa alle sue responsabilità sulle politiche migratorie. Così è stato per la Ocean Viking, approdata ad Augusta il 7 febbraio: la richiesta di redistribuire i 343 migranti è partita il 9 dal Viminale verso la commissione europea. Anche per i 40 migranti della Open Arms il meccanismo di redistribuzione è scattato solo dopo lo sbarco di lunedì notte.
Piacerà tutto questo a Matteo Salvini nonostante la sua svolta europeista? Probabilmente no. La tenuta della maggioranza sul tema immigrazione si misurerà già oggi a Catania dove, all’udienza preliminare del processo Gregoretti, sono attesi due ministri riconfermati da Draghi, Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio, ora nell’imbarazzante posizione di testimoni al processo contro il nuovo compagno di maggioranza. Salvini, presente in aula, dice: «Spero che Di Maio si ricordi e che Lamorgese racconti quello che è successo. I fatti sono fatti, che uno sia in maggioranza o no».