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(agf)

Covid, palestre, teatri e locali invocano regole più rigide. Salvini: riaprire in sicurezza

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Vogliono tracciamenti con le app, mascherine Ffp2, distanze, purché si riprenda. Il pressing dei gestori in piazza. Ma gli esperti finora hanno detto no. Il ministro Franceschini punta al periodo dopo Pasqua per ripartire con le attività
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ROMA - E' l’ora del pressing. L’ultimo “no” lo hanno incassato pochi giorni fa ma la speranza che il governo Draghi, seppure non abbandonando la linea del rigore, voglia segnare una qualche discontinuità con le misure fin qui adottate, li ha indotti a ritornare all’attacco. Questa volta con più di una sponda sul fronte di sindaci e governatori, ma anche all’interno del governo.

Ristoratori, operatori del cinema e del teatro, titolari di palestre e piscine, gestori degli impianti sciistici sono disposti ad accollarsi regole più stringenti pur di riaprire: numeri ancora più contingentati, prenotazioni solo su app in modo da rendere effettivo il tracciamento delle presenze, mascherine Ffp2, distanze più lunghe, sistemi di aereazione per i luoghi chiusi, orari diversificati. La Federazione dei pubblici esercizi mette sul tavolo la sua proposta: ristoranti aperti in zona gialla la sera fino alle 22, meglio se le 23…
ROMA - E' l’ora del pressing. L’ultimo “no” lo hanno incassato pochi giorni fa ma la speranza che il governo Draghi, seppure non abbandonando la linea del rigore, voglia segnare una qualche discontinuità con le misure fin qui adottate, li ha indotti a ritornare all’attacco. Questa volta con più di una sponda sul fronte di sindaci e governatori, ma anche all’interno del governo.

Ristoratori, operatori del cinema e del teatro, titolari di palestre e piscine, gestori degli impianti sciistici sono disposti ad accollarsi regole più stringenti pur di riaprire: numeri ancora più contingentati, prenotazioni solo su app in modo da rendere effettivo il tracciamento delle presenze, mascherine Ffp2, distanze più lunghe, sistemi di aereazione per i luoghi chiusi, orari diversificati. La Federazione dei pubblici esercizi mette sul tavolo la sua proposta: ristoranti aperti in zona gialla la sera fino alle 22, meglio se le 23 spostando più in là il coprifuoco, apertura fino alle 18 invece in zona arancione o la sera con i locali riservati però a chi è già immunizzato. E persino in zona rossa ristoranti aperti solo a clienti già vaccinati.

Proteste in piazza, non solo ristoratori, anche tassisti e gestori di piscine e palestre



Una pioggia di nuovi protocolli e richieste di audizioni è sul tavolo del Comitato tecnico-scientifico che finora ha sempre detto no, tornando persino indietro in extremis sull’unico sì pronunciato, quello per gli impianti di sci: no ai ristoranti aperti la sera, no a palestre e piscine neanche a livello individuale, no a cinema e teatri. E non perché le singole attività siano ritenute rischiose, ma per tutto il movimento che queste riaperture porterebbero inevitabilmente con sé. Una posizione che, con tutta probabilità, il Cts confermerà già oggi quando sarà chiamato a dare le prime risposte ai quesiti posti dal governo in vista della scadenza del Dpcm. A cominciare dalla richiesta delle Regioni di cambiare i parametri per la valutazione del rischio reale delle attività produttive e commerciali.

Da Roma a Genova, ristoratori, impresari teatrali, lavoratori dello spettacolo e del mondo del fitness scendono in piazza. Matteo Salvini tira loro la volata: «Dove la situazione sanitaria è sotto controllo e rispettando i protocolli di sicurezza, i ristoranti devono poter lavorare anche la sera. Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13, deve permetterlo anche alle 20. Con estrema cautela e prudenza, ma serve un graduale ritorno alla vita, riaprendo in sicurezza, palestre, piscine, teatri e oratori, altrimenti i danni anche mentali oltre che economici rischiano di essere devastanti».
Molto difficile che il governo possa accogliere adesso le richieste.

Marzo, con i contagi in rialzo e l’incognita varianti, si annuncia un altro mese di dure restrizioni. Ma va bene anche l’orizzonte a medio termine di aprile, come ipotizza il ministro dei Beni culturali Franceschini, che ha chiesto al Cts un’audizione urgente per chiedere, dopo la riapertura dei musei in zona gialla, anche quella di cinema e teatri da dopo Pasqua con un protocollo ancora più stringente: biglietti nominativi, mascherine Ffp2 per gli spettacoli al chiuso, presenze contingentate, rappresentazioni anche pomeridiane, uno o due giorni la settimana. Spingono pure palestre, piscine, centri sportivi, anche solo per le lezioni individuali. L’importante è ripartire.