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(agf)

Luci in teatro e città deserta. Le due facce di questo Sanremo

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Su Rai 1 parte la tormentata edizione 71 dell’evento. Amadeus: “È giusto esserci, vi faremo divertire”
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Sanremo - Lo scopo è nobile, tirare su il morale al Paese, cioè a tutti noi che stiamo per accendere la tivù e guardare Sanremo. Guardare e non toccare, eh. Vuoi farti un selfie davanti all'Ariston? Te lo fai da solo, non ti fila neanche il bodyguard che vigila alle transenne. E puoi anche piazzarti davanti a un albergo, aspettando di veder passare il divo, ma poi arrivano i carabinieri e sciò, via tutti. E siamo all'edizione numero 71, il festival è vecchio, ogni anno doveva inventarsi qualcosa di nuovo, questa volta non ce n'è stato bisogno: gli tocca pure attraversare una pandemia con il sorriso sulle labbra, e sopravviverà anche a questo, d'altra parte ne ha viste e passate tante. Che saranno mai le tende dove si tampona a raffica, e i controlli per evitare gli orrendi assembramenti, è tutta l'Italia che è così, giusto quindi che il festival appaia lievemente sterilizzato. Ci divertiremo lo s…
Sanremo - Lo scopo è nobile, tirare su il morale al Paese, cioè a tutti noi che stiamo per accendere la tivù e guardare Sanremo. Guardare e non toccare, eh. Vuoi farti un selfie davanti all'Ariston? Te lo fai da solo, non ti fila neanche il bodyguard che vigila alle transenne. E puoi anche piazzarti davanti a un albergo, aspettando di veder passare il divo, ma poi arrivano i carabinieri e sciò, via tutti. E siamo all'edizione numero 71, il festival è vecchio, ogni anno doveva inventarsi qualcosa di nuovo, questa volta non ce n'è stato bisogno: gli tocca pure attraversare una pandemia con il sorriso sulle labbra, e sopravviverà anche a questo, d'altra parte ne ha viste e passate tante. Che saranno mai le tende dove si tampona a raffica, e i controlli per evitare gli orrendi assembramenti, è tutta l'Italia che è così, giusto quindi che il festival appaia lievemente sterilizzato. Ci divertiremo lo stesso, lo garantisce Amadeus che per una settimana sarà lo psicologo della nazione, "io e Fiorello regaleremo cinque serate di grande musica e spettacolo", quindi sentiremo belle e brutte canzoni, vedremo abiti eleganti o assurdi, ci saranno fiori meravigliosi di cui nessuno sentirà il profumo, per via della mascherina. A parte questo, il solito, no? Il Covid resterà sullo sfondo, le canzoni non ne parlano, e giustamente, visto che ci abbiamo a che fare tutti i giorni.

Lo spettacolo intanto marcia verso la prima, con una prova generale la cui durata, moltiplicata per cinque, fa un po' paura. Se si pensa ai 26 artisti in gara, gli orchestrali, i tecnici e tutto l'apparato, c'è più gente all'interno dell'Ariston che sulla via Matteotti. A veder le prove, l'obiettivo della Rai di consegnare "uno spettacolo bellissimo" (parole del direttore di Rai 1 Stefano Coletta) sembrerebbe centrato: un teatro trasformato, e luci, movimenti di macchina e soluzioni architettoniche di sicuro effetto. "Sanremo non può risolvere i mali del mondo, ma regalare spensieratezza", dice il saggio Amadeus, promosso anche dal ministro Franceschini: "È giusto fare Sanremo, anche in questa situazione di pandemia. È un momento di leggerezza, una cosa positiva".
Sul palco e nel backstage, grande frenesia, si prova e si riprova, Arisa con lunghissime unghie rosso lacca, Colapesce e Dimartino in abiti pastello accompagnati da una ballerina su pattini a rotelle molto anni 80 come gli echi della loro Musica leggerissima. Madame arriva scalza e con un solo guanto, argentato come il tailleur pantalone, Max Gazzè ha una band di sagome cartonate, gli Extraliscio una coppia di ballerini di polka. E l'Ariston giganteggia. Una rivoluzione firmata dagli architetti Gaetano e Maria Chiara Castelli, padre e figlia, i Sanremo disegnati da lui non si contano più. Eliminate quindici file di poltrone, il palco si allunga sulla platea come un grande trapezio di cristallo blu, per aprirsi in due golfi che ospitano i maestri d'orchestra ben distanziati. Le luci cadono a pioggia, partono raggi laser blu, rossi, fucsia. Uno spettacolo con il quale il regista Stefano Vicario vuole creare "un calore capace di essere più forte di questa distanza forzata e forzosa".

Quindi, il dentro è un piatto ricco, piaccia o no questo piatto. Il fuori non c'è, o non c'è ancora. Alla vigilia dell'evento, è come andare a Siena per il palio, ma poi devi tornare in albergo e lo guardi in tivù, e vedi solo i cavalli e i fantini. Tutto il resto è sparito, tappeti rossi, paparazzi, primedonne e comparse che andavano al bar e in pizzeria. Autografi foto strette di mano, mitomani, starlette appassite, niente di tutto questo. Si passeggia sulla via Matteotti e ci sono certi negozi chiusi forse per sempre, pochi i bar con i tavolini fuori, pochissima allegria. A metà pomeriggio, l'evento è una ragazza magra e imbronciata, Miss Sanremo 2020, che posa davanti al teatro con i suoi due fotografi. Segue un'altra miss più anziana, "The Best Model in Europe", che se ne va dopo due scatti. La migliore è Naomi Campbell, cartonata, però poi se la portano via.

Si intervista tutto quello che passa, ma la maggioranza sono bambini nel passeggino e madri stanche, "ho già dichiarato a X, Sanremo è sempre Sanremo, però così non è tanto divertente". Piangono parrucchiere e estetiste, che gli altri anni mandavano via la gente. I ristoratori ringraziano il passaggio in zona gialla, ma è un attimo e si torna in arancione o rosso. In compenso il clima è ottimo, il mare blu scuro. Manca l'altro clima, l'eccitazione e la calca, il pigia pigia un po' sudato, il correre da un albergo all'altro, i ragazzi scatenati, il circo. Mesta come il resto della città, la commessa del Caffè Renaissance dice: "L'anno scorso facevamo brioche giorno e notte, guardi queste, sono ancora belle fresche, ma una sola infornata".

Ma intanto siamo qui, non mettere in piedi il festival "sarebbe stata la scelta più facile, ma una sconfitta. Perché il festival non è solo della Rai, ma di tutti", diceva ieri il sindaco Alberto Biancheri. "L'importante è farlo, per la nazione!", spiegava il manager di un gruppo esordiente al Palafiori. La verità è che Sanremo (e la Liguria, e il turismo, cioè l'Italia) ha bisogno di fare bella figura, l'estate avanza e va bene anche un festival così disinfettato, purché sia.