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Covid e vaccini, appuntamenti anche con sms. Ipotesi lockdown differenziati

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Oggi il parere del Cts. Oltre una certa soglia Italia in zona arancione scuro nei feriali, rossa nei weekend. Entro Pasqua parte la campagna di massa
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ROMA - Il parere del Cts dovrebbe arrivare oggi stesso. Fotograferà la diffusione del virus e cercherà di rispondere a una domanda: servono nuove misure? Qualcosa andrà fatto, dovrebbero sostenere gli scienziati. Soprattutto se il contagio nazionale dovesse superare una soglia critica, che potrebbe essere indicata attorno ai trentamila casi giornalieri. Appena ricevuto il responso, l'esecutivo farà il punto su eventuali nuovi interventi. Prima con la cabina di regia. Poi, nelle ore successive, con un vertice tra Mario Draghi e i capi delegazione di maggioranza. Le opzioni sono sempre le stesse, se si stabilirà di agire, e ruotano attorno al lockdown nazionale. Molto dipenderà dai dati delle prossime 48 ore. Ma è possibile che alla fine si decreti un arancione scurissimo (o rosso) per i feriali, accompagnato dal rosso nei festivi.

Ieri, però, è stato il giorno del piano vaccinale. Nella sede del governo il generale Fra…
ROMA - Il parere del Cts dovrebbe arrivare oggi stesso. Fotograferà la diffusione del virus e cercherà di rispondere a una domanda: servono nuove misure? Qualcosa andrà fatto, dovrebbero sostenere gli scienziati. Soprattutto se il contagio nazionale dovesse superare una soglia critica, che potrebbe essere indicata attorno ai trentamila casi giornalieri. Appena ricevuto il responso, l'esecutivo farà il punto su eventuali nuovi interventi. Prima con la cabina di regia. Poi, nelle ore successive, con un vertice tra Mario Draghi e i capi delegazione di maggioranza. Le opzioni sono sempre le stesse, se si stabilirà di agire, e ruotano attorno al lockdown nazionale. Molto dipenderà dai dati delle prossime 48 ore. Ma è possibile che alla fine si decreti un arancione scurissimo (o rosso) per i feriali, accompagnato dal rosso nei festivi.

Ieri, però, è stato il giorno del piano vaccinale. Nella sede del governo il generale Francesco Figliuolo ha partecipato al vertice convocato dal premier Mario Draghi, assieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e ai ministri Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini. Gli obiettivi fissati dell'esecutivo sono chiari. Innanzitutto portare le Regioni, che si sono mosse finora in ordine sparso, a immunizzare immediatamente tutti gli over 80, le categorie fragili e i disabili, a cui sarà data massima priorità. Subito dopo la fascia dei settantenni. Procedere rispettando rigidamente il criterio anagrafico e gli altri precetti che il governo fisserà nelle linee guida attese per venerdì. Quindi lanciare il vero e proprio piano di vaccinazione di massa.

Il generale Figliuolo vuole sul suo tavolo tutti i potenziali centri vaccinali - caserme, palestre, parcheggi - entro 72 ore. E si propone di selezionarli al massimo entro una decina di giorni. Poi, nelle settimane successive, partiranno le convocazioni dei cittadini. Sfruttando la piattaforma di Poste, a cui finora aderiscono solo sei regioni, ma che dovrà diventare strumento essenziale anche per le altre. Servirà a semplificare di molto le operazioni. Senza bisogno di inserire elenchi di nomi di categorie prioritarie, ma procedendo con il criterio anagrafico dagli elenchi delle Asl. A quel punto, l'appuntamento per il siero potrebbe arrivare con un sms sul telefono, o comunque con un "alert" telematico.

All'incontro di Palazzo Chigi, non a caso, partecipa anche l'ad di Poste Matteo Del Fante. La discussione ruota attorno al modo migliore per "raggiungere" milioni di persone. Un progetto capillare atteso dalle regioni più virtuose come Lazio, Toscana e Val d'Aosta, che domani partiranno con le prenotazioni anche per gli over 70. Cambiare passo significa però mettere anche fine allo sgomitare delle categorie dei "servizi essenziali", procedendo per età e fragilità pregresse. La svolta, in questo senso, è ovviamente la circolare che estende l'utilizzo di AstraZeneca agli over 65.

Un ruolo centrale nel nuovo piano è affidato alle forze armate e alla Protezione civile. Saranno loro a intervenire a supporto dei territori che dovranno far fronte a eventuali deficit regionali di strutture e squadre di vaccinatori. L'idea è che intervengano soprattutto al Sud. Anche perché nel Centronord l'esecutivo pensa di poter sfruttare i presidi medici delle grandi e medie imprese (obbligate per legge ad avere dottori aziendali) in modo da vaccinare i lavoratori. Quanto alle piccole imprese, si lavora per attivare punti vaccinali nei distretti industriali.

La campagna di massa - che dovrebbe partire a ridosso di Pasqua - sarà quasi h24, con somministrazioni dalle 6 del mattino a mezzanotte nei grandi hub che si stanno apprestando nelle città capoluogo in palazzetti, palestre, caserme, fiere, padiglioni, ambulatori, tensostrutture. E forse anche nei Rotary e Lions club, se il governo dovesse dare ascolto al suggerimento del sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè.

In campo ci saranno di certo anche i medici specializzandi, un vero e proprio "esercito", mentre per raggiungere i paesini più remoti saranno utilizzati camper con squadre di sanitari chiamati a vaccinare tutti i residenti. Altri team del 118 serviranno a somministrare i vaccini a domicilio agli anziani non autosufficienti e ai disabili, per supplire alle carenze delle Usca. Arruolati anche i farmacisti, appena possibile.

Sono progetti su cui Draghi punta tutto, per uscire dal tunnel della pandemia. Non si potrà prescindere, come detto, da un afflusso regolare e crescente di dosi. Ieri, in questo senso, si sono registrati due dati rilevanti: Pfizer ha consegnato altri 666.000 vaccini, destinati ad accelerare l'immunizzazione degli over 80 e dei supervulnerabili finora rimasti fuori, mentre Astrazeneca ne fornisce altri 684 mila. In tutto, 1 milione 350 mila . Un nuovo segnale di ripartenza nella consegna degli ordini.