Cronaca

Cnr, aperta la call per il presidente. Il ministero accelera: cinquina di nomi entro fine marzo

La sede del Cnr a Roma 
Mesi di diffide e ritardi. Nel nuovo bando tempi dimezzati. La Commissione guidata dal fisico dell'Accademia dei Lincei Giorgio Parisi avrà solo 5 giorni (invece di 30) per valutare i curricula dei candidati
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AAA presidente del Cnr cercansi. E il nome potrebbe arrivare entro un mese. Dopo la vacatio iniziata il 14 febbraio, data in cui è scaduto il mandato dell'ex presidente Massimo Inguscio che governava con un mandato comunque “in prorogatio” da un anno in qua, e la sostanziale paralisi dell’ente scientifico più importante e grosso in Italia, è partita finalmente la call per trovarne la guida. E il Mur, nell'avviso reso pubblico l'8 marzo, ha impresso all'improvviso una forte accelerazione sui tempi.

La caccia al nuovo presidente del Consiglio nazionale delle ricerche si chiuderà entro 15 giorni anziché i 30 previsti dal vecchio decreto: il 23 marzo è il termine ultimo per presentare le candidature. Sarà poi la nuova commissione, anch’essa rinnovata dopo che la precedente era scaduta a inizio anno e ora guidata dal fisico dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, a scegliere il vertice entro 30 giorni, invece di 60, dalla pubblicazione dell'avviso.

Significa che in soli 5 giorni il Search Committee dovrà valutare i curricula degli aspiranti presidente dell'ente di piazzale Aldo Moro e individuare la nuova cinquina dei papabili. Dal 29 marzo spetterà poi alla nuova titolare del Mur, Cristina Messa, scegliere e nominare il 22esimo capo del Consiglio nazionale delle Ricerche.

Lo sprint improvviso sembra smentire dunque i tempi annunciati dalla stessa Messa nell'intervista a Repubblica: "Avremo il presidente entro l’estate" aveva detto. Tempi che prefiguravano altri tre mesi di andamento a lumaca, visto che dei quattro componenti del Consiglio di amministrazione ce ne sono al momento solo due - Nicoletta Amodio, designata dall'Unione delle camere di commercio e da Confindustria, e Nicola Fantini, rappresentante degli 8600 dipendenti del Cnr - più il vicepresidente nominato di recente, Lucio D'Alessandro, rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli”. Ma secondo Messa anche così, a scartamento ridotto, il Cnr avrebbe potuto lavorare.

Prima della sua nomina a ministro, tra i nomi in pole per la presidenza c'era anche lei, che del Cnr è già stata vice dal 2011 al 2015. Gli altri profili qualificati nella cinquina ormai scaduta e rimasta senza ragione apparente del tutto inutilizzata, erano Andrea Lenzi, cattedratico di endocrinologia alla Sapienza di Roma e presidente del Comitato di biosicurezza di Palazzo Chigi, Francesco Sette, fisico della materia e direttore generale dell'European synchrotron research facility di Grenoble, Vincenzo Barone, chimico ed ex direttore della Normale di Pisa, Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di Diritto costituzionale all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, vicepresidente del Cnr appena decaduto. Sesto, e ora scalato in quinta posizione con la fuoriuscita di Messa, il fisico sperimentale Roberto Battiston che ha guidato l'Agenzia Spaziale Italiana dal 2014 al 2018.

Nel bando appena pubblicato si legge: “Per partecipare occorre possedere elevata qualificazione tecnico-scientifica attestata da particolari competenze ed esperienze professionali acquisite nel settore della ricerca nazionale e internazionale, nonché comprovata esperienza gestionale nel settore della ricerca nei campi di attività dell’Ente. È, inoltre, richiesto il possesso dei requisiti generali di onorabilità previsti”. Cade dunque, rispetto all’ultimo bando di fine 2019 il requisito della “competenza scientifica” ora diventata “tecnico-scientifica”. E non si richiede più “la competenza manageriale”, pure se il Cnr ha 8.500 dipendenti e un bilancio annuo da un miliardo di euro, né la precedente “direzione di enti e strutture di elevata complessità pubblici e privati”, ma una “comprovata esperienza gestionale”.

Accanto a Parisi, in Commissione, ci sono altri 4 membri di cui la ministra non ha voluto dare nomi "per evitare pressioni", limitandosi a indicarne il ruolo: un latinista ed ex rettore, una biologa molecolare dell’Università La Sapienza, un ingegnere chimico della Federico II di Napoli, una giurista dell’Università di Bologna. Tutti nominati dal suo predecessore al Mur Gaetano Manfredi.