AAA presidente del Cnr cercansi. E il nome potrebbe arrivare entro un mese. Dopo la vacatio iniziata il 14 febbraio, data in cui è scaduto il mandato dell'ex presidente Massimo Inguscio che governava con un mandato comunque “in prorogatio” da un anno in qua, e la sostanziale paralisi dell’ente scientifico più importante e grosso in Italia, è partita finalmente la call per trovarne la guida. E il Mur, nell'avviso reso pubblico l'8 marzo, ha impresso all'improvviso una forte accelerazione sui tempi.
La caccia al nuovo presidente del Consiglio nazionale delle ricerche si chiuderà entro 15 giorni anziché i 30 previsti dal vecchio decreto: il 23 marzo è il termine ultimo per presentare le candidature. Sarà poi la nuova commissione, anch’essa rinnovata dopo che la precedente era scaduta a inizio anno e ora guidata dal fisico dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, a scegliere il vertice entro 30 giorni, invece di 60, dalla pubblicazione dell'avviso.
Significa che in soli 5 giorni il Search Committee dovrà valutare i curricula degli aspiranti presidente dell'ente di piazzale Aldo Moro e individuare la nuova cinquina dei papabili. Dal 29 marzo spetterà poi alla nuova titolare del Mur, Cristina Messa, scegliere e nominare il 22esimo capo del Consiglio nazionale delle Ricerche.
Prima della sua nomina a ministro, tra i nomi in pole per la presidenza c'era anche lei, che del Cnr è già stata vice dal 2011 al 2015. Gli altri profili qualificati nella cinquina ormai scaduta e rimasta senza ragione apparente del tutto inutilizzata, erano Andrea Lenzi, cattedratico di endocrinologia alla Sapienza di Roma e presidente del Comitato di biosicurezza di Palazzo Chigi, Francesco Sette, fisico della materia e direttore generale dell'European synchrotron research facility di Grenoble, Vincenzo Barone, chimico ed ex direttore della Normale di Pisa, Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di Diritto costituzionale all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, vicepresidente del Cnr appena decaduto. Sesto, e ora scalato in quinta posizione con la fuoriuscita di Messa, il fisico sperimentale Roberto Battiston che ha guidato l'Agenzia Spaziale Italiana dal 2014 al 2018.
Accanto a Parisi, in Commissione, ci sono altri 4 membri di cui la ministra non ha voluto dare nomi "per evitare pressioni", limitandosi a indicarne il ruolo: un latinista ed ex rettore, una biologa molecolare dell’Università La Sapienza, un ingegnere chimico della Federico II di Napoli, una giurista dell’Università di Bologna. Tutti nominati dal suo predecessore al Mur Gaetano Manfredi.