CORTINA - È ampezzana, ma anche internazionale. Sono queste le carte vincenti che hanno convinto i dodici consiglieri del Cai Cortina a consegnare le chiavi del Nuvolau a Emma Menardi Diornista di quasi 28 anni, ora in Cile. Viaggiatrice instancabile, ha girato mezzo mondo con lo zaino in spalla e ora è pronta a portare quanto appreso sulla cima del rifugio più antico delle Dolomiti. Dopo 47 anni di gestione dei coniugi Joanne e Mansueto Siorpaes si cambia quindi era, ma la filosofia della gestione sarà nel segno della continuità: accoglienza degli escursionisti e rispetto del territorio.
A inaugurare la prossima stagione del Nuvolao Emma Menardi non sarà sola. Un altro aspetto che ha convinto i consiglieri del Cai a decidere tra le oltre 200 candidature quella della giovane donna, è la sua famiglia. Nel progetto presentato infatti vengono inclusi anche gli altri due fratelli e due sorelle, alcuni già nel settore della ristorazione: Margherita di 25 anni, Erika di 21, Cesare di 33 e Angelo di 32. Da quando è uscita la notizia non c'è ancora stata una riunione di famiglia e in queste ore si sta cercando di organizzare una rimpatriata a casa dato che tutti vivono in posti diversi. Quando hanno saputo di essere stati scelti, fratelli e sorelle hanno detto di essere onorati della grande occasione.
"La valutazione di Emma Menardi Diornista è stata fatta da ogni consigliere, il cui voto è segreto, su un quadro complessivo e sulla potenziale capacità di garantire la buona gestione del rifugio che aprirà per l'estate. Su cinque residenti abbiamo scelto lei e il suo progetto" ha spiegato il vicepresidente del Cai Cortina Luigi Alverà "Dopo aver viaggiato per tutto il mondo credo sia una bella opportunità tornare per gestire il rifugio più vecchio delle Dolomiti insieme a tutta la sua famiglia". Il Cai Cortina ha confermato la filosofia che 47 anni fa aveva spinto a scegliere Joanne e Mansueto, allora giovanissimi e con esperienza all'estero. Adesso si attende la riunione di famiglia per poi iniziare un viaggio speciale a 2575 metri d'altezza.
Emma Menardi Diornisto, dov'era e come ha reagito quando ha saputo che era stata scelta lei?
"L'assegnazione del rifugio mi ha sorpresa nella profonda e remota Patagonia Cilena. L'emozione e l'incredulità sono state enormi. Da quando l'ho saputo mi continuo a pizzicare per sapere se sto vivendo un sogno o se è realtà!"
Tra le carte vincenti c'è il suo bagaglio di esperienze all'estero. Per passione o per lavoro?
"Per passione. I nostri genitori da sempre ci hanno trasmesso l'amore per il nostro territorio e i valori dell'accoglienza e del servizio verso chi visita i nostri luoghi, incentivando lo studio delle lingue e le esperienze all'estero che al giorno d'oggi sono fondamentali. Vivere e visitare realtà diverse mi ha fatto valorizzare ancora di più la fortuna che ho nel poter chiamare Cortina e le nostre Crode casa. Mi è sempre piaciuto mettermi in gioco e vedere la vita sotto altri punti di vista e spero che ciò mi aiuti nel portare nuove idee nel nostro Paese"
Che cosa porterà di quello che ha imparato nel mondo sul Nuvolau?
"Al Nuvolau arrivano escursionisti da tutto il mondo. Conoscere le loro aspettative può rendere più piacevole la loro esperienza, senza però dimenticare l'importanza di far conoscere le nostre tradizioni e la nostra storia. Viaggiando mi sono resa conto che la nostra cultura è unica e va trasmessa anche al turista"
Che progetto ha con i suoi fratelli?
"Ho due fratelli e due sorelle e l'idea è di collaborare alla gestione. Il bagaglio di conoscenze ed esperienze che ognuno di loro e di tutti noi porta con sé è a mio parere un grande punto di forza. È bello sapere di poter contare su persone che conosco e conoscono il territorio. Vogliamo seguire le orme della famiglia Siorpaes e dare la possibilità a tutti gli ampezzani di continuare a godere dei servizi che questo rifugio può prestare".
Continuerà a viaggiare d'inverno?
"Mi piace pensare passo dopo passo. Ora mi concentrerò su questo progetto e poi si vedrà cosa mi riserva la vita. Mi piacerebbe poter viaggiare ancora però sono pronta a investire anche in altri progetti".
La spaventa iniziare con la battaglia contro il Covid in corso?
"Non è l'ideale cominciare nel mezzo di questa battaglia però sono sicura si possa trovare una soluzione a tutto. L'importante è imparare a convivere con il virus che non passerà presto e sapersi reinventare".
Come si immagina la futura gestione?
"Sarà un cammino in salita però con l'appoggio che mi è già stato dimostrato da moltissime persone posso immaginare una gestione serena e apprezzata da molti".
Una curiosità sul cognome. Perché Diornista?
"A Cortina d'Ampezzo per indicare a che famiglia si appartiene oltre al cognome si utilizza un soprannome detto soragnon. Menardi ce ne sono moltissimi con altrettanti rami di famiglia diversi. La mia è Menardi Diornista perché si dice che il capostipite fosse un funzionario comunale che in ampezzano si dice diurnista e da lì il nome".