Toso Fei: " Tanti auguri Venezia ma il tuo compleanno è stato usurpato"
di Vera Mantengoli , di Vera MantengoliLo scrittore spiega come è stata fissata la data del 25 marzo: "E' il giorno dell’Annunciazione e quindi il giorno in cui Cristo s’incarna e si fa uomo. Metaforicamente è il giorno in cui Venezia, città celeste, si fa materia. Inoltre il 25 marzo 421 è un Lunedì di Pasqua, quindi c’è anche il riferimento alla Resurrezione".
VENEZIA - Il 25 marzo 2021 Venezia compie 1600 anni. Tra chi nega l’anniversario dicendo che la data è una fake news da boicottare e chi invece vuole spegnere le candeline, c’è una via di mezzo. È quella di chi, come lo scrittore e giornalista veneziano Alberto Toso Fei, sostiene che sia sì una leggenda, ma da ricordare come parte della storia della città. Classe 1966, Toso Fei è cresciuto a Murano tra storie e racconti che arricchivano la vita quotidiana dell’isola. Da adulto si è accorto che quelle testimonianze, tramandate soltanto oralmente, rischiavano di perdersi con il crescente spopolamento che spazzava via ogni traccia della cultura popolare. Ha deciso così di raccoglierle, diventando «il cantastorie di Venezia». Toso Fei, attualmente impegnato in un nuovo libro sulla città, ha scritto più di venti opere. Ricordiamo l’esordio con Leggende veneziane e storie di fantasmi, l…
VENEZIA - Il 25 marzo 2021 Venezia compie 1600 anni. Tra chi nega l’anniversario dicendo che la data è una fake news da boicottare e chi invece vuole spegnere le candeline, c’è una via di mezzo. È quella di chi, come lo scrittore e giornalista veneziano Alberto Toso Fei, sostiene che sia sì una leggenda, ma da ricordare come parte della storia della città. Classe 1966, Toso Fei è cresciuto a Murano tra storie e racconti che arricchivano la vita quotidiana dell’isola. Da adulto si è accorto che quelle testimonianze, tramandate soltanto oralmente, rischiavano di perdersi con il crescente spopolamento che spazzava via ogni traccia della cultura popolare. Ha deciso così di raccoglierle, diventando «il cantastorie di Venezia». Toso Fei, attualmente impegnato in un nuovo libro sulla città, ha scritto più di venti opere. Ricordiamo l’esordio con Leggende veneziane e storie di fantasmi, la graphic novel Orientalia, candidata nel 2017 al Premio Strega, e Misteri di Venezia.
Alberto Toso Fei, quando appare per la prima volta la data del 25 marzo 421 d.C. come giorno di fondazione della città?
"Troviamo questa data nelle Cronache altinate del tredicesimo secolo, una delle fonti più antiche che raccoglie documenti e leggende su Venezia. Teniamo presente che siamo in un periodo di massimo splendore della Serenissima. Nel 1204 c’è la Quarta Crociata appoggiata dal Doge Enrico Dandolo che diventerà anche signore di parte dell’Impero di Bisanzio. Poi, oltre alla conquista di Costantinopoli, non dimentichiamo la Pace di Venezia del 1177, siglata grazie alla Serenissima tra Federico Barbarossa e Papa Alessandro III. In questo contesto troviamo per la prima volta questa data che è sicuramente inventata, ma che rientra nella necessità di una grande potenza di avere un mito fondatore e quindi un certificato di nascita".
Perché la scelta di quel giorno?
"Il 25 marzo è il giorno dell’Annunciazione e quindi il giorno in cui Cristo s’incarna e si fa uomo. Metaforicamente è il giorno in cui Venezia, città celeste, si fa materia. Inoltre il 25 marzo 421 è un Lunedì di Pasqua, quindi c’è anche il riferimento alla Resurrezione. Per quanto riguarda l’anno: da un lato si rifà al periodo in cui la città ha iniziato a prendere forma e dall’altro alla caduta dell’Impero Romano avvenuta nel 476 d.C.. In questo modo la Serenissima indirettamente dice che il ruolo dell’Impero Romano verrà sostituito da quello della Repubblica veneziana".
Questa scelta ha avuto degli impatti sulla città?
"Certo, su più ambiti. Nonostante la data sia stata inventata per dare solennità alla potenza della Serenissima, questa scelta ha avuto per esempio un impatto sul calendario perché a Venezia non si usava il calendario gregoriano, ma quello in voga nell’Impero romano che festeggiava il Capodanno il primo marzo. Quindi certo è una leggenda, ma immaginiamoci come doveva viverla il veneziano di allora che non aveva gli strumenti per essere consapevole che fosse una data prestabilita. Un esempio è la chiesa di San Giacomo a Rialto, San Giacometo per i veneziani, che si racconta sia stata fondata proprio il 25 marzo del 421 d.C.. Segni di riferimento si vedono anche proprio sul Ponte di Rialto dove c’è il bassorilievo dell’angelo annunciante da un lato, della Vergine sull’altro e sulla sommità la colomba che rappresenta lo Spirito Santo. Non dimentichiamo il campanile di Piazza San Marco dove troviamo l’angelo che annuncia alla città il suo destino di gloria".
Ci sono altre tracce a Venezia che si riferiscono a questa leggenda?
"Sì nel portale di ingresso dell’Arsenale di Venezia c’è la data di edificazione dove si legge 1460, a 1039 ad urbe condita, quindi dalla fondazione della città. Poi c’è uno stupendo Trittico di Jacobello del Fiore alle Gallerie dell’Accademia eseguito per Palazzo Ducale per i mille anni dalla fondazione della città, quindi nel 1421, che raffigura Venezia come Giustizia seduta tra due leoni e gli arcangeli Michele e Gabriele. Oltre a questi segni urbani la data viene ripresa nelle cronache di storici ufficiali come Marco Antonio Sabellico e non ufficiali come Marin Sanudo, senza dimenticare nomi come Giuseppe Tassini e Giustina Renier Michiel, detta dosetta, autrice nel 1817 di Origine delle feste veneziane e tra le prime traduttrici in italiano di Shakespeare. Quindi perché si accetta che Roma è nata il 21 aprile 753 a.C. e non che Venezia è nata il 25 marzo 421? È ovvio che entrambe sono date leggendarie, ma fanno parte di come è stata costruita l’immagine della città".
Di recente il Mibac ha scelto il 25 marzo come Giornata da dedicare a Dante per ricordare i 700 anni dalla morte del Poeta. Cosa ne pensa?
"Personalmente l’ho trovata una scelta disattenta e decisa all’ultimo momento in fretta. Prima di tutto Dante muore il 14 settembre 1321 a Ravenna e quindi, considerato anche il periodo che stiamo vivendo ora che non permette molte iniziative, non capisco perché invece di scegliere il giorno effettivo della sua morte è stato deciso come data per commemorarlo quando inizia la sua discesa agli Inferi e in coincidenza con i 1600 anni di Venezia. Mi sembra una scelta poco attenta per Venezia che ha iniziato il lockdown dall’acqua alta eccezionale del 12 novembre 2019 e che con questo anniversario poteva sperare in un’occasione di rilancio con un giorno tutto per sé per festeggiare i suoi 1600 anni".
Alberto Toso Fei, quando appare per la prima volta la data del 25 marzo 421 d.C. come giorno di fondazione della città?
"Troviamo questa data nelle Cronache altinate del tredicesimo secolo, una delle fonti più antiche che raccoglie documenti e leggende su Venezia. Teniamo presente che siamo in un periodo di massimo splendore della Serenissima. Nel 1204 c’è la Quarta Crociata appoggiata dal Doge Enrico Dandolo che diventerà anche signore di parte dell’Impero di Bisanzio. Poi, oltre alla conquista di Costantinopoli, non dimentichiamo la Pace di Venezia del 1177, siglata grazie alla Serenissima tra Federico Barbarossa e Papa Alessandro III. In questo contesto troviamo per la prima volta questa data che è sicuramente inventata, ma che rientra nella necessità di una grande potenza di avere un mito fondatore e quindi un certificato di nascita".
Perché la scelta di quel giorno?
"Il 25 marzo è il giorno dell’Annunciazione e quindi il giorno in cui Cristo s’incarna e si fa uomo. Metaforicamente è il giorno in cui Venezia, città celeste, si fa materia. Inoltre il 25 marzo 421 è un Lunedì di Pasqua, quindi c’è anche il riferimento alla Resurrezione. Per quanto riguarda l’anno: da un lato si rifà al periodo in cui la città ha iniziato a prendere forma e dall’altro alla caduta dell’Impero Romano avvenuta nel 476 d.C.. In questo modo la Serenissima indirettamente dice che il ruolo dell’Impero Romano verrà sostituito da quello della Repubblica veneziana".
Questa scelta ha avuto degli impatti sulla città?
"Certo, su più ambiti. Nonostante la data sia stata inventata per dare solennità alla potenza della Serenissima, questa scelta ha avuto per esempio un impatto sul calendario perché a Venezia non si usava il calendario gregoriano, ma quello in voga nell’Impero romano che festeggiava il Capodanno il primo marzo. Quindi certo è una leggenda, ma immaginiamoci come doveva viverla il veneziano di allora che non aveva gli strumenti per essere consapevole che fosse una data prestabilita. Un esempio è la chiesa di San Giacomo a Rialto, San Giacometo per i veneziani, che si racconta sia stata fondata proprio il 25 marzo del 421 d.C.. Segni di riferimento si vedono anche proprio sul Ponte di Rialto dove c’è il bassorilievo dell’angelo annunciante da un lato, della Vergine sull’altro e sulla sommità la colomba che rappresenta lo Spirito Santo. Non dimentichiamo il campanile di Piazza San Marco dove troviamo l’angelo che annuncia alla città il suo destino di gloria".
Ci sono altre tracce a Venezia che si riferiscono a questa leggenda?
"Sì nel portale di ingresso dell’Arsenale di Venezia c’è la data di edificazione dove si legge 1460, a 1039 ad urbe condita, quindi dalla fondazione della città. Poi c’è uno stupendo Trittico di Jacobello del Fiore alle Gallerie dell’Accademia eseguito per Palazzo Ducale per i mille anni dalla fondazione della città, quindi nel 1421, che raffigura Venezia come Giustizia seduta tra due leoni e gli arcangeli Michele e Gabriele. Oltre a questi segni urbani la data viene ripresa nelle cronache di storici ufficiali come Marco Antonio Sabellico e non ufficiali come Marin Sanudo, senza dimenticare nomi come Giuseppe Tassini e Giustina Renier Michiel, detta dosetta, autrice nel 1817 di Origine delle feste veneziane e tra le prime traduttrici in italiano di Shakespeare. Quindi perché si accetta che Roma è nata il 21 aprile 753 a.C. e non che Venezia è nata il 25 marzo 421? È ovvio che entrambe sono date leggendarie, ma fanno parte di come è stata costruita l’immagine della città".
Di recente il Mibac ha scelto il 25 marzo come Giornata da dedicare a Dante per ricordare i 700 anni dalla morte del Poeta. Cosa ne pensa?
"Personalmente l’ho trovata una scelta disattenta e decisa all’ultimo momento in fretta. Prima di tutto Dante muore il 14 settembre 1321 a Ravenna e quindi, considerato anche il periodo che stiamo vivendo ora che non permette molte iniziative, non capisco perché invece di scegliere il giorno effettivo della sua morte è stato deciso come data per commemorarlo quando inizia la sua discesa agli Inferi e in coincidenza con i 1600 anni di Venezia. Mi sembra una scelta poco attenta per Venezia che ha iniziato il lockdown dall’acqua alta eccezionale del 12 novembre 2019 e che con questo anniversario poteva sperare in un’occasione di rilancio con un giorno tutto per sé per festeggiare i suoi 1600 anni".