Cronaca

Coronavirus, il mondo della moda scende in campo per vaccinare dipendenti e cittadini

Il Parco della Bellezza a Solomeo, il quartier generale umbro di Brunello Cucinelli, a disposizione per vaccinare i dipendenti 
Da Gucci a Prada, da Cucinelli a Ferragamo, i grandi brand del Made in Italy mettono a disposizione i propri spazi e le proprie risorse per alleggerire il sistema sanitario e mettere in sicurezza i lavoratori e le loro famiglie
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"Ci è stato chiesto di aiutarci a vicenda, e io l'ho fatto". Brunello Cucinelli riassume perché lo scorso 18 marzo ha aderito all'appello di Mario Draghi e della Confindustria ai privati  per sostenere la campagna vaccinale. "Ho offerto il Parco della Bellezza a Solomeo (il borgo umbro suo quartier generale, ndr), che ha le dimensioni necessarie per certe operazioni, e ho coperto le spese del team medico. Al momento sono 12 tra dottori e infermieri, ma contiamo di raddoppiare i numeri per proseguire con le somministrazioni anche di notte". Oltre a Cucinelli, negli ultimi giorni a offrire spazi e mezzi sono stati pure Armani, Gucci, Etro, Damiani, OVS, Ferragamo, Prada. E l'elenco s'allunga di giorno in giorno.

In pratica, tutti i simboli del Made in Italy si sono attivati. Obiettivo comune, proteggere la forza lavoro in tutto il Paese. Il che è comprensibile: basta pensare a che ruolo giochi il fattore umano nella filiera produttiva italiana, la migliore del mondo, tra le più colpite dallo stop dell'ultimo anno. Salvaguardare chi la compone è prioritario.

"Mettere in sicurezza i nostri dipendenti è sempre stato primario. Un anno fa, quando ancora non era chiaro di fronte a cosa ci trovassimo, abbiamo preferito chiudere tutto pur di non rischiare", conferma Marco Bizzarri, ad e presidente di Gucci. "Avendo spazi e mezzi, penso sia assurdo non fare nulla". È d'accordo Jacopo Etro, che spiega così la decisione del brand di famiglia di allestire negli spazi aziendali un centro vaccinale per dipendenti e collaboratori: "La sicurezza delle persone con cui lavoriamo per noi è essenziale, e le strutture mediche e ospedaliere sono ancora in grave difficoltà. Ci siamo perciò sentiti in dovere di contribuire ad alleggerire un sistema sanitario stremato".

A Valenza, i fratelli Damiani hanno offerto alle autorità sanitarie gli stabilimenti dove sono realizzati i gioielli del marchio e l'ex-Palafiere (che diventerà la loro base operativa) per la vaccinazione dei dipendenti, dei loro familiari e di tutti i cittadini. Nei giorni scorsi, Patrizio Bertelli ha invece annunciato che il gruppo Prada è pronto ad avviare le somministrazioni dei vaccini in tutte le proprie sedi in Italia. "In realtà sono già allestite da mesi per eseguire i tamponi rapidi, con personale medico e infermieristico sul posto", ha dichiarato l'ad. "Si tratta di un bacino potenziale di oltre tremila persone in Toscana e mille a Milano: numeri rilevanti, che sarebbero il nostro contributo per alleggerire il carico sul sistema sanitario nei prossimi mesi".

Gli stabilimenti Damiani a Valenza, messi a disposizione per le vaccinazioni 

Si tratta sicuramente di investimenti importanti: non si discute però sui vantaggi che porteranno. "Quando la scorsa primavera abbiamo riaperto gli stabilimenti dopo 2 mesi di lockdown, ci siamo attrezzati con uno screening continuo e due medici a disposizione dei dipendenti: abbiamo recuperato il tempo perso in pochissimo", conferma Cucinelli. "Credo che averli fatti sentire protetti abbia molto aiutato quest'impennata di produttività, e sono sicuro che sarà così anche stavolta. Conviene davvero a tutti".