Vaccini a vettore virale o a Rna: perché entrambi sono affidabili
a cura di Michele Bocci , a cura di Michele BocciPerché i problemi riguardano i vaccini con vettore virale?
"Non è stato ancora chiarito - spiega Armando Genazzani, professore di farmacologia e membo del Cts di Aifa e del Comitato per i medicinali di uso umano di Ema - Potrebbe trattarsi di una reazione immunologica nei confronti del virus inattivato". Questo tipo di vaccini utilizzano un virus che non si replica, l'adenovirus, per trasportare nell'organismo di chi riceve la somministrazione le informazioni che fanno produrre la proteina spike del coronavirus.
Erano già emersi dei problemi negli studi scientifici?
"Nei lavori prodotti da AstraZeneca non si erano viste queste reazioni tra i volontari che hanno partecipato alla sperimentazione. In quelli di Johnson&Johnson invece sì. Ci fu un caso sospetto, che ha portato al blocco temporaneo dello studio clinico negli Usa. Dopo aver analizzato il caso, la Fda ha consentito di concludere la sperimentazione. È una co…
Perché i problemi riguardano i vaccini con vettore virale?
"Non è stato ancora chiarito - spiega Armando Genazzani, professore di farmacologia e membo del Cts di Aifa e del Comitato per i medicinali di uso umano di Ema - Potrebbe trattarsi di una reazione immunologica nei confronti del virus inattivato". Questo tipo di vaccini utilizzano un virus che non si replica, l'adenovirus, per trasportare nell'organismo di chi riceve la somministrazione le informazioni che fanno produrre la proteina spike del coronavirus.
Erano già emersi dei problemi negli studi scientifici?
"Nei lavori prodotti da AstraZeneca non si erano viste queste reazioni tra i volontari che hanno partecipato alla sperimentazione. In quelli di Johnson&Johnson invece sì. Ci fu un caso sospetto, che ha portato al blocco temporaneo dello studio clinico negli Usa. Dopo aver analizzato il caso, la Fda ha consentito di concludere la sperimentazione. È una cosa che accade spesso quando si lavora per l'approvazione dei medicinali, e quindi anche dei vaccini".
Come mai gli effetti collaterali colpiscono soprattutto giovani?
Non se ne conosce con precisione il motivo - spiega sempre Genazzani - Si tratta semplicemente di una conclusione alla quale si arriva osservando i casi. Quando certe reazioni avverse avvengono così raramente è difficile capire quale sia il motivo che le ha scatenate. La domanda a cui rispondere potrebbe essere per certi versi anche ribaltata. Non essere più: "Come mai avviene in un caso su un milione?" ma piuttosto "Come mai non avviene negli altri 999.999 casi?".
È possibile che anche Sputnik e Reithera diano problemi simili?
Anche questi due vaccini, quello russo sulla cui approvazione si discute a livello europeo e nazionale, e quello italiano sul quale sono in corso le sperimentazioni, si basano sul vettore virale. "Trattandosi di un problema rarissimo non se ne conosce ancora la genesi. Al momento sembra esserci un nesso nel caso di AstraZeneca e si sta ancora investigando su Johnson&Johnson. Solo più avanti vedremo se anche gli altri vaccini dello stesso tipo possono portare a problemi simili, sempre rarissimi".
I vaccini basati sull'Rna messaggero non danno reazioni preoccupanti?
"Al momento non ne sono state osservate - dice Genazzani - Questo fa pensare che responsabile di queste reazioni non sia la proteina spike del coronavirus, usata sia nei vaccini a Rna messaggero, come Pfizer e Moderna, sia in quelli a vettore virale. Tra l'altro nella malattia, il Covid, e anche nel cosiddeto "long Covid", i pazienti hanno problemi di coagulazione, che potrebbero essere provocati proprio dalla stessa spike. Ma nel caso della malattia vediamo una grandissima quantità della proteina".
L'autorità del farmaco europea si sta occupando del vaccino Janssen?
"Sì, quel vaccino è già stato approvato dall'Ema ma il Prac, la commissione dell'agenzia europea che si occupa della farmacovilanza, era ben consapevole della possibilità che questo vaccino provocasse reazioni avverse. Per questo ha già iniziato una revisione di tutti i casi per vedere se gli episodi sono in qualche modo legati al medicinale. Tra l'altro Ema su questo tema è in contatto molto stretto con la Fda statunitense".
I cittadini devono continuare a fidarsi dei vaccini?
"Assolutamente sì - spiega Genazzani - A volte, concentrandoci sulle reazioni avverse ai vaccini, dimentichiamo che stiamo combattendo un nemico devastante, che provoca morti, talvolta problemi a lungo termine, e riempie gli ospedali. Pensiamo ai danni che potrebbero essere provocati dai vaccini, come le coagulopatie, ma il Covid provoca in abbondanza questo tipo di problemi alle persone colpite. Tanto che per curarlo si utilizzano farmaci anticoagulanti"