L'imprenditore bulgaro Gebrev: "I miei attentatori russi hanno seminato veleni in tutta Europa"
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonParla l’uomo al centro dell'ultima spy story: colpito dopo l’esplosione di un deposito d’armi in Repubblica ceca. I responsabili furono gli stessi agenti del Gru che tentarono di uccidere Skripal
La scia di terrore lasciata degli 007 russi con licenza di uccidere continua ad allungarsi. E pone al centro dell'ultima spy story internazionale Emilian Gebrev, un imprenditore bulgaro che produce ed esporta armamenti. Le ultime rivelazioni sull'unità killer del Gru, l'intelligence militare di Mosca, indicano che il deposito che sabotò nel 2014 nella Repubblica Ceca contenesse munizioni destinate alla sua azienda.
Sei mesi dopo gli agenti moscoviti tentarono di avvelenarlo con il Novichok: è stato il primo caso in assoluto in cui è stato usato l'agente nervino letale impiegato anche contro l'ex spia Serghej Skripal e l'oppositore Aleksej Navalnyj. "L'attentato che abbiamo subito ha molte analogie con quello contro Skripal", dichiara Gebrev. "Stessa sostanza, stesso schema e addirittura stessi agenti segreti del Gru".
Lei si è sentito male durante una cena in un hotel di lusso di Sofia nel 2015. Che c…
Sei mesi dopo gli agenti moscoviti tentarono di avvelenarlo con il Novichok: è stato il primo caso in assoluto in cui è stato usato l'agente nervino letale impiegato anche contro l'ex spia Serghej Skripal e l'oppositore Aleksej Navalnyj. "L'attentato che abbiamo subito ha molte analogie con quello contro Skripal", dichiara Gebrev. "Stessa sostanza, stesso schema e addirittura stessi agenti segreti del Gru".
Lei si è sentito male durante una cena in un hotel di lusso di Sofia nel 2015. Che c…
La scia di terrore lasciata degli 007 russi con licenza di uccidere continua ad allungarsi. E pone al centro dell'ultima spy story internazionale Emilian Gebrev, un imprenditore bulgaro che produce ed esporta armamenti. Le ultime rivelazioni sull'unità killer del Gru, l'intelligence militare di Mosca, indicano che il deposito che sabotò nel 2014 nella Repubblica Ceca contenesse munizioni destinate alla sua azienda.
Sei mesi dopo gli agenti moscoviti tentarono di avvelenarlo con il Novichok: è stato il primo caso in assoluto in cui è stato usato l'agente nervino letale impiegato anche contro l'ex spia Serghej Skripal e l'oppositore Aleksej Navalnyj. "L'attentato che abbiamo subito ha molte analogie con quello contro Skripal", dichiara Gebrev. "Stessa sostanza, stesso schema e addirittura stessi agenti segreti del Gru".
Lei si è sentito male durante una cena in un hotel di lusso di Sofia nel 2015. Che cosa ricorda?
"In realtà i sintomi sono comparsi poco prima. Allucinazioni, vomito, poi durante quella cena tutto è precipitato. Il mio autista mi ha portato d'urgenza in ospedale. Sono arrivato in coma. È accaduto anche a mio figlio e al direttore della produzione della mia azienda, negli stessi giorni e in luoghi diversi. Un'esperienza terribile che non auguro a nessuno. Mi hanno salvato i medici dell'Accademia militare bulgara. Nel 2015 nessuno aveva idea dell'uso di 'agenti bellicì come il Novichok, ma loro l'hanno scoperto e i risultati sono stati poi confermati da un laboratorio specializzato finlandese, autorizzato dall'Opcw, l'organismo che vigila sul bando delle armi chimiche".
Le indagini hanno dimostrato il legame con gli attacchi lanciati contro Skripal e Navalnyj.
"Siamo stati tutti avvelenati da una sostanza chimica della famiglia Novichok con il coinvolgimento di agenti dei servizi segreti russi. Non solo, nel nostro caso e in quello di Skripal erano addirittura le stesse persone. Fanno parte di un'unità del Gru, l'intelligence militare, che ha svolto anche altre missioni in Europa: la loro presenza è stata accertata durante le manifestazioni per l'indipendenza della Catalogna a Barcellona e in Svizzera".
E secondo gli inquirenti cechi un anno prima quegli 007 avevano colpito anche lì, forse per impedire forniture belliche all'Ucraina. Lei produce e vende armi, un business controverso e ad alto rischio. Si è detto che volessero ammazzarla perché lei forniva munizioni all'esercito ucraino, impegnato contro i russi nel Donbass...
"Lo escludo. Le nostre esportazioni lì sono trascurabili e condotte attraverso aziende partner. Se questa fosse la ragione, avrebbero dovuto prendere di mira anche i proprietari e i manager di tutte le fabbriche europee che hanno consegnato materiali militari in quantità di gran lunga superiori. Noi non abbiamo mai avuto problemi né con i concorrenti, né con le autorità bulgare o di altri Paesi. L'avvelenamento è avvenuto dopo che ho iniziato a discutere della possibilità di comprare un'altra industria militare bulgara: la procura ha chiaramente identificato l'interesse di società russe a rilevarla. Dopo l'attentato fallito, l'intera macchina statale bulgara non solo ha ostacolato quell'acquisizione, ma ha anche mirato a distruggere la mia compagnia. Molto probabilmente è questo il contesto in cui ricercare il movente".
Mentre nella Repubblica Ceca l'inchiesta è andata avanti fino a Mosca, in Bulgaria le indagini dopo avere avuto rapidi sviluppi si sono fermate. Perché?
"A sostegno di Skripal e Navalnyj si è mossa l'intera comunità democratica occidentale. Paesi come la Gran Bretagna e la Germania hanno immediatamente cercato l'assistenza dell'Opcw, l'organismo che vigila sul divieto di usare armi chimiche, mentre le autorità bulgare hanno rifiutato ogni sostegno. Hanno coperto e continuano a insabbiare ogni ricerca della verità. Se non fosse stato per la mia insistenza nel chiedere di riaprire le indagini e per le inchieste internazionali, in particolare di Bellingcat e del New York Times, quasi nessuno avrebbe sentito parlare di quello che ci è successo".
Pensa che le autorità di Sofia abbiano paura di irritare Mosca?
"Le tracce arrivano troppo vicino ai più alti gradi di potere in Bulgaria e ai loro legami con la Russia. E intanto continuano a promuovere interessi strategici russi, come il gasdotto Turkish Stream attraverso la Bulgaria. Da parte mia c'è la convinzione che le autorità bulgare e russe si siano accordate per insabbiare tutto. Da Sofia finora non è stata indirizzata a Mosca alcuna rogatoria: nonostante gli autori dell'avvelenamento siano stati identificati, nessuno li sta cercando".
Solo alla vigilia delle recenti elezioni, il governo bulgaro è intervenuto contro altri agenti russi del Gru, che avrebbero operato a Sofia con modalità simili a quelle usate a Roma per agganciare il capitano Biot. Una mossa letta da molti analisti in chiave elettorale. Lei però non è in grado di provare le sue accuse.
"Ho mandato decine di lettere formali ai vertici del governo e della magistratura perché chiedessero l'assistenza degli esperti dell'Opcw, ma non ho mai ricevuto risposta. Il vero potere in Bulgaria è esercitato dalle strutture oscure di Delyan Peevski (parlamentare e oligarca che di fatto controlla buona parte dei media del Paese, ndr). Dopo l'attentato c'è stata una campagna di repressione contro di me e la mia società: ispezioni, sospensione della produzione, tentativi di sottrarmi contratti e clienti. Non si tratta di coincidenze. Ritengo ci sia una connessione con l'azione del Gru. E sono convinto che la verità sul 'Novichok bulgarò non si limita agli agenti russi".
Sei mesi dopo gli agenti moscoviti tentarono di avvelenarlo con il Novichok: è stato il primo caso in assoluto in cui è stato usato l'agente nervino letale impiegato anche contro l'ex spia Serghej Skripal e l'oppositore Aleksej Navalnyj. "L'attentato che abbiamo subito ha molte analogie con quello contro Skripal", dichiara Gebrev. "Stessa sostanza, stesso schema e addirittura stessi agenti segreti del Gru".
Lei si è sentito male durante una cena in un hotel di lusso di Sofia nel 2015. Che cosa ricorda?
"In realtà i sintomi sono comparsi poco prima. Allucinazioni, vomito, poi durante quella cena tutto è precipitato. Il mio autista mi ha portato d'urgenza in ospedale. Sono arrivato in coma. È accaduto anche a mio figlio e al direttore della produzione della mia azienda, negli stessi giorni e in luoghi diversi. Un'esperienza terribile che non auguro a nessuno. Mi hanno salvato i medici dell'Accademia militare bulgara. Nel 2015 nessuno aveva idea dell'uso di 'agenti bellicì come il Novichok, ma loro l'hanno scoperto e i risultati sono stati poi confermati da un laboratorio specializzato finlandese, autorizzato dall'Opcw, l'organismo che vigila sul bando delle armi chimiche".
Le indagini hanno dimostrato il legame con gli attacchi lanciati contro Skripal e Navalnyj.
"Siamo stati tutti avvelenati da una sostanza chimica della famiglia Novichok con il coinvolgimento di agenti dei servizi segreti russi. Non solo, nel nostro caso e in quello di Skripal erano addirittura le stesse persone. Fanno parte di un'unità del Gru, l'intelligence militare, che ha svolto anche altre missioni in Europa: la loro presenza è stata accertata durante le manifestazioni per l'indipendenza della Catalogna a Barcellona e in Svizzera".
E secondo gli inquirenti cechi un anno prima quegli 007 avevano colpito anche lì, forse per impedire forniture belliche all'Ucraina. Lei produce e vende armi, un business controverso e ad alto rischio. Si è detto che volessero ammazzarla perché lei forniva munizioni all'esercito ucraino, impegnato contro i russi nel Donbass...
"Lo escludo. Le nostre esportazioni lì sono trascurabili e condotte attraverso aziende partner. Se questa fosse la ragione, avrebbero dovuto prendere di mira anche i proprietari e i manager di tutte le fabbriche europee che hanno consegnato materiali militari in quantità di gran lunga superiori. Noi non abbiamo mai avuto problemi né con i concorrenti, né con le autorità bulgare o di altri Paesi. L'avvelenamento è avvenuto dopo che ho iniziato a discutere della possibilità di comprare un'altra industria militare bulgara: la procura ha chiaramente identificato l'interesse di società russe a rilevarla. Dopo l'attentato fallito, l'intera macchina statale bulgara non solo ha ostacolato quell'acquisizione, ma ha anche mirato a distruggere la mia compagnia. Molto probabilmente è questo il contesto in cui ricercare il movente".
Mentre nella Repubblica Ceca l'inchiesta è andata avanti fino a Mosca, in Bulgaria le indagini dopo avere avuto rapidi sviluppi si sono fermate. Perché?
"A sostegno di Skripal e Navalnyj si è mossa l'intera comunità democratica occidentale. Paesi come la Gran Bretagna e la Germania hanno immediatamente cercato l'assistenza dell'Opcw, l'organismo che vigila sul divieto di usare armi chimiche, mentre le autorità bulgare hanno rifiutato ogni sostegno. Hanno coperto e continuano a insabbiare ogni ricerca della verità. Se non fosse stato per la mia insistenza nel chiedere di riaprire le indagini e per le inchieste internazionali, in particolare di Bellingcat e del New York Times, quasi nessuno avrebbe sentito parlare di quello che ci è successo".
Pensa che le autorità di Sofia abbiano paura di irritare Mosca?
"Le tracce arrivano troppo vicino ai più alti gradi di potere in Bulgaria e ai loro legami con la Russia. E intanto continuano a promuovere interessi strategici russi, come il gasdotto Turkish Stream attraverso la Bulgaria. Da parte mia c'è la convinzione che le autorità bulgare e russe si siano accordate per insabbiare tutto. Da Sofia finora non è stata indirizzata a Mosca alcuna rogatoria: nonostante gli autori dell'avvelenamento siano stati identificati, nessuno li sta cercando".
Solo alla vigilia delle recenti elezioni, il governo bulgaro è intervenuto contro altri agenti russi del Gru, che avrebbero operato a Sofia con modalità simili a quelle usate a Roma per agganciare il capitano Biot. Una mossa letta da molti analisti in chiave elettorale. Lei però non è in grado di provare le sue accuse.
"Ho mandato decine di lettere formali ai vertici del governo e della magistratura perché chiedessero l'assistenza degli esperti dell'Opcw, ma non ho mai ricevuto risposta. Il vero potere in Bulgaria è esercitato dalle strutture oscure di Delyan Peevski (parlamentare e oligarca che di fatto controlla buona parte dei media del Paese, ndr). Dopo l'attentato c'è stata una campagna di repressione contro di me e la mia società: ispezioni, sospensione della produzione, tentativi di sottrarmi contratti e clienti. Non si tratta di coincidenze. Ritengo ci sia una connessione con l'azione del Gru. E sono convinto che la verità sul 'Novichok bulgarò non si limita agli agenti russi".