✕

"Io avvocato dislessico ho fatto cambiare la legge sull'esame di Stato"

Antonio Caterino, 36 anni, l'avvocato dislessico che ha fatto cambiare la legge sull'esame di Stato 
Antonio Caterino, 36 anni, dopo anni di studi ed esami ripetuti anche otto volte, senza sapere la propria condizone, diagnosticata da un'amica medico due giorni prima della laurea, ha vinto la sua battaglia contro la discriminazione verso chi soffre di Dsa
3 minuti di lettura

"Nel mio curriculum di avvocato ho scritto: dislessico impenitente. Non è una frase ad effetto, ma la verità. E trovare lavoro, dichiarando la mia condizione, non è stato facile. Molti studi hanno respinto la mia candidatura. Però ho vinto io. Oggi ho l'incarico che volevo, in un team coraggioso che sostiene la mia battaglia per l'inclusione delle persone con disturbi dell'apprendimento". Antonio Caterino ha 36 anni, è cresciuto a Perugia e fa l'avvocato a Milano in uno studio che si occupa di diritto societario. Dice che l'altra frase un po' scandalosa del suo curriculum è: "inguaribile ottimista". "Chi avrebbe potuto immaginare dieci anni fa, quando ho scoperto la mia dislessia, che d'ora in  poi, grazie al protocollo siglato  il 12 aprile scorso dal Consiglio dell'ordine degli avvocati e la Corte d'appello di Milano, i candidati con 'Dsa' potranno utilizzare stru…

"Nel mio curriculum di avvocato ho scritto: dislessico impenitente. Non è una frase ad effetto, ma la verità. E trovare lavoro, dichiarando la mia condizione, non è stato facile. Molti studi hanno respinto la mia candidatura. Però ho vinto io. Oggi ho l'incarico che volevo, in un team coraggioso che sostiene la mia battaglia per l'inclusione delle persone con disturbi dell'apprendimento". Antonio Caterino ha 36 anni, è cresciuto a Perugia e fa l'avvocato a Milano in uno studio che si occupa di diritto societario. Dice che l'altra frase un po' scandalosa del suo curriculum è: "inguaribile ottimista". "Chi avrebbe potuto immaginare dieci anni fa, quando ho scoperto la mia dislessia, che d'ora in  poi, grazie al protocollo siglato  il 12 aprile scorso dal Consiglio dell'ordine degli avvocati e la Corte d'appello di Milano, i candidati con 'Dsa' potranno utilizzare strumenti compensativi per l'esame di abilitazione. E molti altri ordini professionali ci seguiranno. Sono partito dalle mie difficoltà per cambiare le regole, una soddisfazione enorme".

Una maturità scientifica conquistata con le unghie e con i denti studiando il doppio dei suoi coetanei, esami all'università ripetuti anche otto volte, la scoperta da adulto del suo disturbo. E la decisione di impegnarsi per l'integrazione nel mondo del lavoro dei suoi "simili", persone cioè con dislessia e disturbi dell'apprendimento.

Caterino, perché lei parla di discriminazione? Oggi nelle scuole i ragazzi con questo tipo di certificazioni hanno strumenti compensativi, computer, calcolatrici, programmi differenziati, possibilità di utilizzare schemi, mappe.

"Certo, grazie a una legge importante, la 170 del 2010. Ma una volta usciti dalla scuola, già all'università, nulla è più garantito. E quando ci si affaccia al mondo del lavoro quel tipo di disturbi diventano una vera e propria discriminazione".

In che senso?

"I concorsi, prima di tutto. Tranne che in alcune eccezioni non sono previsti per i candidati strumenti compensativi. Né i test di ammissione tengono conto delle difficoltà dei dislessici ad esempio. Dunque si finisce in fondo alle graduatorie. Quindi trovare un impiego diventa difficilissimo. Senza contare la diffidenza delle aziende verso chi dichiara di essere dislessico. Così in molti nascondono la propria condizione".

Lei invece non solo non ha nascosto la sua dislessia, ma l'ha dichiarata nel curriculum.

"Per me avere finalmente una diagnosi del mio disturbo è stata una liberazione. Negli anni della scuola ho sofferto. Sono cresciuto  a Perugia, ho fatto il liceo scientifico Galileo Galilei. Studiavo tanto, ma avevo enormi difficoltà. Ero lento nell'apprendere ciò che leggevo, gli scritti di latino e inglese erano una fatica terribile, in matematica perdevo i passaggi e dovevo rifarli cento volte. Invece ero brillante negli orali e molto bravo in Fisica. Ovviavo con la tenacia e l'ottimismo".

Nessuno aveva ipotizzato che lei fosse dislessico?

"Purtroppo no. Forse perché tutto sommato me la cavavo, pur dovendo studiare il triplo degli altri per raggiungere anche risultati minimi. Una grande frustrazione a volte".

All'università le difficoltà continuano?

"Sì, mi sono laureato tardi, a 26 anni, ci sono esami che ho dovuto ripetere anche otto volte. Ma in un certo senso avevo capito, da solo, quali erano le mie misure compensative. Ad esempio ascoltare i miei compagni di corso ripetere i testi d'esame. Ascoltandoli diventava più facile 'leggerli'. Ho scoperto di essere dislessico due giorni prima della laurea, grazie a un'amica medico, cui avevo raccontato le mie difficoltà. Test al Meyer di Firenze: dislessia conclamata".

Però si è laureato in modo tradizionale.

"Certo, mica erano previsti strumenti compensativi. Ce l'ho fatta, ho sentito però tutta l'ingiustizia di quella situazione. Lo sforzo mai ripagato da un successo pieno. Appena laureato ho deciso di intraprendere un percorso per gestire la dislessia e nello stesso tempo per combattere le discriminazioni contro di noi. Ogni anno 12 mila giovani adulti con disturbi dell'apprendimento si affacciano sul mercato del lavoro e ne vengono emarginati".

 

Il primo successo?

"Essere riuscito a fare gli esami da avvocato con misure compensative. Dopo la laurea infatti avevo segnalato al consiglio nazionale forense le lacune della legge 170 per quanto riguardava gli esami di Stato. E il consiglio aveva istituito una commissione indicando quali fossero le misure compensative da adottare. Durante il praticantato avevo imparato moltissimo, in particolare nella scrittura, ma questo non sarebbe bastato per passare l'esame di stato, che è fatto di tre prove scritte più l'orale. Ho ottenuto un assistente alla lettura e alla scrittura durante la prova. E sono passato al primo tentativo".

Trovare lavoro, però, raccontava, non è stato facile.

"Naturale, avevo scritto 'dislessico' sul curriculum. Ci sono voluti mesi e mesi. Mi ha chiamato però un grande studio di Milano di diritto societario, Lga, incuriosito proprio dal mio coraggio di dichiarare la dislessia. Grazie al loro sostegno, alla collaborazione preziosa con l'Aid, Associazione italiana dislessia, abbiamo avviato il lavoro che ha portato alla sottoscrizione da parte dell'Ordine degli avvocati della Corte di appello del protocollo presentato il 12 aprile. Un testo cui spero si ispirino d'ora in poi tutti gli ordini professionali, le commissioni dei concorsi pubblici. È una questione di giustizia e di equità".

A causa della pandemia però i prossimi esami per avvocati saranno esclusivamente orali. Quali strumenti compensativi saranno applicati?

"Abbiamo aggiunto un articolo al primo testo in cui si prevede che la persona con Dsa abbia il 30% in più di tempo rispetto agli altri candidati nella prima prova orale, un assistente alla lettura e l'uso di computer non connesso a internet. Per la seconda prova la possibilità d sostenerla l'ultimo giorno del calendario di esami".