La lotta ai furbetti dell'esame della patente continua senza sosta: a Verona un esaminando, durante la prova orale, aveva montato all'interno della mascherina un'apparecchiatura con telemaera, un vano batterie e uno slot con una sim dati. L'uomo così trasmetteva i dati del suo esame e il complice all'esterno poteva leggere i quiz e fornire (tramite un impulso) le risposte corrette. Grazie a questi sistemi tecnologici sempre più sofisticati, sono numerosi i tentativi di superare un esame che è diventato particolarmente complesso. Le indagini ora proseguono sui complici e anche sulle modalità di iscrizione all'esame tramite una scuola-guida cittadina.
Il piano era progettato nei minimi dettagli ma l'uomo è stato scoperto e denunciato all'autorità giudiziaria grazie alla stretta collaborazione tra la Motorizzazione Civile di Verona e la Polizia Locale, attraverso il quale è efficace il contrasto al fenomeno dei falsi documentali, i cosiddetti "furbetti" della patente. Un mercato, quello delle "facilitazioni" delle patenti, con servizi che ai candidati possono costare tra i 500 e i 1000 euro. L'aspirante automobilista è stato segnalato per tentata truffa aggravata e per violazione delle normative per coloro che si attribuiscono lavori altrui in caso di esami e titoli abilitativi. "Non si tratta solo di smascherare i truffatori - commenta l'assessore alla Sicurezza Marco Padovani -, ma di garantire la sicurezza stradale. Chi si mette in macchina deve conoscere le regole per avere comportamenti corretti. Ne va dell'incolumità dell'intero territorio".