Piscine, la rivolta dei gestori: "Dimenticate quelle coperte e con le regole che ci impongono non conviene riaprire"
di Agnese Ananasso , di Agnese AnanassoIl 15 maggio riapriranno le piscine. Lo stabilisce il decreto Riaperture del 24 aprile. Ma nel dl si parla solo di piscine scoperte, nessuna traccia di quelle coperte, né tantomeno di centri estivi, che dovrebbero aprire alla fine dell'anno scolastico. E i gestori degli impianti insorgono, non solo per l'incertezza normativa ma anche per i costi che sono costretti a sostenere nonostante la chiusura. In Emilia-Romagna 65 operatori, di cui gran parte gestisce piscine al coperto, si sono uniti per sollecitare gli enti locali a trovare una via di dialogo con governo e parlamento per rivedere il decreto.
"Di questo passo ci troveremo costret…
Il 15 maggio riapriranno le piscine. Lo stabilisce il decreto Riaperture del 24 aprile. Ma nel dl si parla solo di piscine scoperte, nessuna traccia di quelle coperte, né tantomeno di centri estivi, che dovrebbero aprire alla fine dell'anno scolastico. E i gestori degli impianti insorgono, non solo per l'incertezza normativa ma anche per i costi che sono costretti a sostenere nonostante la chiusura. In Emilia-Romagna 65 operatori, di cui gran parte gestisce piscine al coperto, si sono uniti per sollecitare gli enti locali a trovare una via di dialogo con governo e parlamento per rivedere il decreto.
"Di questo passo ci troveremo costretti a chiudere e a ridare le chiavi degli impianti al Comune", dice Enrico Balestra, presidente Uisp Emilia-Romagna. "Non c'è neanche un capitolo del decreto sulle piscine al coperto, che invece sono una parte importante dell'attività natatoria. I legislatori non si rendono conto che una piscina ha dei costi altissimi di gestione, anche se è chiusa. Inoltre non capiamo perché si debbano rispettare dei protocolli per noi proibitivi: nonostante quello della piscina sia un ambiente sano e sanificato, è previsto che ogni persona abbia a disposizione 7-10 metri quadrati di acqua, mentre per altri sport è previsto un distanziamento di massimo due metri. Insomma, le normative sono lacunose e le poche indiscrezioni che ci arrivano ci rendono ancora più preoccupati".
Una norma che lascia perplessi è anche quella che vieta l'uso degli spogliatoi: sì alla doccia prima di entrare in acqua, no a quella dopo la balneazione. "Questa è solo una delle incoerenze del decreto, quella più grande è l'assenza totale delle piscine coperte" sottolinea Luca Bosi, vicepresidente dell'Asd Nuova Sportiva, che gestisce 14 impianti in Italia. "Anche se una piscina è chiusa, vanno comunque sostenuti i costi di riscaldamento, elettricità, depurazione... ben diverso da altri tipi di impianti sportivi. I costi per noi ci sono sempre, ma senza entrate. Con il settore agonistico, che comunque ha continuato, purtroppo non ci copriamo le spese. Non ci conviene nemmeno tenere aperto. E' lo sport amatoriale che ci sostiene ma con questa normativa non possiamo riaprire. Quello che chiediamo è che ci sia maggiore chiarezza e una pianificazione delle riaperture, quello che è stato fatto nel settore balneare. Per esempio vorremmo sapere quali sono i protocolli per avviare i centri estivi. A pochi giorni dalla fine delle scuole non sappiamo ancora nulla e anche questa è una macchina che richiede tempo per avviarsi. Le famiglie ci stanno già chiamando ma non sappiamo cosa rispondere. Cerchiamo anche noi risposte ma continuiamo a navigare nell'incertezza".