Già in giugno arriveranno i primi vaccini per gli adolescenti. A iniziare saranno i 12-16enni. L’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, ha iniziato a esaminare i dati di Pfizer e BioNTech, il vaccino a Rna approvato per gli over16. Lo stesso sta facendo negli Usa l’agenzia Fda, il cui via libera è atteso già prossima settimana. Intanto il presidente Joe Biden ha già stabilito i piani per l'avvio della vaccinazione nella fascia 12-15 anni il prima possibile.
Canada, ok per Pfizer su 12-16enni
In Canada , l'autorità di regolamentazione sanitaria ha autorizzato l'uso di Pfizer per gli adolescenti dai 12 ai 16 anni. Prima dell’autunno sono attesi i risultati di altre sperimentazioni, anche su bambini più piccoli, fino a sei mesi d’età. Ma sotto ai 12 anni si dovrà attendere la ripresa dell’anno scolastico, almeno a settembre. L'annuncio è arrivato dal ministero della Salute canadese, che ha spiegato come la decisione si sia basata sui dati degli studi clinici di fase 3 sui bambini di quell'età.
L'iter e il problema del dosaggio
Anche Moderna sta portando avanti i test sui più piccoli. Al lavoro per immunizzare i ragazzi tra 12 e 17 anni c’è poi Novavax. Non è un percorso semplice quello dell'estensione dell'uso dei vaccini ai più piccoli perché la sperimentazione va fatta in tutte le sue fasi. Oltre al nodo del consenso informato, con regole molto rigide (come è giusto che sia), il problema è quello del dosaggio, che va ben calibrato, perché i bambini sviluppano risposte immunitarie più intense rispetto agli adulti. Per ciò che riguarda i possibili effetti collaterali, sono gli stessi: dolori al braccio e febbre. Nei piccoli è meglio far trascorrere almeno due settimane tra la somministrazione del vaccino anti-Covid e quelli dell'età pediatrica.
Sicurezza ed efficacia
Resta quindi l'assunto che il vaccino deve essere "efficace e sicuro", come sottolinea Roberto Cauda, direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma. "L'obiettivo al quale bisogna puntare nella lotta a Covid-19 è quello di vaccinare anche gli adolescenti dai 12 ai 16 anni ma anche io credo al di sotto dei 12 anni. Non esistono vaccinazioni che escludano delle fasce d'età. Tutte le vaccinazioni, sappiamo bene, si fanno in età pediatrica", spiega. "Inoltre c'è questo grosso dibattito sul fatto che se non viene vaccinata l'intera popolazione - avverte l'infettivologo - c'è il rischio che avremo una sorta di endemia nei più giovani. Una fascia di popolazione in cui magari la malattia non si palesa, ma ci sono le infezioni. Il coronavirus circola e il pericolo è che prima o poi vada incontro a mutazioni con varianti che possono rendere meno efficaci gli attuali vaccini".
Dopo che l'Agenzia europea del farmaco Ema ha annunciato l'avvio della valutazione di estensione d'uso del vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech nei 12-15enni, Cauda spiega che è giusto proteggere anche i più giovani: "Assolutamente sì", dice, precisando che