Vaccino in gravidanza, la Sardegna è la prima a somministrarlo. Il direttore degli ospedali di Cagliari: "Vi spiego perché è fondamentale farlo"
di Alessandra Paolini , di Alessandra PaoliniROMA - "Abbiamo cominciato ieri con 13 mammine e ad oggi siamo già a 150 prenotazioni. E continuano ad arrivare richieste, vogliono venire qui a Cagliari persino dal continente". Vaccino in gravidanza sì, vaccino in gravidanza no. Sergio Marracini, direttore sanitario del presidio Pou di tutti gli ospedali dell'area del capoluogo sardo, è assolutamente favorevole. E non potrebbe essere altrimenti, insieme alla dottoressa Eleonora Coccollone hanno iniziato per primi all'ospedale Santissima Trinità la vaccinazione anti Covid -19 alle donne in attesa. Una sperimentazione che si basa su dati ampi che arrivano dagli Stati Uniti dove la casistica ha riguardato, finora, 90 mila gestanti.
La gravidanza è un periodo molto particolare, le paure si amplificano. Perché consiglierebbe a una donna di sottoporsi al vaccino?
"Perché finora arrivano dati co…
ROMA - "Abbiamo cominciato ieri con 13 mammine e ad oggi siamo già a 150 prenotazioni. E continuano ad arrivare richieste, vogliono venire qui a Cagliari persino dal continente". Vaccino in gravidanza sì, vaccino in gravidanza no. Sergio Marracini, direttore sanitario del presidio Pou di tutti gli ospedali dell'area del capoluogo sardo, è assolutamente favorevole. E non potrebbe essere altrimenti, insieme alla dottoressa Eleonora Coccollone hanno iniziato per primi all'ospedale Santissima Trinità la vaccinazione anti Covid -19 alle donne in attesa. Una sperimentazione che si basa su dati ampi che arrivano dagli Stati Uniti dove la casistica ha riguardato, finora, 90 mila gestanti.
La gravidanza è un periodo molto particolare, le paure si amplificano. Perché consiglierebbe a una donna di sottoporsi al vaccino?
"Perché finora arrivano dati confortanti dagli Usa che dimostrano come i benefici sono di gran lunga superiori ai rischi. Rischi che poi sono gli stessi, infinitesimali, che riguardano chiunque si sottoponga alla somministrazione".
Nessun pericolo neanche per il bambino che è in grembo?
"No, non c'è stato nessun caso che abbia dimostrato danni al feto. Invece, purtroppo, durante la seconda ondata qui da noi è arriva una mamma che durante la gravidanza si era infettata col Covid. E' morta lei ed è morto il bambino che aspettava. Il virus le aveva completamente "mangiato" i polmoni. Non siamo riusciti a salvarla, purtroppo. Ed era anche giovane poverina, una sportiva. L'abbiamo ricordata qualche giorno fa nel piazzale del Santissima Trinità insieme al cappellano, sa Maggio è il mese della madonna, il mese della festa della mamma".
Che vaccino somministrate?
"Il Pfizer"
Lo considerate più sicuro?
" Io sono convinto che tutti i vaccini siano validi, non sono di quelli che demonizzano un tipo piuttosto che un altro. E' che il Pfizer ci sembra più adatto per chi è incinta"
A che mese di gravidanza lo somministrate?
"I primi li abbiamo fatti a donne che erano nell'ultimo trimestre. E li abbiamo fatti in "casa" ovvero a dipendenti dell'ospedale in dolce attesa. Negli Stati Uniti però vaccinano anche nei primi tre mesi di gestazione. E anche noi siamo orientati in questo senso".
Vi sentite dei pionieri?
"Un po' sì, anche se il protocollo ministeriale è ormai in via di definizione. E poi la dottoressa Coccollone è in stretto contatto anche con i medici del Fatebenefratelli all'Isola Tiberina a Roma. Il nostro percorso però, parte da lontano. Il Santissima Trinità è stato uno degli ospedali più virtuosi in fatto di infezioni dentro l'ospedale: pochi casi tra pazienti e personale sanitario. Questo ci ha permesso di sperimentare anche i parti di donne affette da Covid riuscendo a mantenere ugualmente aperto il reparto di ginecologia tradizionale. Due realtà parallele con una camera di "sanificazione" per vestirsi e svestirsi. Ed è andata bene".
Cosa accade se ci si ammala mentre si aspetta un bambino?
"A parte il caso della giovane donna deceduta perché era arrivata in ospedale davvero in condizioni disperate, tutte se la sono cavata. E abbiamo avuto un solo caso di piccolo nato positivo".
E cosa è successo?
" Lo abbiamo dovuto separare subito dalla mamma. Non lo ha potuto neanche allattare".
Ma il bimbo ora sta bene?
"Bene, ora è a casa. Amato e coccolato".